Pierpaolo “Zorro” Monti (Tradate Iron Fest, Motorock As Firefest)


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Motorock As Firefest, Tradate Iron Fest

Circa tre mesi fa, precisamente nelle serate del 5-6-7-8 giugno 2008, si è svolto a Gornate Olona, in provincia di Varese, il primo Motorock As Fire Fest, organizzato dalle stesse persone da cui nacque il Tradate Iron Fest. Tante cose si sono dette sul defunto Tradate Iron Fest e tante voci si sono rincorse, abbiamo aspettato che il nuovo festival si svolgesse e poi abbiamo intervistato il sempre disponibile Pierpaolo “Zorro” Monti, tra l’altro vice-caporedattore della webzine www.hardsounds.it , per chiedere del passato (più e meno recente) e del futuro di questo festival, vero e proprio ritrovo per i tanti fans accomunati dalla passione per la musica hard rock ed heavy metal sempre piacevolmente entusiasti dell’atmosfera “casalinga” che da sempre lo accompagna.

Prima di parlare di come è andato il primo MotoRockAs Firefest partiamo necessariamente dal Tradate Iron Fest, che si è esaurito con l’edizione del 2005 ma che ha visto complessivamente tre edizioni. Ci sono tante leggende metropolitane riguardanti questo festival e il fatto che non si è più svolto. Te la sentiresti di mettere fine una volta per tutte a certe voci che parlano di un indebitamento totale, di decine di migliaia di euro persi, fino addirittura alle più apocalittiche, che parlano di vendita delle automobili degli organizzatori per coprire le spese?

Ciao Alessio, innanzitutto grazie a te e a tutta la redazione per questa intervista.
Facendo un passo indietro in relazione al TIF, posso dirti che la manifestazione non si è più svolta per diversi motivi: problemi con l’area dell’evento (in cui sono iniziati diversi lavori ad opera del Comune), ma soprattutto una “perdita momentanea” in bilancio dovuta non tanto al cattivo andamento del festival (che si è chiuso in positivo, così da mettere una bella pietra sopra alle tante dicerie), ma a causa di una (fino a quel momento) persona fidata dell’organizzazione, che ha ben pensato di trafugare buona parte dell’incasso lasciando i fratelli Quadrelli (Alex e Riccardo) a ripianare tutto quanto di tasca propria.
Fortunatamente la persona in questione è stata smascherata e nel tempo ha dovuto restituire tutta la cifra di cui si era impropriamente addebitato. Capirai comunque che, per l’organizzazione, è stato un colpo tutt’altro che semplice da affrontare, soprattutto per i lunghi tempi in cui si sono diluite le cose.

L’ultimo Tradate Iron Fest (2005) ha visto dei gruppi dai nomi davvero altisonanti, da Ronnie James Dio ai Candlemass con Messiah Marcolin, dai Saxon ai Gotthard, dagli Onkel Tom ad Axel Rudi Pell, fino a delle “perle rare” come i Vicious Rumors, i Riot, gli Anvil, gli italiani Gunfire e Wotan. Quali furono allora i gruppi più difficili da portare e quali quelli che, tirando le somme, vi hanno dato più soddisfazione?

Guarda a dirla tutta, come spesso accade, i problemi maggiori sono sempre causati più dai management che dalle band in persona. Tanto per farti un esempio, Ronnie James Dio si è rivelato un vero e proprio signore, lasciando tutti a bocca aperta quando, al termine della giornata di domenica, invitò Alex e Riccardo nel proprio back-stage servendoli personalmente di proprio pugno: un vero mito!
Personalmente ho stupendi ricordi anche dei Pink Cream 69, con cui ho diviso il loro pre-show all’interno della roulotte in cui erano sistemati, e in cui sono stato letteralmente “costretto” a sgranocchiare in compagnia ciliegie, banane e frutta varia dal loro cestino personale. E mi ricordo molto bene anche la grande signorilità dei Riot, che accorsero al festival dopo una nostra chiamata senza porre problemi di alcun tipo!
Anche con i Gotthard tutto è andato molto bene (ricordiamo tra l’altro che quella all’Iron Fest è stata la loro seconda data italiana di sempre), mentre il maggior amaro in bocca ci venne lasciato dai Sentenced: l’aria della loro separazione oramai era ben chiara e nei momenti pre e after concerto non si dimostrarono propriamente “professionali”.

