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Sempre dal fertile terreno musicale svedese fanno capolino, con la nostrana Frontiers Records, gli sleaze metal Smoking Snakes con il loro debutto discografico intitolato Danger Zone. Prima di questo esordio, il quartetto ha pubblicato tre singoli nel 2022 e nel 2023. Queste canzoni sono state poi inserite nell’EP, Restless And Wild, che ha attirato l’attenzione dell’etichetta italiana. I tre brani sono: l’elettrizzante “Run For Your Life”, “Excited” e “There’s No Tomorrow”. La prima sprigiona un refrain melodico e adrenalinico tipico di chi negli anni ’80 ha fatto la storia del glam metal. Penso immediatamente ai mitici W.A.S.P., ai Ratt, e ai Motley Crue perché questi ragazzacci di Goteborg suonano il classico sleaze metal ottantiano resuscitato direttamente dalla Sunset Strip di Los Angeles. L’atteggiamento e il look sono poi quelli inconfondibili e tipici di quel magico periodo ma quello che colpisce di più, di questo gruppo rock, sono la capacità di sciorinare un rock veloce e pesante con alla base degli straordinari cori e dei grandi assoli di chitarra accompagnati da una buona melodia di fondo. La seconda “Excited” è pura dinamite per le orecchie metalliche nostalgiche di chi ha vissuto da vicino il periodo d’oro del genere. Le chitarre elettriche e il ritornello melodico sono sempre messi in primo piano e sono sostenute da dei cori pazzeschi, che invitano a cantare senza freni e a squarciagola. La terza e battente, “There’s No Tomorrow”, non da tregua dall’inizio alla fine grazie a delle spigolose e distorte sei corde elettriche, ad una martellante sezione ritmica e alla aspra timbrica vocale del singer. Idem, per l’ipnotica e grintosa, “Soul Survivor”; primo singolo estratto dall’album, che con i cori e l’armonica ugola di Brett Martin fa ripiombare in quello che era il mondo dorato dell’hair metal californiano. A differenza della precedente possiede un ritornello super orecchiabile caratterizzato sempre da acutissimi cori e da una lurida timbrica vocale. Devo ammettere che il sound stradaiolo e polveroso di questi cowboys scandinavi piace anche se non hanno un minimo di originalità ma la forza che emanano con i loro strumenti è micidiale e coinvolgente.
“Il nostro obiettivo è iniziare a scrivere un nuovo capitolo per la musica che amiamo. Non ci stiamo provando reinventare la ruota, ma allo stesso tempo usiamo le nostre esperienze e la nostra passione per il genere sleaze e ci impegniamo a mantenerlo vivo”, afferma la band.
Non so se riusciranno nell’intento ma adesso gli Smoking Snakes, pur avendo poca personalità, sanno premere bene l’acceleratore, con furenti ritmi e riff taglienti e ruggenti che sfociano inevitabilmente ad infuocati assoli di chitarra. Lo si sente subito dall’apertura della tambureggiante, “Angels Calling”, che mostra il loro potente hard rock a stelle e strisce carico di energia e positività. Aggiungerei anche divertimento e sfogo perché ci sono brani come “Restless And Wild”, che continuano questo furioso e squallido sound incorniciato anche da voci crude e grezze messe bene in evidenza e mai soffocate dagli strumenti della band. Questo grazie all’ottimo lavoro di Jakob Herrmann alla produzione; famoso produttore noto per i suoi lavori con gruppi importanti come gli Amaranthe, gli Evergrey, gli Anthrax e gli Europe. La parte finale del platter continua sulla stessa scia ma senza sussulti particolari, a parte la cavalcante e trascinante, “We Are Alive” dal ritmo cadenzato, possente e caratterizzata dalla voce distintiva e rauca di Brett Martin, che purtroppo varia poco nei solchi del disco. Danger Zone è in conclusione un buon inizio ma la strada è ancora molto lunga e piena di insidie per chi vuole lasciare il segno nell’esplosivo sleaze metal ottantiano.



