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07/06/2014 : Slough Feg + guest (Brescia)

Pubblicato il 6/08/2014 da in Live report | 0 commenti


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07/06/2014 : Slough Feg + Magister Templi + Epitaph – Circolo Colony (Brescia)

Slough Feg Colony Brescia

Serata per pochi intimi in quel del Colony per la prima italiana dei veterani statunitensi SLOUGH FEG (per alcuni noti come The Lord Weird Slough Feg); nemmeno una settantina di persone a presenziare alla calata di Mike Scalzi e soci, dopo un mini tour di otto date che ha toccato Svezia, Danimarca, Polonia, Germania ed Austria, fino alla conclusione bresciana di sabato 7 giugno.
Organizzata dal circolo in collaborazione con Giuliano Mazzardi, la data in questione segna un altro punto a nostro sfavore, ben delineato dall’affluenza decisamente scarsa che ha lasciato semi deserto il locale. Ok, mi sembra già di sentire le classiche rimostranze del caso: gruppo sconosciuto o quasi, di difficile assimilazione anche per gli amanti di sonorità affini, prezzo troppo alto (ma in quale paese? Ve lo dice uno che ha richiesto un accredito e pagato comunque l’ingresso, per “donarlo” alla propria ragazza che lo ha aiutato facendo foto a tutte le band e non segue il genere… nessuna scusante, ma nemmeno ipocrisia, N.d.A.), locale troppo lontano da casa, ecc. Già, discorsi che chi veniva dal Piemonte, alcuni addirittura dalle Marche, non ha fatto, ma sono propri dei lombardi, che hanno tutto sotto casa e non smuovono il proprio sedere nemmeno sotto tortura, a parte per i nomi noti. Non ci credo, non ci voglio credere che siamo così pochi ad apprezzare la proposta e ad avere la costanza di muoversi… o forse no? Vero, mi basta pensare alle serate underground, a conti fatti non è così difficile immaginare “disfatte” come questa; fortunatamente, a volte settanta persone fanno le veci di un migliaio, scaldando l’atmosfera e lasciando le band piacevolmente appagate della performance e del calore che si respira. Forse c’è troppa offerta e poca domanda? Ai posteri l’ardua sentenza, chiudiamo la polemica e bando alle ciance, passiamo al report della serata.

Epitaph1

Tre le band che si alternano sul palco del Colony, a cominciare dai veronesi EPITAPH, vera e propria gloria italiana, ritornata sugli altari (è proprio il caso di dirlo, visto lo spettacolo sulfureo offerto dal quartetto) nel corso del 2012 ed in attesa di rilasciare il proprio debut solo in questo 2014, visto che nel periodo di attività tra il 1987 ed il 1994 erano state prodotte dai Nostri solo tre demo.
Questo live si è rivelato ulteriore riprova della loro bontà scenica (dopo averli visti in azione al “Cursed in Doom”, nel Marzo 2014, insieme a Procession e Black Oath), resa peculiare dalla voce, tanto teatrale quanto potente, e dalle movenze quasi inquietanti del singer Emiliano Cioffi, in passato già con un nome noto ai doomsters italici, gli All Souls’ Day. Non avendo a disposizione una loro scaletta della serata e non avendo alcuna delle demo, non posso che limitarmi, senza fare citazione alcuna, a tessere le lodi di una prova eccellente, scandita dalla sezione ritmica di Mauro Tollini e Nicola Murari, rispettivamente batteria e basso, condita dalla malinconica chitarra di Lorenzo Loatelli, abile e sognante tanto nella ritmica quanto nelle partiture soliste. Dimenticavo: doom di classe, alla Candlemass giusto per fare il solito nome noto, ma ebbro di personalità e decisamente atmosferico!
Insomma, ancora un gran concerto, aspettiamo un supporto fisico dagli Epitaph… ed un altro live!

Magister Templi 1

Passati i tempi tecnici di cambio palco attaccano con il loro show i norvegesi MAGISTER TEMPLI, i quali hanno accompagnato gli headliner per tutte le otto date del mini tour europeo. Un bella scoperta, una band assolutamente giovane (formata nel 2008) alle prese con un carismatico heavy/doom, forse alle volte molto derivativo, ma pur sempre coinvolgente, soprattutto a fronte dell’intesa che i Nostri hanno on stage. Nell’ora scarsa a disposizione, il quintetto di Oslo prende a piene mani dalla propria discografia, che pur contando un solo full length sotto la nostrana Cruz Del Sur, oltre a due demo ed un 7″ sempre per l’etichetta romana, resta abbastanza corposa e sufficiente per coprire l’intero minutaggio a disposizione.
La proposta dei Nostri, come già anticipato, non brilla per originalità; la descrizione che più si confà allo stile è una sorta di ipotetico ponte fra Mercyful Fate/King Diamond e Candlemass, con la voce “baritonale” (intendiamoci, il singer è tutto fuorché un baritono, uso il termine giusto per dare una vaga indicazione di tonalità) di Abraxas d’Ruckus a tessere storie sulle note dei suoi compagni di viaggio.
I ragazzi sanno tenere il palco, il pubblico risponde a tono mostrando di apprezzare la grinta e, soprattutto, il “prodotto”; c’è tempo per scherzare fra di loro e con gli astanti, catturando la simpatia di quest’ultimi. Un’ottima prova, speriamo d’avere l’occasione di rivederli dal vivo!

