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Agglutination Festival 2014 (Gerardo Cafaro)

Pubblicato il 4/08/2014 da in Interviste | 5 commenti


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Agglutination_Logo

Vent’anni di AGGLUTINATION FESTIVAL sono un traguardo importantissimo che non ha eguali nel panorama della musica heavy metal in Italia. La nostra chiacchierata con l’organizzatore Gerardo Cafaro però non si limita al giusto tributo del ventennale, ma tocca argomenti davvero svariati! A voi:

Ciao Gerardo, è un piacere per me poter scambiare di nuovo due chiacchiere con te riguardo al tuo Agglutination Festival. Partirei chiedendoti lumi riguardo un lungo comunicato stampa apparso in rete lo scorso anno, intorno a Ferragosto. La maggior parte di noi era in vacanza mentre tu scrivevi queste parole amare:

“..ma ora però non ce la faccio più, sono troppo stanco e un po’ perdente, credo che per la gioia di pochi, l’Agglutination a queste condizioni si ferma, ed io torno alla mia vita normale..”

Noi naturalmente siamo felicissimi di rivedere l’Agglutination in piena forma. Che cosa è successo nell’ultima edizione che ti ha causato così tanta sfiducia e che cosa, d’altro canto, è cambiato facendoti tornare così la voglia di organizzare la ventesima edizione?

Ciao Alessio! Ho semplicemente ascoltato le parole dei tanti supporter del festival che ogni anno poi rivedo e a cui voglio molto bene in quanto senza la loro partecipazione ed aiuto morale mai si sarebbe potuto realizzare questo al Sud. Soprattutto mi sono detto “avevi promesso 20 edizioni e non puoi mollare perché se molli poi la ventesima edizione non la farai più!”.
Certamente lo scorso anno ho fatto 1.100 paganti ed onestamente visto i gruppi (Overkill-Stratovarius-Marduk-Folkstone) e il costo della manifestazione ero deluso, constatavo che purtroppo al Sud è difficile fare di più in questi tempi, la dimostrazione l’ho avuta anche vedendo il Total Metal Festival quest’anno pur facendosi in un posto logisticamente più collegato con i mezzi di trasporto.

Venti anni di Agglutination, un traguardo importantissimo, se non sbaglio hai cominciato addirittura prima del Gods Of Metal. L’avresti mai detto 20 anni fa di riuscire ad arrivare alla ventesima edizione?

Sì, ho iniziato prima del Gods, certo il Gods o il Monster Of Rock sono di altre dimensioni, però a 20 edizioni consecutive ce ne sono pochi… Quando ho iniziato mai avrei pensato che in un posto così sperduto nel profondo sud si potesse materializzare quello che è diventato l’Agglutination, sono felice, vuol dire che nella vita qualcosa di importante l’ho fatto e questa ripaga i tanti sacrifici in tutti i sensi a livello personale, però i segni sono rimasti dentro me ed oggi mi accorgo in modo onesto che non sono più in grado di sostenere tutto.

Agglu_Carcass

Gli headliner di quest’anno sono tre “colonne” del metal estremo: Carcass, Entombed A.D. e Belphegor. Sentendo un po’ gli umori quale di queste band secondo te è la più attesa e quale secondo te lascerà un segno maggiore negli spettatori?

Credo che Entombed siano una garanzia consolidata e Belphegor prossimi ad un nuovo cd davvero buono faranno il loro grande spettacolo, ma sicuramente senza esitazioni dico Carcass!! Ho ascoltato lo scorso anno l’ultimo cd “Surgical Steel” e l’ho trovato strepitoso!! Mi sono detto “sarebbe un sogno averli all’Agglutination”, però ero consapevole che oggi è uno dei gruppi più richiesti nei grossi festival mondiali, che i costi erano altissimi oltre al fatto che non suonano a tutti i festival a cui vengono chiamati. Fortunatamente anche grazie all’aiuto di Matt dell’Hellfire Booking siamo riusciti a portarli, sicuramente anche i feedback positivi che questo fest ha oramai all’estero hanno contribuito alla loro venuta.