Motorock As Firefest, Tradate Iron Fest

Un ricordo del vecchio Tradate Iron Fest : il caporedattore di EntrateParallele in compagnia di Messiah Marcolin

Hai nominato i Sentenced, la prossima domanda riguarda proprio loro. Il vostro festival ha coinciso con due date che rappresentarono l’addio all’Italia (di lì a poco anche al resto del mondo) di due bands, i Sentenced e i Dissection. Sebbene i motivi dei due scioglimenti siano stati profondamente diversi tra loro (e ovviamente non si poteva sapere che l’esibizione dei Dissection sarebbe stata l’ultima in Italia), non vi fa un certo effetto pensare che l’ultimo saluto sia giunto proprio al Tradate Iron Fest?

Effettivamente è un pensiero che ogni tanto ritorna in auge nelle nostre discussioni relative al festival, anche se, come ti dicevo sopra, i Sentenced si sono dimostrati forse il ricordo meno positivo dell’evento.
I Dissection, sul palco, sono stati autori di un grande show. Certo hanno sempre diviso il pubblico tra fans sfegatati e veri e propri detrattori, ma tralasciando tali questioni (che lasciano un po’ il tempo che trovano) è impossibile mettere in discussione la grinta con cui hanno affrontato il loro momento on-stage.

Se escludiamo il vecchio Italian Gods Of Metal del 1998 possiamo dire che il Tradate Iron Fest 2005 lanciò l’onda lunga della giornata italiana che è stata poi ripresa al Gods Of Metal del 2006 e all’Evolution dello stesso anno, trovando poi spazio anche nel secondo Italian Gods Of Metal del 2008. Da questo punto di vista pensate – senza presunzione, ovviamente – di essere riusciti a lanciare un piccolo messaggio ai promoters italiani?

Direi proprio di sì! In Italia, diciamolo, i gruppi della penisola sono spesso messi in ombra dal fascino “straniero” di molti colleghi internazionali, questo tralasciando il vero e proprio valore intrinseco dei nomi che si confrontano! Fortunatamente, e lo dico con grande soddisfazione, il TIF ha acceso quella miccia necessaria ad avviare il giusto supporto per le formazioni del nostro paese, confermando quella voglia di “osare” che, all’inizio, solo i veri fans di un certo tipo di musica sanno mettere davvero in campo: il resto è storia, ed è chiaramente sotto gli occhi di tutti.

Motorock As Firefest, Tradate Iron Fest

Un altro gradito ricordo di quelle giornate: Ivan incontra i Destruction

Quali sono secondo te i motivi per cui il Tradate Iron Fest è rimasto così impresso nei cuori delle persone? Io posseggo ancora il vecchio depliant dove avevate scritto in rosso “Tradate Iron Fest è il festival fatto dai fans per i fans”.

Con questa frase, Alessio, hai centrato il vero e proprio nocciolo della questione: quando un’organizzazione si muove con il medesimo intento di un fan e non con quello di una mera agenzia mossa dal denaro, tutto viene portato avanti e costruito per soddisfare appieno le esigenze di chi si aspetta molto dall’evento che stai per proporre. In molti casi non servono chissà quali accorgimenti, basta rispettare chi ha pagato il biglietto con un semplice approccio: cercare di far sentire ognuno accolto proprio come se fosse a casa propria.
Personalmente noi ci abbiamo provato, e le tue parole ripagano con grande grande gioia tutti i nostri notevoli sforzi!

Ma ora è giunto il momento di occuparci del presente, anzi direi del passato prossimo. MotoRockAs Fire Fest, prima edizione, 5-6-7-8 giugno, come è andata? Raccontaci tutto, dalla presenza del pubblico, a come sono andati i concerti, all’atmosfera, ecc.
(tra l’altro so che la serata hard rock non si è svolta per pioggia, mannaggia!)

La tua conclusione vale un po’ il riassunto di quella che è stata la manifestazione in sé: un grande spettacolo letteralmente rovinato, purtroppo, da condizioni atmosferiche instabili. La pioggia, infatti, non ha mai smesso di tormentare l’organizzazione per tutti e quattro i giorni della kermesse, arrivando nella serata di venerdì ad allagare (nel vero e proprio senso del termine) l’area del festival e costringendoci a rinviare il tutto alla sera successiva, cancellando purtroppo le previste esibizioni di Kingcrow, Moonstone Project, Edge Of Forever e Noize Machine.
Fortunatamente nei giorni di sabato e domenica le cose sono andate leggermente meglio, permettendo l’esibizione di tutti i gruppi in scaletta (e ciò nonostante qualche temporanea interruzione). Questo però, come capirai, ha notevolmente ridotto l’affluenza, non permettendoci di raggiungere i risultati che ci eravamo un po’ “prefissi” nell’organizzazione del tutto.
Per quanto concerne l’atmosfera, invece, tutto è stato perfetto! L’area adibita all’evento era non molto grande e particolarmente accogliente, cosa che ha favorito lo svilupparsi di un diffuso senso di amicizia da parte di tutto il pubblico venuto per l’occasione.
Concludo questa risposta con una piccola chicca: nella serata di giovedì, infatti, Pino Scotto ha intervallato la sua esibizione con il suo solito “colorito” ed acclamato incedere tra un brano e l’altro, accogliendo i classici boati di sostegno. La cosa clamorosa era la disposizione del luogo, posto tra il Comune (a destra), le suore (a sinistra) e la casa del sindaco (dietro): dalla sera successiva, chissà come mai, hanno iniziato a girare i carabinieri… abbiamo veramente riso come i pazzi…

