Sabaton – Heroes (2014)

Titolo: Heroes
Autore: Sabaton
Genere: Power Metal
Anno: 2014
Voto: 7,5

Visualizzazioni post:599

Sono ormai passati 15 anni da quel dì in cui cinque massicci svedesi irruppero nella scena metal internazionale, con quel mix di sonorità epic anni ottanta e power in stile Hammerfall, interpretate dal pesantissimo accento svedese di Joakim Bordén. In questi quindici anni grandi sorprese non ne abbiamo mai avute, nel bene e nel male, e ci mancherebbe altro: la particolarità dei Sabaton sta proprio in quella loro ritmica ripetitiva e decisa che disegna melodie semplici e orecchiabili, in quella nota quasi ossessiva di nostalgia per gli anni ottanta e nella varietà dei temi di cui trattano le canzoni (guerra, guerra, guerra, guerra).
Questa volta però, complice forse il cambio della line-up, i tempi che corrono o la crisi economica, i Sabaton hanno deciso di mettere una puntina di innovazione nel loro nuovo lavoro, “Heroes”, che parla di…guerra. Ogni canzone tratta uno specifico episodio realmente verificatosi nel secondo conflitto mondiale. Va beh, ok, forse nella tematica dell’album di innovazione se ne trova poca; c’è però da dire che la complessità musicale, di solito inesistente nei Sabaton, è  mediamente aumentata e sono presenti un paio di pezzi decisamente sorprendenti.
“Inmate 4859” si apre con un inquietante carillon e prosegue con la tastiera in sottofondo che dà un tono decisamente gotico al tutto. Qui la voce di Joakim funziona da Dio, fino a diventare quasi pulita nel ritornello: incredibile, visti i suoi standard.
L’apice, però, è raggiunto con “To Hell And Back”: un’intro in perfetto stile Ennio Morricone apre un ottimo pezzo celtic metal, in cui i Sabaton amalgamano tutte le  loro influenze di sempre in un mix davvero ottimo: cori, riff, tastiera, tutto funziona, ed esplode in un ritornello che entra in testa e rimane lì per giorni. Peccato che la batteria, come in tutto il resto dell’album, si senta poco.
Insomma, c’è dell’impegno. “Heroes” è un album apprezzabile, sia dai fedelissimi seguaci dei Sabaton, sia da chiunque voglia ascoltare della buona musica metal, dal momento che sprigiona un’energia crescente ad ogni ascolto. JoakIm e compagni  sono tornati più in forma che mai: nonostante qualche filler piazzato qua e là (come “The Ballad Of Bull”, che cantata da Eric Adams avrebbe un effetto un po’ meno grottesco di quello che ha cantata da Joakim Brodén), c’è un evidente tentativo di distaccarsi dalle solite sonorità simil-Manowar, il che determina una certa crescita del livello della band rispetto ai tempi di “The Art Of War”.
Ecco, questa è l’idea che uno si fa dell’album fino alla penultima traccia, poi urla di guerra annunciano la canzone che chiude l’album, “Man Of War”, e Joakim attacca: “Masters of the wind, metal warriors, number one, slepnir met the king of kings, all men play on ten…” Ok, forse sul distacco dai Manowar bisogna ancora lavorarci.

Tracklist:
1. Night Witches
2. No Bullets Fly
3. Smoking Snakes
4. Inmate 4859
5. To Hell And Back
6. The Ballad of Bull
7. Resist And Bite
8. Soldier of 3 Armies
9. Far From The Fames
10. Hearts of Iron
11. 7734 (bonus track)
12. Man Of War (bonus track)

Line-up:
Joakim Brodén – voce
Chris Rorland – chitarra
Thobbe Englund – chitarra
Par Sundstrom – basso
Daniel Myhr – batteria

Sito ufficiale: www.sabaton.net
Facebook: https://www.facebook.com/sabaton
Etichetta Nuclear Blast – www.nuclearblast.de

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.