Viene dato come sempre grande spazio anche al metal di casa nostra, con Elvenking, Eversin, Sinheresy e Lehmann. Cosa ti aspetti da questo “poker tricolore”?

Io penso che gli Elvenking oramai non hanno bisogno di parole e giudizi, chi ama il power metal e il folk non può che reputarli tra i migliori gruppi della scena internazionale, quando vedi un loro concerto dal vivo sanno infondere sempre una grande carica oltre che coinvolgerti nella loro musica. Forse, come sempre avviene, il pubblico italiano per i gruppi italiani ha sempre un interesse inferiore è questa purtroppo è una triste realtà. Eversin, Sinheresy e Lehmann sono meno sulla cresta dell’onda ma sono gruppi con artisti che sanno il fatto loro e che dal vivo sapranno offrire uno spettacolo molto valido.

A fronte di 3-4 band italiane che suonano, puoi dirci pressapoco quante richieste ti sono arrivate solo quest’anno?

Vedi questo è un aspetto che mi rattrista, purtroppo in Italia le occasioni valide per suonare di fronte ad un ottimo pubblico sono risicate ed è normale che tantissimi gruppi e vi dico davvero tanti ogni anno chiedono di suonare sul palco dell’Agglutination, purtroppo a malincuore per una questione organizzativa, tecnica e di tanti aspetti che non mi dilungo a spiegare, non posso inserire ulteriori band. Poi preferisco che questi 3-4 gruppi di supporto possano essere seguiti realmente dagli spettatori avvicinando le loro performance a quelle successive dei gruppi principali e facendo sì che non siano fuori dal vivo del festival come spesso accade invece in altre occasioni e per alcuni festival soprattutto in Italia dove suonano davanti a pochissime persone.

Agglutination3

Da qualche anno in Sicilia è presente il Metal Camp Sicily, con il quale tra l’altro siete gemellati. Vuoi dirci come mai questo accordo che va evidentemente oltre il puro aspetto commerciale? Ecco intanto il sito del Festival ==> http://www.metalcampsicily.it/

Ho sempre cercato di supportare gli altri organizzatori quando me l’hanno chiesto, senza invidia, sapendo le difficoltà che si incontrano e soprattutto conoscendo quale è la scena Heavy Metal soprattutto al Sud, in questa ottica entra anche il nostro supporto al Metalcampsicily, oltretutto queste persone sono stati negli anni nostri fans e quindi hanno contribuito partecipando all’Agglutination alla crescita della nostra manifestazione. Io penso che se la scena cresce allora cresciamo di più anche noi.

Tanti metallari del Nord Italia vedono con pregiudizio nei concerti al Sud disorganizzazione, logistica pessima, magari anche rischi per la propria incolumità (non pensando magari a recenti brutti episodi capitati nel “profondo Nord” con macchine danneggiate o seri rischi per la salute, come capitato al concerto dei Sodom di Trezzo con lo spray urticante). Qual è la vera realtà del Sud Italia, sia dal punto di vista dei concerti sia da quello della vita di tutti i giorni?

