OVER THE EDGE FT. MICKEY THOMAS – Over The Edge (XXX Anniversary Remix Edition)

Titolo: Over The Edge (XXX Anniversary Remix Edition)
Autore: Over The Edge
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: AOR
Anno: 2026
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Mickey Thomas – Voce solista
Biggs Brice – Batteria
Kenny Wilkerson – Basso
Fabrizio Grossi – Basso, tastiera, chitarre aggiuntive
Rob Vanni, JM Scattolin, Neal Schon, Richie Kotzen, Steve Lukather – Chitarre soliste
Francis Benitez, Mickey Thomas, Fabrizio Grossi, Josh Johnston – Cori


Tracce:

1. Over The Edge
2. One World
3. Thief
4. Surrender (ft. Neal Schon)
5. Eyes Wide Open
6. Forest For The Trees (ft. Steve Lukather)
7. The Man In Between (ft. Richie Kotzen)
8. Cover Me
9. Turn Away
10. Glory Day


Voto del redattore HMW: 6,5/10

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Nel 2004 il carismatico cantante Mickey Thomas (Starship) torna in scena all’improvviso per riprendersi quel successo conquistato con la sua ex band degli Starship ma con un progetto nuovo chiamato: Over The Edge. Adesso la Frontiers a distanza di ventidue anni riporta in ristampa questo omonimo disco per festeggiare i suoi 30 anni di presenza sul mercato discografico e in particolare nel genere del melodic rock internazionale.

Il remix è affidato al chitarrista e produttore Aldo Lonobile (Secret Sphere) che riesce ad esaltare le potenti dinamiche dell’album, conferendo maggiore chiarezza, incisività e una definizione moderna alle belle melodie dell’opera, preservando al contempo lo spirito delle registrazioni originali. Ai tempi l’album è accolto favorevolmente dai vecchi fans dell’artista anche per la presenza come ospiti di pezzi da novanta, come Neal Schon (Journey), Jack Blades, Jonathan Cain, Freddy Curci, Richie Kotzen (ex Mr.Big, Poison) e Steve Lukather (Toto) che di fatto scrivono la maggior parte del materiale. Sono coinvolti anche altri musicisti: Rob Vanni, JM Scattolin e Francesco Grossi. Quest’ultimo non è solo il bluesman/produttore e autore dell’opera, ma anche il chitarrista, condividendo pure il basso con Kenny Wilkerson ed è altresì l’unico tastierista dell’album, mentre alle pelli troviamo Biggs Brice.

Rispetto alla versione originaria la voce dell’americano, questa volta, è missata bene e non è più in primo piano lasciando spazio anche agli altri strumenti. La cosa strana del disco è che proprio Mickey non compone nessun pezzo, ma nel complesso riesce a interpretare il materiale in modo impeccabile con la sua perfetta e inconfondibile voce. Ci sono comunque degli splendidi brani, molti dei quali ancora incisivi, merito di chi ha dato all’album un restyling così efficace. Mickey con la sua voce inconfondibile, calda e radiofonica parte in quarta con la title track che ricorda il pop rock di qualità degli Starship degli anni ’80 di cui il cantante è un grande protagonista. Anche le chitarre elettriche danno il loro contributo insieme ad una incalzante sezione ritmica e a dei cori curati nei minimi dettagli.

La successiva e riflessiva “One World” è un tuffo nei suoni sdolcinati dei mitici statunitensi Journey per un ottimo esempio di classico e coinvolgente AOR. La canzone è uno scarto proprio della band americana che doveva inserirlo nell’album Arrival e Thomas fortunatamente lo riprende facendolo suo e interpretandolo divinamente. La vivace e allegra “Thief” completa il trittico iniziale ancora con un refrain super melodioso che inizia da un’introduzione malinconica fino a un ritornello orecchiabile ed ammaliante. Si tratta comunque di una traccia rivisitata di Martin Stenmarck pubblicata in One con il titolo “I’m Falling”. La maggior parte delle canzoni del platter sono orecchiabili, e brani come la nostalgica e cadenzata “The Man In Between” e la troppo ripetitiva e mediocre “Surrender” (dove l’influenza di Neal Schon con la sua fedele sei corde elettrica è lampante) offrono finalmente qualche spunto per un robusto rock and roll, ma in generale l’intera set list soffre di mancanza di grinta diventando alla lunga un po’ noiosa.

Un esempio di ciò è dato dai pezzi più melodiosi, come la commovente ballata “Eyes Wide Open” caratterizzata da un romantico pianoforte e dalla vellutata ugola del singer ed il lento e arpeggiante “Cover Me” in cui la chitarra classica e la timbrica melodica del frontman prendono il sopravvento. Piace anche la gradevole e atmosferica, “Forest For The Trees”, pezzo rock armonioso il cui ritmo è guidato dall’espressiva e fumante chitarra elettrica di Steve Lukather. La penultima e piacevole “Turn Away”, è un’altra song che sembra uscita da un disco degli anni ’80 degli Starship ma nonostante la raffinata melodia e l’ottimo lavoro della chitarra elettrica non lascia assolutamente il segno.

In conclusione, Over The Edge è un disco carino che esalta la bella e acuta voce di Mickey Thomas tra le sonorità AOR e rock and blues dell’intera scaletta. Il problema principale dell’album è la sufficiente qualità delle composizioni che risplendono emotivamente solo per via dell’apporto delle sue emozionanti corde vocali e per il talento dei musicisti che ci suonano.

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