Visualizzazioni post:32
A distanza di quindici anni Gary John Barden ritorna con il suo nuovo album solista intitolato: Empowered Emotions, un nuovo e potente disco che riconferma la sua grande e inconfondibile voce nel panorama del melodic hard rock. In questo nuovo lavoro ogni canzone porta con sé una storia e un significato legato ad un passato ottantiano che ha visto Gary protagonista con la Michael Schenker Group (oltre ad aver collaborato, tra gli altri, con Praying Mantis, Skatetrooper e Silver). Quindi un lavoro discografico ispirato e che si riallaccia all’epoca d’oro del genere pur mantenendo un sound concreto e attuale grazie anche alla produzione affidata al compositore e polistrumentista tedesco Michael Voss. Lo si ode gia’ dal melodioso singolo “Maasai Enkai”, pezzo grintoso caratterizzato da incisivi riff chitarristici e da prolungati assoli emanati dalle mani dorate dell’amico Tommy Denander. L’intermittente e pulsante sezione ritmica con Barry Sparks al basso e con Gereon Homann alla batteria fa il resto accompagnata dalla passionale e pulita voce di Barden che è aiutato nei cori e nel finale del pezzo da Voss. Idem per l’ammiccante “Hit The Ground Running”, che ha a differenza della prima possiede un approccio piu’ energico e blues, trainata da trascinanti e tirati giri di chitarra elettrica e con un suono, in generale, radicato nel classico e robusto hard rock melodico. Il parlato e quasi sussurrato ritornello entra da subito in testa al primo ascolto portando l’ascoltatore a canticchiarlo in continuazione. La malinconica e orecchiabilissima title track (con Don Airey alle tastiere), è una semi ballata che da all’opera un registro diverso e più commerciale per via dei gradevoli e super melodici arrangiamenti pop guidati principalmente dalla tastiera e da una sdolcinata e ruffiana chitarra elettrica. Dopo la ribelle e vivace “Burning Wind” basata su roboanti e veloci giri di chitarra, su una battente sezione ritmica e dalla solita ed ipnotizzante timbrica vocale del singer britannico, troviamo invece nell’imponente “Dark Water” tutta la drammaticità e le emozioni che solo un fenomenale guitar hero come Michael Schenker può offrire in un funambolico assolo di chitarra elettrica. La sua partecipazione è la ciliegina sulla torta di un pezzo con un ritmo medio in cui spicca pure la profonda e roca ugola di Gary e le lussureggianti tastiere che fanno da sfondo ad un brano maestoso e nostalgico di grande rock. Piace pure la successiva “Ride Horsemen Ride” che vede ancora una volta l’inglese Barden cambiare direzione sonora puntando su un galoppante metal che ricorda la famosa NWOBHM in cui i ripetitivi e orientaleggianti riff chitarristici e i fulminanti assoli di Alen Brentini conducono, con le mielose corde vocali del vocalist, ad un ammaliante e super orecchiabile ritornello. Nel platter non mancano neppure tracce piu’ indirizzate all’AOR di qualità come l’allegra e sognante “This Phoenix’s Gonna Burn Ya”, un brano riflessivo e rilassante che conquista per i sobri e leggeri giri di chitarra accompagnati da un pulsante basso e da una robusta batteria ammorbiditi, a loro volta, da una soave e lussureggiante tastiera. La tambureggiante e cadenzata “The Ruling Class” mette in evidenza la precisione e la forza di una grande sezione ritmica che accompagna con prepotenza la ruvida e pacata sei corde elettrica di Michael Voss che verso il finale sciorina un tiratissimo e armonioso assolo di chitarra. L’atmosfera è quella di un’esibizione dal vivo con cori e applausi sovrastati dalle ancore fresche e convincenti corde vocali dell’intramontabile Gary, capace ancora di regalare emozioni con le sue serie e melodicissime melodie sfocianti in interessanti e gradevoli ritornelli. La penultima “Walk Away” e l’ultima “We’ll Meet Again” sono i momenti piu’ lenti e ambientali dell’album. La prima, con Brian Tichy dietro le pelli è un puro e classico AOR, dal melodico refrain, che la roca voce di Barden interpreta divinamente con phatos e sentimento aiutato da dei bei cori femminili di sottofondo e da una arpeggiante e melanconica chitarra classica. La seconda e breve song vede in prima linea la solita chitarra classica che crea un’atmosfera calda e latina ravvivata solo dalla determinata e passionale timbrica vocale dell’inossidabile cantante anglosassone. Empowered Emotions è una raccolta, melodica e a tratti anche robusta dove l’artista britannico spazia su vari generi ma senza strafare strizzando l’occhio soprattutto ai famosi e irripetibili anni ’80 con il contributo di esperti musicisti che conoscono davvero il loro mestiere.Non solo nostalgia ma anche classe esecutiva e creativa nell’eseguire un buon hard rock che piacerà a chi ama da morire questo genere e a chi segue il bravissimo Gary John Barden da tantissimi anni.