Vedi, per quanto riguarda l’Agglutination la nostra è stata sempre una grande festa dove tutti hanno difeso con il loro comportamento encomiabile ogni anno il festival e mai si sono avuti atteggiamenti pericolosi. I veri metallari non creano mai casini e sono sicuro che questo atteggiamento avviene anche nei concerti più piccoli al Sud Italia. Per quanto riguarda la vita al Sud era già difficile prima ed oggi è arrivata davvero a un punto senza speranza, la mancanza di lavoro toglie la dignità alle persone e putroppo ne lede anche la psiche. Chi ha un lavoro deve essere felice, chi non lo ha deve avere la consapevolezza di far cambiare le cose e visto che chi comanda è la politica, si deve avere il coraggio di mettersi in campo e di non lasciare sempre questo compito agli altri. Chi pensa che non andando a votare la mette in ……. a tutti sbaglia, perché è proprio lui che lo prende per primo.
Io penso che l’Italia sia arrivata a un punto di non ritorno, dove è finita la tanta ricchezza che noi abbiamo?
In tutti questi anni è mancato proprio questo, ossia una redistribuzione della ricchezza nella società a discapito dell’arricchimento di pochi, per non parlare del male che ci sta facendo l’Europa fissando regole economiche che non possono andar bene per tutti gli Stati e che hanno dimostrato che non migliorano le condizioni di vita ed economiche ma stanno portando al collasso, soprattutto per quanto riguarda l’Italia, parlo del patto di stabilità, il più grosso male dell’Italia di oggi e che soprattutto per il Sud è diventato il freno più forte per una ripresa.

Agglutination-2007-gerardo

All’Agglutination hai portato davvero tantissime band in 20 anni, ti chiedo quindi se ce n’è una in particolare che per motivi economici o logistici non sei riuscito a portare finora (ma in futuro… chissà!).

Bè non sempre si può portare ciò che si vuole, di certo il sogno erano i Motorhead ma visto i costi e visto che il bacino di utenza al Sud ha numeri che non lo permettono, credo sarà davvero difficile.

Ti è mai capitato di seguire festival esteri (o anche italiani) in veste di “osservatore” cercando con i tuoi occhi migliorie da portare all’Agglutination?

Ad oggi ho seguito centinaia di festival in Italia ma all’estero non sono mai andato, ho colto qualche aspetto però diciamo che ogni passo avanti con l’Agglutination l’ho fatto sempre con l’esperienza dell’edizione precedente.

Dal tuo punto di vista personale ti consideri più un “innovatore” che pensa sempre ad arricchire il festival con eventi di contorno, stand, palco più grande, più band, ecc.ecc. o sei un “conservatore” e preferisci puntare su solide conferme con la politica dei piccoli passi?

La politica dei piccoli passi e soprattutto cosa ti puoi permettere di fare con i pochi mezzi che hai a disposizione.

Agglutination2

E’ recentissimo il comunicato stampa di un altro grande festival metal del Sud Italia, il Total Metal Fest. Nel comunicato l’organizzatore Luigi Pisanello elogia le band, il pubblico, i lavoratori e i volontari che hanno fatto sì che tutto filasse liscio. Ammette però che c’è stata delusione per il poco pubblico presente, un problema ormai tipico dei festival metal in tutta Italia. E’ una paura che hai anche tu, relativamente all’Agglutination di quest’anno?

Vedi io al TMF ci sono stato e ti posso dire che gli organizzatori avevano una location perfetta in tutto oltre ad aver fatto le cose davvero bene su ogni aspetto. Ho sempre detto anche negli anni passati che il problema del Sud era il bacino di utenza troppo piccolo e un po’ la cosa me la sentivo. Credevo onestamente che potesse esserci molta più gente di quella che ho visto. Poi discutendo con il mio amico Luigi avevamo un punto di vista un po’ diverso e devo dire che se Luigi ancora è convinto del suo punto di vista il TMF lotterà. Per quanto riguarda l’Agglutination, credo che i Carcass non possono non portare gente perché sono un gruppo che tutti vorrebbero vedere e su cui ho scommesso in quanto ci credo. Vedo che la risposta sembra essere ottima e sono molto fiducioso, di certo se le cose andranno bene sarà davvero un giorno indimenticabile per tutti i partecipanti e mai pentirsi di non esserci stati.

Gerardo, diciamocelo: ci diamo appuntamento tra vent’anni per un’altra intervista per il quarantennale? La tua famiglia trema pensando alla risposta?? 😉

No dai, il futuro è un ipotesi, come dice Enrico Ruggeri, ma arrivare a quaranta edizioni è davvero impensabile, quindi il problema per la mia famiglia non esiste ehehehe..

