Thy Majestie (Dario Cascio)

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Intervista Thy Majestie, Dario Cascio

Nati quasi dieci anni fa, i Thy Majestie (un tempo Thy Majesty) proseguono con coraggio il loro cammino nel mondo dell’heavy metal sinfonico. La band continua a progredire nonostante una difficile collocazione geografica, dei problemi di lineup che si sono protratti per lungo tempo e cambi di etichetta che hanno portato a rallentamenti e ritardi anche per l’uscita del loro recentissimo “Dawn”. Al nuovo cantante Dario Cascio il compito di illustrarci la storia dell’album e l’attuale momento della band!

Ciao ragazzi, innanzitutto grazie per l’opportunità che ci date di intervistarvi. Finalmente abbiamo modo di ascoltare il vostro nuovo album, che, mi pare di poter dire, ha visto la luce in modo un po’ travagliato: cambio di cantante, cambio di label e un piccolo ritardo nella pubblicazione. Immagino comunque che il suo titolo (“Dawn”) sia legato a tutti questi cambiamenti, o sbaglio?

Grazie a te Anna!
Molti fattori hanno influenzato la nostra nuova rotta. Oltre alla mia entrata nella band, più di un anno fa, sono arrivati anche Simone Campione alla chitarra (un vero guitar hero!) e Valerio Castorino (grandissimo compositore) alle tastiere. Il cambio di label è stata una scelta fortemente voluta… Abbiamo conosciuto Kim, il boss della Dark Balance, durante il nostro primo Fear Dark Fest, da quel momento è stato tutto molto naturale e adesso ci ritroviamo a collaborare come vecchi amici. Naturalmente parte del ritardo è da attribuire a tutti questi eventi, ma siamo stati anche noi a voler “perdere” del tempo in più per arricchire suoni e rendere il mix al top.

Come si articola il concept di “Dawn”, suddiviso in queste tre parti che risultano delineate molto chiaramente?

I tre capitoli di Dawn narrano la storia di una guerra combattuta nel futuro, uno scenario apocalittico nel quale l’uomo non trova più posto ed il genere umano sembra destinato a scomparire. Tra “Trapasso” e “Rovina” la sensazione è negativa e questo deriva anche dal sound cupo delle canzoni. In “Vendetta” cambia il sound e cambiano anche le tematiche, in modo tale che si riesca ancora a vedere una luce nonostante la confusione. La storia dell’album, in realtà, è solo un pretesto per rendere il concept una metafora di noi stessi, intesi come gruppo. Attraverso anni bui colmi di indecisione ci siamo rimessi in piedi ed abbiamo composto la nostra “vendetta”.

Intervista Thy Majestie, Dario Cascio

Cosa è cambiato nel vostro modo di comporre rispetto ai lavori precedenti?

In passato era il maestro Bondì a fare il grosso del lavoro, dato il suo grandissimo talento. Oggi invece la band si ritrova molto più unita e capace di lavorare in team e far coincidere cinque cervelli diversi allo stesso tempo, cosa strana dati i nostri caratteri….
L’album è stato concepito e composto da tutti i membri all’unisono e ognuno ha avuto una parte che ha brillantemente svolto, da Claudio, che ha fatto un gran lavoro di batteria ed in studio, a Dario, che fa il papà\bassista a tempo pieno, trovando anche il tempo per comporre, o ancora Simone che ha composto tre canzoni bellissime per l’album e fantastici soli, Valerio che ha arrangiato i pezzi in maniera sublime ed io che mi sono occupato delle lyrics e della struttura del concept.
Nessuno di noi dimenticherà facilmente gli ultimi giorni in studio, dato che stavamo chiusi dentro anche dodici ore di fila!
Potrebbe sembrare una cosa molto stressante, invece ci siamo divertiti davvero tanto, anche grazie alla birra credo…

Mi soffermerei in particolare su “The Legacy Suite”, un brano senza dubbio completo e molto articolato nelle sue componenti, perfettamente riuscito! Come è nata questa suite e quali sono i temi che vuole rappresentare nelle sue varie parti?

Grazie mille per i complimenti.
Qui il discorso si fa già più serio… Dieci anni in una band devono per forza lasciare il segno e questa suite è il segno indelebile, il regalo di addio lasciato da Giuseppe Bondì alla band: questa è la sua eredità. Giuseppe ha fatto una scelta di vita molto netta qualche tempo fa, molto dolorosa tanto per noi quanto per lui, ed era giusto rendergli omaggio nel migliore dei modi possibile. La testimonianza arriva anche dai titoli principali della suite: “To An Endless Devotion”, titolo che ricalca quanto già detto, e “Two Minutes Hate”, fondamentalmente la prima reazione, emotiva, ad una decisione così forte. Nella suite abbiamo voluto mettere in risalto tutto il nuovo carattere della band, passando da cori lirici ed orchestrazioni epiche a parti power molto veloci, fino a suoni moderni e completamente nuovi per i Thy Majestie.

Intervista Thy Majestie, Dario Cascio

Questa band conta tre nuovi arrivati: oltre a te alla voce, anche Simone Campione alla chitarra e Valerio Castorino alla tastiera. Come vi state trovando tra voi?

