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Moonspell (Pedro Paixão)

Pubblicato il 14/10/2015 da in Interviste | 0 commenti


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I Moonspell sono una band storica del panorama heavy metal e ospitarli sulla nostra webzine è sempre un piacere. Il piacere aumenta ulteriormente quando si ha a che fare con un personaggio come Pedro Paixão, che – pungolato a dovere dalla nostra Miriam – si è lasciato andare ad una lunga chiacchierata su argomenti non solo musicali. A voi la lettura:

Ciao Pedro e benvenuto sul nostro sito. Partiamo subito parlando del nuovo album: “Extinct” risulta piuttosto maturo e riassume molti dei vostri punti di forza unendoli alla perfezione in una potente alchimia. Quando avete iniziato a lavorare a questo album quale scopo vi siete prefissi? E come è nato il concetto di “Extinct”?

PEDRO: Per prima cosa c’è da dire che quest’album è stato scritto in un breve periodo di tempo rispetto ai precedenti lavori. Capita di avere in mente un concept all’inizio e svilupparlo poi in diverse maniere, ma in questo caso è stato molto spontaneo il modo in cui si è evoluto durante il processo della composizione. Le due cose erano collegate già dall’inizio ma non erano coese, l’intero percorso musicale e i testi le hanno unite alla fine. Questo è successo molto velocemente, inoltre non abbiamo prodotto in eccesso l’album prima che fosse registrato, quindi un sacco di cose sono accadute in studio.
Il concetto di “estinzione” è venuto fuori da questo forte sentimento di perdita personale, penso a tutte le persone che spariscono nella nostra vita, tra i più noti Peter Steele ma anche altri amici che ognuno di noi ha. L’abbiamo sentita come un’estinzione di persone speciali. C’è inoltre un altro significato che io personalmente sento molto ed è l’estinzione di parti di te stesso durante l’arco della tua vita, tanto che a volte finisci col perderti. La musica e l’arte in generale, ti permettono di visitare di nuovo questi luoghi persi dentro te stesso. Questo è il mio punto di vista, ovviamente ognuno di noi ha la propria interpretazione del concept, come è giusto che sia.

Avete deciso di lavorare tutti insieme a stretto contatto per l’intero processo di creazione di questo album, come una vera famiglia, in che misura questo ha influenzato il risultato finale? Volete raccontarci qualcosa di come si svolge per voi il processo creativo?

PEDRO: Tutto l’album è conseguenza del lavoro di ognuno di noi e specialmente delle esperienze di vita che facciamo, perché basicamente quello che succede nel processo compositivo è condividere sentimenti senza parole. Prima che arrivino le voci gli strumenti stanno semplicemente esprimendo sé stessi e volevamo essere fedeli nel complesso al concept dei Moonspell senza allontanarcene ma invece sfidandolo in una diversa prospettiva.
Amiamo molto quello che facciamo musicalmente parlando, ovviamente penso che ognuno di noi vorrebbe fare un progetto personale o suonare uno stile un po’ diverso qui e là, ma sappiamo che i Moonspell sono ciò che sono e proviamo attualmente a fare album che si adattino alla personalità della band. La sfida è la base del processo creativo di quest’album. Abbiamo sfidato noi stessi, anche nel cercare posti in cui non eravamo mai stati prima per registrare.
A proposito del processo creativo basicamente ogni idea musicale nasce in un momento individuale, ma lo sviluppo di questo momento è quello che veramente sostanzia la composizione. Non è questione di quando Ricardo o io arriviamo con un’idea ma è lo scambio di idee che ne consegue che sviluppa la musica che potete ascoltare. In questo caso questo è successo molto velocemente e per me è stato davvero importante aggiungere le voci in uno stato abbastanza precoce della composizione, questo perché volevamo fare un album più melodico.
Non sappiamo mai cosa vogliamo esattamente, ma sapevamo di volere la componente più gothic dei Moonspell. Quindi è stato importante completare presto le voci affinché la linea vocale guidasse la melodia della canzone. Nella mia opinione quando fai canzoni più pesanti con voce growl puoi comporre interamente le musiche prima e mettere le voci alla fine, ma con voci melodiche preferisco di no. Lo abbiamo fatto nel passato ma secondo me funziona molto meglio se le musiche seguono la voce invece che il contrario.

Moonspell 2

Alcune canzoni presentano melodie dal piacevole flavour mediorientale. Le vostre radici come band e come persone sono fortemente mediterranee, in che misura la cultura lusitana influenza o ha influenzato la vostra musica e la sensazione stessa che ha portato al concetto di “estinzione”?

