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14/02/2014 : Nanowar Of Steel + guests (Caos Club, Bologna)

Pubblicato il 19/02/2014 da in Live report | 0 commenti


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14/02/2014 : Nanowar Of Steel + guests (Caos Club, Bologna)

nanowar locandina

Serata all’insegna del demenziale spinto al Caos Club, grazie all’ascesa felsinea dei guerrieri romani Nanowar Of Steel, accompagnati dai locali French Kiss & Aloha Aloha Beach.

Tocca proprio a questo gruppo dal curioso monicker aprire questo San Valentino alternativo e già dopo pochi pezzi salta all’orecchio l’ottima tecnica di cui è provvista la band, ma anche l’incapacità di strappare un sorriso, colpa di testi banali che trattano temi sin troppo inflazionati come i tatuaggi (“Il Tatuaggio Sulla Pelle”), gli extraterrestri (“Mobers Day”, con evidenti richiami ai Kraftwerk), l’ università (“Futuri Dottori”) e il catastrofismo (“La Stanza Dei Bottoni”), utilizzando liriche che purtroppo non suscitano alcuna ilarità.

Musicalmente il quintetto appare comunque eterogeneo, spaziando dal funky (in più di un’occasione ci hanno ricordato i Ridillo), allo ska, sino al punk (“Io Sono Un Figo”) e calcando il palco piuttosto bene, grazie all’istrionismo del vocalist Marco Zazzaroni e alle indubbie capacità del tastierista/chitarrista/cantante Teodoro Nanni, senza dimenticare l’ottima sezione ritmica.

In certi frangenti la band ci è sembrata una versione più “moderna” e groove degli Skiantos, non  a caso il bassista indossava una maglietta del mitico gruppo capitanato dall’appena scomparso Freak Antoni, omaggiato a inizio show dal folle vocalist.

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Dopo il consueto cambio palco, tocca agli attesissimi Nanowar Of Steel esibirsi nel piccolo locale bolognese: la band, agghindata in maniera allucinante, dà inizio al concerto con l’anthemica “Trycicles Of Steel”, per poi passare in rassegna il meglio (o il peggio?) del proprio repertorio, attraverso perle come “Forest Of Magnaccions” (brano folk che si trasforma nel noto stornello romano “La Società Dei Magnaccioni”), “Lamento Erotico” e “Odino And Valhalla”, suonate in maniera ineccepibile dai nostri, che ormai tengono il palco da musicisti navigati, intervallando i pezzi con gag e siparietti esilaranti.

Il frontman Potowotominimak è un abile intrattenitore, così come Mohammed Abdul, funambolico chitarrista, ma anche cantante e dispensatore di amenità varie, senza comunque dimenticare il bassista Gatto Panceri 666 (ribattezzato “Joey DeMierda”) dal costume di scena piuttosto vistoso e, soprattutto, il drummer Uinona Raider, vero martello pneumatico umano.

Fantastica “Rap-Sody”, versione ragamuffin di “Emerald Sword” dei Rhapsody, splendidamente interpretata à la Shaggy dall’altro vocalist, Mr. Baffo, così come la versione partenopea di “Master Of Puppets” dei Four Horsemen (“Master Of Pizza”), mentre non può assolutamente mancare in scaletta quello che ormai, pur essendo song piuttosto recente, è il cavallo di battaglia del gruppo, ovverossia “Giorgio Mastrota (The Keeper Of The Inox Steel)”, cantata a squarciagola anche da quasi tutti i presenti in sala.

Chiude l’esibizione la fulminante “Power Of The Power Of The Power (Of The Great Sword)”, brano, pensate un po’, di power, della durata di ben 5 secondi!

I Nanowar Of Steel si contendono con gli Atroci la palma di miglior band italiana di metal demenziale: la gara è aperta, chi la spunterà?

Di seguito altre foto della serata, tutte realizzate da Alessandra Merlin:

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