Schizo – Main Frame Collapse (1989)

Titolo: Main Frame Collapse
Autore: Schizo
Genere: Death / Thrash Metal
Anno: 1989
Voto: 8

Visualizzazioni post:1243

Nati nell’anno del Grande Fratello, cioè nel 1984, i catanesi Schizo hanno esordito come un gruppo pseudo-nazista sulla scia di formazioni brasiliane come i Sepultura (i primissimi, s’intende) e gli Holocausto tanto che il loro primo demo “Thrash The Unthrashable – Thrash To Kill” (1985) aveva in copertina una bella svastica nonché una canzone dal titolo quantomai esplicativo come “Nazi And Proud” (oddio…). Trattasi di pura provocazione adolescenziale fine a sé stessa, e non a caso questo è stato un momento isolato nella storia dei nostri che, dopo aver subìto negli anni parecchi cambi di formazione soprattutto per il ruolo di cantante, nel 1989 rilasciarono finalmente sotto la Crime Records l’album di debutto “Main Frame Collapse”, per il quale ottennero i servigi di Ingo, cantante dei Necrodeath (segno che allora c’era una grande collaborazione fra le realtà metalliche del nostro Paese)… anche se prima tentarono di convincere nientemeno che Chuck Schuldiner, purtroppo (ma non per lui sicuramente!) occupatissimo a promuovere in lungo e in largo il secondo album (“Leprosy”) dei suoi Death.
Appena uscì, “Main Frame Collapse” sconvolse tutti i metallazzi che lo ascoltarono grazie alla sua immensa ferocia che ne fa di certo uno degli album più violenti ed estremi di quel periodo. Ma è anche un disco estremamente innovativo e per qualche verso inclassificabile dal punto di vista stilistico, visto che ancora oggi c’è chi lo incasella nel grind, alcuni nel black/thrash mentre altri ancora nel death/thrash. Io propendo per quest’ultima definizione ma il fatto è che possono essere prese per vere anche le altre due: il grind perché tutti i pezzi sono pieni zeppi di blast-beats, specie schegge impazzite da un minuto e 20 come “Violence At The Morgue”, che apre l’album attaccando subito l’ascoltatore con una violenza insostenibile; il black metal perché l’atmosfera che si respira è maledetta ed oscura (merito anche di una produzione cupa e impostata su frequenze basse), soprattutto in brani come “Psycho Terror”.
In una parola, “Main Frame Collapse” è un disco estremo. Ciò per via di un riffing che, pur semplice, è perennemente cattivo e a-melodico azzardando talvolta dei riffs stridenti che rimandano molto al death metal americano, ma anche per tutti gli assoli “rumorosi” che infestano i vari brani e che trovano il proprio picco espressivo nella strumentale “Behind That Curtain”, dall’intro un po’ “melodica” (termine da prendere PARECCHIO con le pinze quando si parla degli Schizo!). Non dimentichiamo pure per una struttura dei pezzi che, alternando blast-beats rissosi a tempi medio-lenti (da notare che il batterista è praticamente incapace di tirare fuori tupa-tupa thrash, accennati al massimo solo nei primi secondi di “Removal Part 1 & 2”) secondo un più o meno classico schema a strofa-ritornello, offre delle pause e degli stacchi con annesse ripartenze da panico totale capaci di rendere ancor più aggressivo e intenso tutto l’assalto. E fortuna che tutta questa violenza estrema viene (leggermente) mitigata da alcune belle partiture groovy di batteria, come dimostrano gli uno-due un po’ punk della conclusiva “Delayed Death” o le danze sui tom-tom di “Epileptic Void”.
Ma niente paura, ci pensano le prestazioni vocali di Ingo ed S.B. Reder a, ehm…, “smitigare” ulteriormente la musica degli Schizo! Ora però mi chiederete: “ma, Flavio carissimo, dietro al microfono non c’era solo Ingo e basta?”. Beh, a dire il vero no, in quanto il primo lato dell’album è completamente affidato all’ugola gutturale e molto deutsch di Ingo, cantante abile a vomitare occasionalmente delle urla gracchianti da infarto; il secondo lato è invece curiosamente il regno del chitarrista S.B. Reder, che riesce ad infondere in tutto l’assalto un’allarmante urgenza punk/HC a là Discharge grazie alla sua voce più disperata e sguaiata, anche se stranamente, a parte nella strumentale già citata, non canta in “Delayed Death”. Devo dire però che S.B. funziona addirittura meglio di Ingo anche perché nel missaggio la sua voce è stata sistemata in modo da risultare un pochino distante, cosa che permette di creare maggior atmosfera e disperazione. Inoltre non mancano dei cori, presenti più che altro durante i ritornelli. Un plauso alle linee vocali, spesso fantastiche.
Prima però di passare alle conclusioni, devo menzionare assolutamente la titletrack, il pezzo più lungo dell’album dato che per puro miracolo dura ben sei minuti. Questo perché comincia con un’intro ambientale da un minuto, dopodichè emerge dal nulla una chitarra con un bell’effetto di delay a carico, la quale fa partire la canzone vera e propria attraverso un vivace tempo medio sostenuto da un lavoro di chitarra stranamente ben curato visto che a tratti ci sono persino tre asce nello stesso momento (artificio da studio che comunque non mi piace per niente poiché irriproducibile dal vivo, e già c’è un solo chitarrista in formazione!) e così, passato un altro minuto, si fa finalmente viva la voce di S.B. e ciò che viene dopo è un grind ultra-devastante dal riffing minimalista ma efficace.
Questo è quanto. “Main Frame Collapse”, ormai divenuto un pezzo da veri collezionisti, è pura furia. Certo, non è molto vario ed è abbastanza discutibile il fatto che Ingo canti in un lato mentre S.B. in un altro offrendo fra l’altro una produzione non proprio omogenea. Ma il valore storico di quest’album non si discute assolutamente, anche perché gli Schizo sono stati fra i primi gruppi ad utilizzare in modo capillare i blast-beats, e questo in un periodo dove il thrash metal si stava sempre di più estremizzando come per adeguarsi alla nuova moda del death metal, che di lì a poco sarebbe esploso del tutto.
Vero e proprio spartiacque fra il thrash e il death metal, l’album d’esordio degli Schizo è storicamente importante anche per aver mostrato al mondo metallico il gruppo che avrebbe completato la Triade italiana del thrash metal, composta fra gli altri dai milanesi Bulldozer e dai genovesi Necrodeath, entrambe formazioni affermatissime già nel 1989. Insomma, “Main Frame Collapse” è, in una sola parola e definitivamente, Storia!

Tracklist:

1 – Violence at the Morgue
2 – Threshold of Pain
3 – Make Her Bleed Slowly
4 – Epileptic Void
5 – Removal Part 1 & 2
6 – Psycho Terror
7 – Sick of It All!
8 – Manifold Hallucinations
9 – Behind That Curtain (strumentale)
10 – Main Frame Collapse
11 – Delayed Death

Line-up:

Ingo – voce (1-5, 11)
S.B. Reder – voce (6-10)/chitarre
Alberto Penzin – basso
Carlo F. – batteria

MySpace: http://www.facebook.com/Schizoband
Scarlet Records (etichetta attuale degli Schizo): www.scarletrecords.it

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