PEDRO: La cultura iberica, spagnola e portoghese sono molto legate a quella araba e le nuove specie che sono venute fuori da questa cultura persiana sono profondamente radicate nella musica tradizionale. La più famosa a livello internazionale è il Flamenco: se ascolti attentamente il Flamenco noterai che le melodie sono molto simili a quelle arabe, le scale sono molto vicine.
In Portogallo la più famosa musica tradizionale è il Fado, che è ancora più avvicinabile alla musica araba, persino il suono della chitarra portoghese, che è unico nel mondo, suona come un mix tra bouzouki, questo strumento orientale a corde, combinato assieme con la tradizionale chitarra acustica del flamenco. Quindi ci sono parecchie influenze e ovviamente chi conosce bene i Moonspell sa che il primo album “Under The Moonspell” era decisamente pieno di influenze arabe.
Possiamo dire che il black metal norvegese porta il ghiaccio mentre il southern black metal porta il fuoco, ed è quello che abbiamo cercato di portare poi alla musica gothic: la componente più sensuale. C’è qualcosa di profondamente sessuale, e il fuoco di cui parliamo ha molto a che fare con il modo in cui sono fatti i portoghesi, i latini, i mediterranei. Il modo in cui i mediterranei interagiscono è molto più infuocato rispetto a come ci si comporta al Nord. Pensiamo sia davvero importante che la musica abbia personalità, che ogni band abbia il suo tratto distintivo. Copiare è cool, conosco band che lo sanno fare anche molto bene, ma preferisco vedere band che si sanno distinguere.

Ho una domanda legata ai testi, di cui è autore Fernando. Negli anni ci ha abituato a testi molto intensi, ermetici, talvolta indecifrabili, intrisi di poesia e oscurità. Spesso ha scritto di amore in tutte le sue forme in un modo molto decadente e affascinante, ma in questo album ho avuto l’impressione di percepire molto più romanticismo in un senso quasi “positivo”. E’ così?

PEDRO: Io penso che i testi in questo album siano più mistici e legati a un mondo fantasy ma allo stesso tempo sono molto onesti. Non c’è nessuna barriera di comunicazione nei testi, parlano di sentimenti molto profondi ma in un modo più semplice da comprendere. Il modo in cui Fernando parla d’amore nei testi nella mia interpretazione è molto drammatico. Quasi sempre parla di storie finite e io mi identifico molto con questo, sono una persona che ama il dramma. Fernando ha sempre prediletto temi molto oscuri ma con un lato luminoso. In questo caso per esempio “The Future Is Dark” è una canzone molto cupa, con un testo triste, ma c’è comunque un bagliore, una strada aperta. In questo senso forse si può parlare di positività.

Moonspell cover Extinct

Nel dvd “Road To Extinction” si vede molto dell’interazione con il produttore Jens Bogren ai Fascination Street Studios di Stoccolma, com’è stato lavorare con lui e in che parte ha messo del suo? Sembra un tipo molto determinato e con idee precise, perché avete scelto lui e com’è stato lavorare insieme?

PEDRO: Jens è stato una scelta all’inizio dettata da quello che lui ha fatto ultimamente: alcuni dischi davvero forti e altri che ci sono piaciuti molto. Quindi ci siamo informati su di lui, perché amiamo avere produttori che influenzano le nostre canzoni, non vogliamo solo un bravo ingegnere della musica. Produrre è qualcosa di diverso, produrre è lavorare sulla musica e poi maneggiare quello che viene fuori in studio. Jens ha entrambe le qualità. Io ero molto insicuro quando abbiamo iniziato a lavorare con lui perché non aveva cambiato granché le canzoni rispetto a ciò che noi avevamo fatto e a me piacciono i produttori che cambiano le canzoni. Lui non lo ha fatto e apparentemente aveva ragione, ma i cambiamenti che ha fatto strada facendo hanno determinato l’esito dell’intero quadro alla fine dell’album.
Il suo contributo è stato importante nel preparare la band per lo studio e ad essere sempre aperti ai cambiamenti. Infatti quando siamo entrati in studio i cambiamenti sono cominciati, perché lì Jens ha potuto essere più preciso riguardo ad ogni strumento. Ha avuto delle idee ben determinate che ci sono piaciute e siamo stati molto ben disposti rispetto ai cambiamenti. Nel mio caso io ho bisogno di percepire che il produttore è sicuro di quello che sta facendo.