Motorock As Firefest, Tradate Iron Fest

La locandina dello storico TIF 2005

In questi anni sono nati (o sono cresciuti) tantissimi festivals, dal Play It Loud, al Rock In Field, al Rock Of Ages che si sono affiancati ai sempre più imponenti Gods Of Metal ed Evolution Festival. Ma sono nati anche tanti festival minori, più underground. Pensi che al giorno d’oggi sia più facile organizzarli e che questa ondata di concerti perlopiù estivi si possa ripetere ogni anno?

I motivi che hanno causato questa ascendente crescita di festival indipendenti credo siano probabilmente due: innanzitutto una vera e propria necessità da parte delle band di suonare dal vivo, visto e tenuto conto che l’attività live, a causa delle oramai scarse vendite degli album, è divenuta una vera e propria fonte di sostentamento per i gruppi.
Il secondo penso invece sia fondamentalmente legato alla voglia da parte dei fans di gustarsi anche gruppi e artisti che, in diversi casi, sono snobbati dal grande airplay di massa: in questi casi o si agisce di propria iniziativa o si rischia di non poter mai vedere molti nomi validi. Quello che posso dire agli amanti della scena hard ‘n’ heavy è di supportare gli eventi dal vivo, soprattutto quelli messi in piedi da fans come loro: oltre agli (ovviamente degni di lode) nomi seminali della scena ce ne sono molti altri che meritano davvero di essere visti.

Tra gli organizzatori del festival ci sono due webzines, Truemetal e Hardsounds e tra i supporter nella locandina, oltre a noi di EntrateParallele, ce ne sono altre (Heavy-Metal.it, Metalwave, Slam!, Roxxzone e Powermetal.it). Quanto sono importanti le sinergie tra le webzines al giorno d’oggi per la buona riuscita di un festival?

Da addetto in primis, in qualità di vice-caporedattore di Hardsounds, posso dirti che la promozione oggi è particolarmente importante per rendere davvero riuscito un evento. Quello che manca fondamentalmente da noi è, spesso, un reciproco rapporto di collaborazione tra i vari nomi facenti parte dei media cartacei ed online del settore: non di rado, infatti, si fomentano inutili invidie e si negano collaborazioni nella paura di perdere parte della propria utenza a favore dei cosiddetti “concorrenti”; è ovviamente superfluo sottolineare come atteggiamenti di questo tipo non fanno altro che aumentare la tensione all’interno della scena stessa…
In ogni caso, per quanto riguarda il FireFest, abbiamo ricevuto un grande supporto dai nomi da te citati e da tutti i partners dell’evento: permettemi quindi, attraverso queste righe, di ringraziare voi di Entrate Parallele e tutti gli altri media che hanno donato il loro prezioso supporto per la promozione di questo festival (Truemetal, Eutk, Heavy-Metal.it, Metalwave, Slam!, Roxxzone, Metalinside e Powermetal.it).

Motorock As Firefest, Tradate Iron Fest

Sempre il nostro Ivan in compagnia di Tom Angelripper

Magari è un po’ presto per tirare le somme, il festival è finito da pochi giorni. Però dal tuo punto di vista cosa ci puoi dire riguardo future edizioni? Ci saranno?

Questa è una bella domanda. Come ti accennavo prima, infatti, il maltempo ha giocato nettamente a sfavore di quanto da noi organizzato con grande impegno. Ti posso dire, però, che la grande passione dimostrata da tutti gli accorsi (che hanno combattuto le intemperie metereologiche a costo di essere presenti) ha alimentato a dovere la fiamma della nostra passione per ritornare il prossimo anno in grande stile.
Nel frattempo vi ricordo che lo staff continua la propria opera nella programmazione autunnale del Motorock As: la prossima stagione autunnale si aprirà infatti con gli Edge Of Forever il primo weekend di settembre e regalerà ai fans nomi molto attesi della scena nostrana ed internazionale. In particolare tenete d’occhio la programmazione su www.myspace.com/motorockas, noterete che passeranno da noi alcune band addirittura in Italia per la prima volta.

