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PLANETHARD – EQUILIBRIUM RELEASE PARTY – RHO (MI) 29/04/2023
Carissimi amici dopo aver atteso un bel po’ di anni finalmente sono riuscito a beccare i mitici Planethard in occasione del release party del loro nuovo album Equilibrium. Ecco qui ciò che mi hanno raccontato.
D: Prima di iniziare devo ringraziarVi per avermi concesso l’onore ed il piacere di poter assistere ad un Vostro concerto dato che già da studio siete a dir poco fenomenali e mi avete riportato alla mente i vecchi fasti dell’hard rock e dell’hair metal degli anni ’80 anche se , sicuramente, i soliti detrattori adesso saranno pronti a dire che ascoltando le varie tracce non si sente nulla di nuovo. Ma io a costoro direi che non bisogna andare a cercare qualcosa di nuovo in un genere che ormai ha detto tutto ed il contrario di tutto. Però io posso affermare che le linee vocali ed i riff fanno tornare in mente i vecchi L.A. Guns ed Enuff’n’Znuff mediante l’utilizzo di voci alte ma non stridule come nel caso degli AC/DC che hanno basato il loro marchio di fabbrica su quel tipo di voce.
P: Infatti noi non vogliamo creare nulla di nuovo, ma semplicemente suonare quel tipo di genere cercando di personalizzarlo quanto più possibile ed inserendo qualcosa che ci renda immediatamente riconoscibili. Effettivamente il nostro cantante Alberto tende a giocare parecchio con la voce utilizzando sia linee più melodiche che parti, per così dire, più “incazzate” ed anche di parti vocali che nei precedenti album non erano presenti. È questo perché abbiamo voluto evolvere anche le nostre sonorità.
D: Toglietemi una curiosità: il nome Planethard. Chi ha avuto l’idea di questo nome e come mai avete deciso di chiamarvi così.
P:diciamo che tanto tempo abbiamo deciso di chiamarci Planethard ascoltando la canzone dei Duran Duran che si chiama così e che ci piaceva ed abbiamo scelto quel titolo come nome del gruppo per rendere omaggio a degli autentici miti degli anni ’80 e non solo.
D: Ve l’ho chiesto perché anni fa ho avuto l’onore ed il piacere di conoscere i Gotthard e la desinenza del gruppo mi è sembrata molto simile. Un’altra cosa che mi ha colpito è che nei vostri pezzi si sente l’atmosfera di una maestosa jam session in cui ognuno da il proprio contributo buttando giù le idee e, come suol dirsi, “cazzeggiando sugli strumenti” senza limitarsi a suonare solo delle parti previste in precedenza.
P: Ed è esattamente quello che succede in studio. Noi amiamo la tecnica della vecchia scuola perché riesce sempre a tirar fuori il meglio di ognuno di noi e traspare l’anima del gruppo.
D: Ci sono dei membri della band che sono subentrati ed hanno portato le loro esperienze?
P: Diciamo che l’ingresso nel gruppo del nuovo bassista e del nuovo cantante ha portato una nuova ventata di freschezza alle nostre sonorità.
D: Se doveste fare un piccolo bilancio della Vostra carriera quali sarebbero i momenti più alti e più bassi?
P: sicuramente il momento migliore è stato quando abbiamo fatto da spalla agli Scorpions al Forum di Assago oppure quando abbiamo aperto il Gods Of Metal. Diciamo che i momenti che avremmo voluto evitare sono stati quelli in cui con gli ex membri della formazione non ci siamo lasciati, per così dire, in “buoni rapporti”. Un altro momento meraviglioso è quando siamo in sala. Allora lì lasciamo tutti i problemi fuori alla porta, ci dimentichiamo di tutti i casini e ci lasciamo trasportare dalla musica.
D: Di solito chi ha l’ispirazione per le idee dell’album e per le varie canzoni?
P: Solitamente è il nostro chitarrista nonché membro fondatore che porta le idee. A volte vengono facendo una chiacchierata tra amici oppure, come nel caso del brano “United We Stand” che abbiamo composto per un progetto benefico, già durante la telefonata in cui la nostra manager ci comunicava della nostra partecipazione, sapevo già cosa scrivere.
D: Oltre questa ci saranno altre occasioni per vedervi dal vivo?
P: Abbiamo già parecchie date fissate ed altre si stanno aggiungendo.
D: Per concludere questa splendida chiacchierata volete fare un saluto agli amici di Heavy Metal Webzine che leggeranno quest’intervista?
P: Prima di salutare gli ascoltatori lascio a te il compito di giudicare la mia resa vocale visto che è il primo album su cui canto. Ed intanto ringrazio tutti coloro che ci seguono e danno visibilità alla musica italiana visto che c’è ancora tantissimo da scoprire nel panorama Underground.