Avete concluso la prima parte del tour e tra l’altro vi avremo di nuovo in Italia tra poco (18 novembre al Circolo Colony di Brescia), come è andata? Siete soddisfatti della risposta del pubblico alle nuove canzoni?

PEDRO: Molto bene! Stiamo avendo sempre più gente ai nostri concerti ed è interessante perché la cosa è partita bene e ha continuato a crescere positivamente. Diversi shows hanno attirato molta più gente rispetto alle aspettative e le persone già conoscevano il CD benissimo nonostante fosse uscito da poco. I fans ci sono sembrati già familiari con l’album e le canzoni live hanno funzionato molto bene. Abbiamo nei live la stessa attitudine che in studio o nel comporre, cioè non vogliamo produrre eccessivamente, vogliamo che siano chiari gli elementi dal vivo. Questo è importante perché le persone possono ascoltare le canzoni come sul CD ma a volume più elevato, si deve riuscire a sentire ogni elemento, non vogliamo una cosa massiva e questo risulta sorprendente credo.
Il nostro live show è più dinamico attualmente, perché abbiamo fatto principalmente canzoni più dure negli ultimi due album e le setlists erano spesso abbastanza heavy. Ora è differente, abbiamo più elementi dinamici, ci sono parti tranquille e parti più forti, nel complesso lo show è più atmosferico e penso che questo stia piacendo molto alle persone perché è diverso da ciò che altre band fanno nella scena heavy metal. Oh, amiamo quello che fanno, ci mancherebbe, ma noi vogliamo presentare qualcosa di diverso nella scena metal, e vogliamo che le performances siano esorbitanti come l’album.

Moonspell_5

Passiamo a qualche curiosità. Sapreste dirci qual è il posto più strano in cui vi è capitato di suonare in oltre vent’anni di carriera?

PEDRO: A volte, sorprendentemente, l’America risulta un posto strano. Quando vai negli Stati Uniti ti sembra di essere in un film, questo è strano ma allo stesso tempo familiare perché siamo abituati a conoscere bene la cultura americana dai film e dalle serie tv. Devo dire che le fanno davvero bene queste produzioni perché rappresentano esattamente il loro Paese. Ma non ci credi finché non sei lì e ti chiedi “ma è tutto vero?”
Oppure pensando a posti strani mi viene in mente il Marocco, o la Bolivia: abbiamo suonato a La Paz, eravamo tipo a 3600 metri di altitudine e questo influenza il modo in cui respiri ossigeno durante lo show. Incredibile.

Non si sente spesso parlare di metal band dal Portogallo, c’è qualche giovane band che vorreste consigliare? E secondo voi con il vostro successo su larga scala siete riusciti a far avvicinare la vostra gente al metal o a influenzare giovani musicisti nel vostro Paese?

PEDRO: Sì abbiamo influenzato molte band nel nostro Paese ma sfortunatamente nessuna è riuscita veramente ad emergere fino ad ora, persino nella piccola scena metal portoghese. Quando abbiamo iniziato ad avere successo c’era una band veramente buona, sono ancora attivi adesso, si chiamano Heavenwood e hanno recentemente firmato con una grossa etichetta tedesca di cui ora non ricordo il nome.
Di questi tempi le band devono combattere, la scena metal sta crescendo, in Portogallo c’è stata l’euforia per il metalcore per un po’, cinque anni fa c’è stato lo sviluppo del post-rock ma questo ha meno a che fare col metal, ma se mi chiedi nuove band da consigliare forse sono ignorante ma non so farti nomi.
Sicuramente ho visto la qualità migliorare di molto ultimamente, ogni volta che vado a vedere metal band portoghesi noto che suonano davvero bene. Molte di loro provano duramente ad emergere, fanno anche tour.
Per quanto riguarda altri stili musicali ci sono cose interessanti: per esempio i “Dead Combo”, che suonano una sorta di western spaghetti con solo due chitarre senza voci, un’altra band con cui Fernando collabora spesso sono i Bizarra Locomotiva, cantano in portoghese, non è propriamente metal ma è molto cool, sono assimilabili a gruppi come Rammstein, Nine Inch Nails, Marilyn Manson…sono molto bravi, sono un loro fan.

Moonspell 1

Una domanda più personale: stiamo vivendo una brutta crisi in Italia, oggi più che mai è un sogno lontano quello di poter vivere di musica. Com’è per voi? Riuscite a vivere solo di musica o anche per musicisti pieni di talento e fama è impossibile?