Personalmente mi ritengo molto soddisfatto di come stanno andando le cose. Non sono io a dover valutare il mio operato, ma a giudicare dai progressi fatti negli ultimi tempi posso dire che ho trovato nei Thy Majestie ottimi musicisti e grandi amici, grazie anche ai tour in Europa.
Simone e Valerio sono stati quelli che hanno dettato maggiormente il cambio: musicisti molto tecnici, reggono la parte ritmica e quella dei soli benissimo, hanno un grande impatto sul palco e soprattutto si divertono mentre suonano.
Forse è proprio questa la nostra nuova forza: andare oltre lo stereotipo di “metallaro” supertecnico e dedito a guardare lo strumento per non sbagliare a favore di una migliore resa live, completa di movimenti, salti, sorrisi e suono travolgente.

Cosa raffigura l’immagine di copertina di “Dawn”?

La cover ci presenta un mondo arido, la terra spaccata a grandi solchi, senza vita.
Ma c’è anche un bambino, in posizione fetale, con abiti stracciati, un po’ impaurito ma comunque presente. Questi, come ho già detto, sono i due temi portanti, la distruzione prima e la nuova speranza dopo, che si fa strada eliminando la parte cattiva.
E poi c’è lei, Dawn, l’alba, la nuova era dei Thy Majestie: un cielo che sta insolitamente sotto la terra ed il sole che da sotto è pronto a tornare e ricoprire coi suoi raggi un mondo devastato.

Intervista Thy Majestie, Dario Cascio

Guardando la vostra attività live, ci si rende conto che siete quasi più abituati a suonare all’estero, in vari Paesi europei oltre che all’Olanda, rispetto all’Italia. È proprio vero che il metal italiano è in crisi? E se sì, cosa si dovrebbe fare secondo voi per risollevarne le sorti?

Abbiamo avuto la fortuna di visitare tantissimi Paesi in circa un anno: siamo stati due volte in Olanda per il Fear Dark, poi ancora in Germania ed in Svizzera, per arrivare ad essere headliner all’Immortal Metal Fest in Finlandia. Per tutte queste esperienze non finiremo mai di ringraziare la Dark Balance per il grande professionismo e per essere una delle poche, ultime etichette indipendenti che hanno ancora voglia di promuovere la musica in maniera quasi “old-school”.
Purtroppo non conosco bene lo stato di salute della scena metal italiana, ma non è solo questo genere ad essere in crisi: oggi quasi tutti gli stili più “alternativi” o “underground” soffrono, e non poco. La crisi economica ha inevitabilmente colpito anche la musica, la gente non compra più i cd come un tempo e se un concerto di una band poco affermata costa anche più di 10€, beh… Allora uno si fa i conti, risparmia e va a vedere un concerto più importante. Questa situazione non aiuta nessun gruppo e porta spesso a spiacevoli conseguenze. Tempo fa, un gruppo di miei amici era convinto di aver finalmente fra le mani un contratto pronto per essere firmato, ma proprio alla fine l’etichetta chiese loro circa 6.000 € per produzione e distribuzione. Per questo motivo molti gruppi scelgono l’autoproduzione, che ha i suoi vantaggi, ma che se va male porta allo scioglimento del gruppo, perchè provoca crisi interne. Posso parlarti della scena siciliana, o palermitana in particolare. Qui ci sono davvero tantissimi gruppi validi e pronti anche per palchi grandi, ma giù da noi nessuno investe, nessuno ti scopre, e ti fai un mazzo quanto una casa per poi ricevere solo calci in culo. Siamo molto lontani dai posti “giusti” per questa musica, basti pensare che per andare a suonare a Roma o Milano dobbiamo attraversare tutta la Sicilia, prendere un traghetto e proseguire per un’infinità di chilometri e di ore, spendendo un sacco di soldi e di fatica.
Dovremmo prendere esempio da altri Paesi: ad esempio, in Olanda festival e concerti sono riconosciuti dal governo come “attività culturali” e gli organizzatori sono debitamente ricompensati, cioè tutte le spese vengono pagate fino all’ultimo centesimo! Qui da noi stiamo ancora a pensare che i metallari sono tutti assassini che adorano Satana….

Che riscontri stanno arrivando dalla stampa specializzata?

I feedback per ora sono molto buoni e siamo davvero contenti di questo. Molti ci hanno esaltati per il cambio di sound, altri hanno giudicato bene il cambio di line-up. Una webzine inglese ha scritto che “Dawn” è la migliore uscita del 2008: quale migliore soddisfazione? D’altra parte, naturalmente, abbiamo anche ricevuto critiche negative, soprattutto dai “defenders” dell’epic, che non hanno gradito alcune novità.

Oltre alla promozione di “Dawn”, avete in mente altri progetti nell’immediato?

Torneremo in Europa ad inizio novembre. Approderemo per la prima volta ad Oslo, dove suoneremo al Nordic Fest, continueremo poi in Germania e Belgio, ma soprattutto il 23 novembre registreremo ad Alperdoon (NL) il nostro primo DVD live!

Bene, siamo giunti alla fine, ti ringrazio ancora e ti chiedo di terminare l’intervista come preferisci!

Grazie ancora a te e grazie a tutti i lettori.
Speriamo che “Dawn” vi sia piaciuto e se non avete ancora la vostra copia, prendetene una al più presto!

Sito ufficiale: www.thymajestie.com
Myspace: www.myspace.com/thymajesty
Recensione “Dawn” su EP

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