Ti faccio una piccola nota, magari è solo una mia impressione personale. L’annuncio del vostro festival è venuto solamente il 6 maggio, appena un mese prima dell’evento. A mio parere per attirare più gente doveva essere fatto un po’ prima, su tanti forum il festival ha avuto obiettivamente poco tempo per farsi notare. Non sarebbe stato meglio cominciare la promozione prima, magari svelando un po’ di nomi alla volta?

Purtroppo la cosa non è stata possibile a causa dell’attesa conferma della concessione dell’area da parte dell’amministrazione comunale del luogo. Una volta ottenuta questa, infatti, ci siamo mossi in un lampo per permettere l’istituzione di una manifestazione organizzata davvero a tempo di record.

Motorock As Firefest, Tradate Iron Fest

La locandina del Tradate Iron Fest 2004

Leggendo l’intervista di Steven Rich su Truemetal ho appreso di un maxi banchetto a base di prodotti tipici che avete fatto portare ad ogni band, mi sembra un’ottima idea anche per creare un clima di coesione, probabilmente il clima così familiare è dovuto anche a queste cose. Come è andata? Ci puoi dire il nome di un’artista che si è distinto in questa kermesse culinaria?

Purtroppo il maltempo ha letteralmente sfasato tutte le scalette delle giornate, costringendoci a sopperire in mille modi alle running-order modificate e ai vari problemi tecnici che possono capitare in manifestazioni come queste. Per questo motivo siamo stati costretti a soprassedere (a nostro grande malincuore, come potrai comprendere!) ad un vero e proprio banchetto “comunitario”, per risolvere ogni tipo di problema che avrebbe potuto intaccare la buona esibizione di ogni singolo musicista: per noi la felicità di chi suona è un buon punto di partenza per far sì che tutto funzioni per il meglio.

L’intervista è finita e io lascio a te l’ultima parola, ringraziandoti per la disponibilità. Chiudo però con una curiosità riguardante un mio redattore, che anni fa vide la scritta TRADATE IRON FEST e – non sapendo che Tradate è una cittadina italiana – lo battezzò “Tradèit” pensando ad una parola inglese. Dato che lo prendiamo in giro ancora oggi, puoi dirci se questa gaffe è stata comune ad altre persone??

Guarda la gaffe è stata molto diffusa! Effettivamente per chi non è del posto è semplice confondere le cose, ed in ogni caso questo “qui pro quo” ci ha donato l’ennesima occasione su cui fare una bella risata salutare!
Grazie Alessio di questa piacevole intervista, vi aspettiamo in autunno con tutti i vostri lettori al Motorock As!

Questa la scaletta che era stata prevista per lo scorso Motorock As Fire Fest :

Orari e gruppi:
5 Giugno: “Blue Night”
ore 20:15 – 21:00: J Blues Band
ore 21:15 – 22:15: Joe Valeriano
ore 22.30 – 00:00: Ranfa Blues Band

6 Giugno: “Hard Rock Night”
ore 19:15 – 20:00: Kingcrow
ore 20:15 – 21:00: Moonstone Project (M.Filippini & Alex Del Vecchio)
ore 21:15 – 22:15: Noize Machine (D.Mollo, R.Gualdi, Mitzi, G.Block)
ore 22.30 – 00:00: Soul Doctor (Ger) con Tommy Heart (Fair Warning)

7 Giugno: “Monsters Of Tributes Day”
ore 15:30 – 16:00: Phantom Of The Opera (Tributo Iron Maiden)
ore 16:15 – 16:45: Midnite Maniac (Tributo Krokus)
ore 17:00 – 17:45: Hammers (Tributo Motorhead)
ore 18:00 – 18:45: The Zoo (Tributo Ufficiale Scorpions)
ore 19:00 – 19:45: C.O.D. (Tributo AC/DC)
ore 20:00 – 21:00: Fire & Ice (Tributo Malmsteen con Danilo by Whiteskull & Gus Gabarrò)
ore 21:15 – 22:15: Wildsnake (Tributo Whitesnake)
ore 22.30 – 00:00: 60/70 (Tributo Deep Purple)

8 Giugno: “Triumph Of Steel Day”
ore 15:30 – 16:00: Aeternal Seprium (Epic-Power Metal)
ore 16:15 – 16:45: Vitreo (Crossover)
ore 17:00 – 17:45: Dust In Eyes (Alcholig Glam)
ore 18:00 – 18:45: Tarchon Fist (Heavy Metal ’80)
ore 19:00 – 19:45: Longobardeath (Heavy Metal in dialett milanès)
ore 20:00 – 21:00: Crying Steel (Heavy Metal ’80)
ore 21:15 – 22:15: Skanners (Heavy Metal ’80)
ore 22.30 – 00:00: Dark Quarterer (Epic-Prog ’70)

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