Slough Feg 1

Giunge il momento più atteso della serata: Mike Scalzi e soci allestiscono “themselves” la strumentazione, una mezz’ora scarsa ed i veterani heavy made in USA (ma che tanto guardano alla cara NWOBHM) attaccano con la propria setlist. Da subito l’attenzione è per il carismatico chitarrista e cantante Mike Scalzi, un fiume in piena che difficilmente si conterrà durante tutto l’arco della performance, senza indugiare nello scherzare con i (pochi) presenti sotto il piccolo palco del Colony. La scaletta pesca a piene mani da quasi tutta la discografia dell’eclettica band, transitando per epici momenti e le classiche cavalcate “stile britannico”, con Mike Scalzi ed Angelo Tringali a dilettarsi in scambi chitarristici da brivido, come d’altronde è facile assaporare semplicemente inserendo un cd degli SLOUGH FEG nel lettore…
La band è uno spettacolo, la grinta che mette nella propria prestazione è coinvolgente ed al contempo esilarante, visti i vari siparietti; Scalzi ed il bassista Adrian Maestas non riescono a stare fermi un minuto, eppure la resa strumentale non ne risente minimamente: precisione e pulizia sono all’ordine del secondo! Lungo l’arco del concerto, il leader sarà alle prese con la sua chitarra, che non ne vuol sapere di non dare problemi (compreso il cambio al volo di una corda rotta dopo i primi brani).
I Nostri sono di passaggio per la prima volta in Italia, come già detto, ed il proposito resta presentare i nuovi brani, ecco quindi che fanno capolino “Analogue Avengers/Bertrand Russell’s Sex Den”, il singolo di lancio “Laser Enforcer” e la titletrack “Digital Resistance”, pezzi che non solo rendono da studio, ma dal vivo sono terremotanti al posto giusto. Gli Slough Feg non mancano di ironia ed i brani tratti dagli album con il vecchio monicker sono riportati come “The Lord Weird Slough Feg cover”. Prima dell’encore, un insolito finale con cover “reali” di Legend e Metalucifer (che non avrei mai e poi mai azzeccato, ringrazio Dreki per le dritte) più un brano dal vago sentore 70’s (o 60’s?) di cui non ho nemmeno la vaga idea di titolo ed origine, comunque divertente, con uno Scalzi impegnato a fare il piacione con alcune delle fanciulle presenti… e chiusura da urlo: chi, tra gli appassionati della band, non trasalirebbe all’attacco di “The Red Branch” e della mitica “Sky Chariots”? Beh, ritrovarsi con tutti i pochi presenti a cantare ancora dopo quattro ore di concerto è comunque un piacere immenso, a suggellare una bella serata per pochi, fondamentalmente i soliti volti noti…

Con l’augurio di un ritorno a breve, possibilmente con un seguito più numeroso (caldo lo era di certo), non resta che offrire tutto il supporto possibile ad una band che ha dato molto e si spera continuerà su questa strada… all hail The Lord Weird Slough Feg!

Slough Feg setlist:
Marauder
Death Machine (The Lord Weird Slough Feg cover)
Analogue Avengers/Bertrand Russell’s Sex Den
Ape Uprising
Eumaeus the Swineherd
The 95 Thesis
Laser Enforcer
Tiger! Tiger!
The Final Gambit (The Lord Weird Slough Feg cover)
Insomnia
Digital Resistance
Traders and Gunboats (The Lord Weird Slough Feg cover)
Encore:
The Red Branch (The Lord Weird Slough Feg cover)
Sky Chariots (The Lord Weird Slough Feg cover)

Di seguito altre foto della serata, tutte realizzate da Daniela Pini.

Epitaph:

Epitaph4 Epitaph5 Epitaph6 Epitaph7 Epitaph2 Epitaph3

Magister Templi:

Magister Templi 3 Magister Templi 4 Magister Templi 5 Magister Templi 6 Magister Templi 2

Slough Feg:

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