PEDRO: Beh, come saprai anche il Portogallo ha dovuto chiedere prestiti di soldi, quindi abbiamo sofferto una crisi anche peggiore di quella italiana. So che in Italia c’è un grande dislivello tra il Nord e il Sud, probabilmente in Italia c’è più povertà che in Portogallo ma c’è anche molta più ricchezza. Gli standard nel Nord Italia sono molto più alti degli standard in Portogallo mentre quelli nel Sud sono molto più bassi rispetto al Portogallo.
Se possiamo vivere di musica, sì, possiamo farlo perché abbiamo una struttura funzionante e le persone che lavorano con noi sono molto valide, per cui riusciamo a stare sul mercato. Quando ci sono dei Paesi in crisi ce ne sono altri che non lo sono e noi ci guadagniamo da vivere ovunque quindi non siamo limitati geograficamente. Ma per le band in Portogallo è davvero difficile, specialmente quelle band che erano nelle classifiche, tipo pop band, prima facevano almeno trenta concerti in Portogallo ben pagati, ora forse ne fanno tre e se dividi i proventi tra i membri non ti resta quasi nulla.
Noi ce la caviamo bene, perché siamo anche molto organizzati nelle questioni di soldi, non buttiamo denaro e abbiamo un ottimo supporto del team che lavora attorno ai Moonspell. Quando guadagniamo più soldi cerchiamo di condividerli con loro e l’opposto, quindi possiamo avere una buona qualità di vita e una buona qualità professionalmente parlando.
Nessuno è un’isola e questo è il più grosso problema, ho gente che vive attorno a me, ho la famiglia, gli amici, la crisi ha colpito molti di loro che hanno perso lavoro. Io sono padre e i miei figli sono educati peggio di come accadeva dieci anni fa perché la crisi non intacca solo i soldi ma anche per esempio l’educazione. Se educhi bene una generazione avrai più soldi nel futuro, ora è facile per il governo tagliare i fondi all’educazione, peccato che i risultati negativi li vedremo tra vent’anni. Sai si finisce col parlare di cose molto tristi se si va sulla politica, il capitalismo è un problema perché i soldi sono più importanti delle condizioni di vita della gente. C’è un fattore umano che manca, dovremmo decisamente trovare tutti quanti un sistema migliore…

..o finiremo “estinti”..

PEDRO: Esatto, è quello che succede con i carburanti. Distruggiamo la natura ed è veramente pericoloso quello che stiamo facendo al mondo, è provato scientificamente, ma non si fa nulla per colpa del denaro, ed è stupido, perché viene da chiedersi “preferisci avere soldi o vivere?”. Dovremmo tutti cambiare qualcosa, è una scelta che tutti abbiamo a disposizione.

Ok, l’intervista è finita, non ci resta che ringraziarvi e augurarvi il meglio per il tour e per il futuro. A voi l’ultima parola! Dì pure quello che vuoi.

PEDRO: Quello che voglio è che la gente ascolti l’album, i miei gusti musicali sono molto diversificati e penso che questo sia un album meraviglioso. E’ qualcosa di molto diverso, unico, ma per chi conosce i Moonspell è comunque qualcosa di familiare, è sorprendente nel suono, ma le canzoni sono pienamente nel nostro stile. Quindi è molto importante che la gente lo ascolti.

Nota:

A registratore spento sono continuate un po’ le chiacchiere, la mia memoria fa cilecca ma volevo riportare almeno quello che Pedro mi ha raccontato riguardo la canzone che gli ho detto essere la mia preferita dell’album: “The Future Is Dark”.
A quanto pare la maggior parte dei fans ha espresso la stessa preferenza e questa cosa per lui è alquanto strana visto che è una canzone nata quasi per caso. Si trattava di una melodia che aveva registrato sul suo portatile in mezzo ad altri files, e che lui non aveva alcuna intenzione di destinare all’album dei Moonspell perché voleva essere solo uno sfogo personale in un momento un po’ triste. Ma il chitarrista l’ha trovata mentre cercava altre cose e ha voluto assolutamente tenerla in considerazione perché gli piaceva molto, così l’ha portata a Fernando, gli ha chiesto di improvvisarci la voce e ne è uscita una cosa talmente emozionante che hanno deciso di tenerla e di farla diventare parte dell’album.

E voi lettori l’avete ascoltato “Extinct”? Qual è la vostra preferita?

Facebook Moonspell: https://www.facebook.com/moonspellband
Etichetta Napalm Records – http://shop.napalmrecords.com

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