Ok Gerardo, l’intervista è finita, nel ringraziarti per esserti prestato ancora alla mia raffica di domande lascio a te l’ultima parola, ti chiedo in conclusione se qualcuno dei tanti artisti coinvolti nel corso degli anni ti ha lasciato qualche ricordo particolare.

Ok, prima lasciami ringraziare tutti coloro che in qualche modo mi hanno dato una mano ad organizzare questa manifestazione nel corso degli anni fino ad oggi, dai ragazzi dello staff agli stessi ragazzi che supportano e promuovono il festival con la passione. Dovendo scegliere un ricordo particolare degli artisti che si sono succeduti mi metti in difficoltà perché è difficile scegliere e li conservo con tanto affetto, però non posso dimenticare le prime edizioni con Tony e i White Skull , Lino e Sasà dei Marshall con gli Undertakers, Olaf Thorsen sempre gentilissimo e disponibile, Fabio Lione, Pino Scotto e i Glacial Fear.

Non ci resta che invitarvi e ricordarvi l’immancabile appuntamento per il 23 Agosto a Senise (PZ) per la ventesima edizione dell’Agglutination Festival!

Sito ufficiale: http://www.agglutination.it/
Facebook: https://www.facebook.com/pages/AGGLUTINATION/43721679817?fref=ts
Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1419307761680021/?ref=22

  1. Barret says:

    Il Total Metal Festival è stato boicottato da molti per via del Pay to Play. All’Agglutination di queste schifezze non se ne sono mai viste e sentite, quindi non fate paragoni e non temete.
    AGGLUTINATION RULES!!! \m/

    • Penso sia praticamente impossibile organizzare un festival con 40 band come il Total Metal Festival senza ricorrere al Pay To Play, sopratutto visto lo stato economico attuale.
      E’ triste sapere che sia stato boicottato da qualcuno per questo. Allora anche tantissimi festival e praticamente tutti i tour con almeno un gruppo spalla dovrebbero essere boicottati per lo stesso motivo.

      • Barret says:

        Io penso che mettere le “40” band di cui il 90% undergrond serva proprio a lucrare altro che!!! Non è che per far suonare 40 band servono molti più soldi…è che così si fanno più soldi!!! Con i Soldi del pay to play si pagano le 4 band famose più tutta l’organizzazione e rimane il resto…a quel punto si può mettere l’ingresso libero, i biglietti a che servono?! anche se per logica è il pubblico che deve pagare non chi suona. Come se venisse l’elettricista a casa mia e a fine lavori mi dicesse “bene ho finito il lavoro, quanto LE DEVO DARE?” ma per favore…

        • Delain says:

          Barrett ha ragione sotto ogni punto di vista. Il suo esempio è tanto divertente quanto esplicativo dell’immane cazzata che è il pay to play!

  2. Non si discute il fatto che il Pay To Play sia ingiusto, ci mancherebbe. Pagare per suonare è ingiusto, ma è pur sempre una scelta. Anche al Metal Camp di Tolmin c’era il Pay To Play “mascherato”, bastava comprare 50 biglietti del festival e la band aveva uno “slot” su un palco minore. Purtroppo quando si ha a che fare con un genere dove pochi musicisti vivono di musica è così. Nessuno è obbligato ad accettare, come detto sopra anche il 90% dei tour con i gruppi spalla funziona così. Poi se un gruppo è bravo e sa cogliere l’occasione il Pay To Play si trasforma in una bella opportunità. Ho visto tante band partire con il Pay To Play e crescere fino a fare tour da headliner. Con i pochissimi soldi che girano nel metal (specialmente negli ultimi anni) nessuno ti regala più nulla. E’ triste ma è così, per tanti fattori che passano anche dal download illegale di dischi che ha “azzerato” le possibilità di tante giovani e valide band.

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