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Filippo Tezza

Pubblicato il 26/10/2015 da in Interviste | 0 commenti


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E’ sempre un piacere poter dare spazio sul nostro sito a “giovani leve” che tengono alto il livello musicale in Italia. E’ questo il caso di Filippo Tezza, polistrumentista veronese che ha da poco inciso l’EP “The Guardian Rises I” per la Heart Of Steel Records. Ma questo non è l’unico argomento discusso con il loquace artista, ecco di seguito tutta la chiacchierata:

Ciao Filippo e benvenuto sul nostro sito! Sei qui per parlarci del tuo nuovo EP “The Guardian Rises I”. Mi pare che si tratti di brani “recuperati” durante il tuo periodo con i Soul Guardian, ci vuoi descrivere la cosa?

Ciao Alessio e un saluto a tutti i lettori di heavymetalwebzine! Intanto grazie per lo spazio concessomi. Sì, quello che dici è esatto, i brani contenuti in “The Guardian Rises I” appartengono all’era dei Soul Guardian, la mia vecchia band con cui ho girato un po’ nell’underground veronese tra il 2007 e il 2012 circa. Sono brani scritti interamente da me che avevamo nel repertorio… sai com’è, mi dispiaceva che rimanessero all’oscuro, dato che non erano mai stati registrati e mi bazzicava da tempo l’idea di registrarli una volta per tutte. Inizialmente pensavo di metterli solo su Youtube, ma poi ho pensato fosse un’idea carina quella di inserirli in un disco, con una sua copertina, un suo contesto, insomma con un suo ‘perché’.
Nella scelta dei brani ho deciso di inserire solo quelli appunto scritti totalmente da me; bene o male mi sono sempre occupato io di testi e musiche, solo che in diverse canzoni magari c’era un riff o una piccola aggiunta da parte degli altri componenti e dato che sarebbero stati messi a nome “Tezza F.” ho pensato fosse meglio inserire canzoni totalmente uscite dalla mia penna. Ora che il primo EP è uscito, sono soddisfatto di questa “operazione nostalgia”: i brani suonano finalmente completi, arrangiati secondo il mio stile, come bene o male li avevo sempre immaginati (per esempio l’ultima formazione dei Soul Guardian era priva di tastiera e questa cosa secondo me ha sempre limitato parecchio la resa di alcuni brani)… anche l’aspetto grafico è più valorizzato; rispetto a “The Message”, ho avuto la possibilità di avere una bellissima copertina disegnata e colorata interamente a mano dalla mia ragazza Lucia e questo dona sicuramente un fascino in più a questo piccolo EP. Insomma, ne sono soddisfatto… a parte un po’ la qualità di registrazione, sempre un po’ limitata per via del mio budget ridotto, ahah, ma spero che a chi avrà modo di ascoltarlo risalti maggiormente la qualità del songwriting.

Filippo 1

Nel tuo progetto Tezza F. suoni tutti gli strumenti e canti, anche se salta subito all’orecchio la tua predilezione per la chitarra. Quali sono gli strumenti che preferisci (voce compresa) e quali invece quelli che ti risultano più ostici?

Mmmm.. guarda, in realtà non sono del tutto d’accordo sulla predilezione per la chitarra. Diciamo che adoro canto e chitarra allo stesso modo, ma soprattutto in questi ultimi anni mi sono concentrato molto di più sul canto, prendendo anche lezioni regolarmente… più che altro perché la voce ha bisogno di una certa ‘cura’ che non è da sottovalutare. Paradossalmente, gli strumenti che mi piacciono di più, appunto chitarra e voce, sono per me anche i più ostici, in particolare quando è il momento di registrare i solos è sempre un momento di particolare concentrazione, dove mi ritrovo a stare molto tempo anche su un solo pezzo. Non ho mai avuto modo di studiare bene chitarra, pertanto ne risento in certi momenti, ma cerco anch’io di puntare molto di più sulle melodie piuttosto che su assoli iper-complicati che farei fatica a riproporre. In parte compenso queste carenze solistiche curando molto il songwriting e gli arrangiamenti; alla fine l’importante è che i brani suonino in modo completo, non serve avere per forza virtuosismi ipertecnici… i Blind Guardian ne sono un esempio lampante. Dall’altra parte invece, uno strumento come il basso lo suono senza intoppi ed in modo estremamente rilassato… ma con il plettro, ahah. Per quanto riguarda le voci, sono il momento più divertente e stimolante dell’intero processo di registrazione, dove curo molto le lead vocals, accompagnandole anche con molti controcanti e sovraincisioni di voci. Quando è il momento della voce posso dare totalmente spazio alla mia personalità ed è lì che il brano assume il suo perché.

Qual è lo stato attuale dei Soul Guardian e dei melodic blacksters Silence Oath, entrambe band dove hai militato?

I Soul Guardian si sono sciolti nel 2012. Me ne sono andato circa a Febbraio o Marzo di quell’anno, ma essendo rimasto l’unico membro originale e fondatore, il gruppo si è sciolto subito dopo. Ero il cantante e chitarrista solista, ed ero principalmente io ad occuparmi del songwriting e dei testi; sono stati un gruppo che ricordo sempre con piacere, nonostante i molti cambiamenti e nonostante il fatto che non siano mai stati fatti dei veri progressi (motivo per cui ho deciso a malincuore di abbandonare la band). Ho provato ad organizzare una reunion per una sola data l’anno scorso, in occasione del decimo anno dalla nascita della band, ma alcuni dei componenti non erano d’accordo e quindi purtroppo non se ne è fatto nulla.. quindi mi è sorta l’idea di registrare ”The Guardian Rises”, al posto di quel concerto celebrativo.
Per quando riguarda i Silence Oath ti devo parzialmente correggere, poichè non si tratta di una band dove ho militato ma di un mio secondo progetto solista, di stampo symphonic black metal. Il progetto è ancora attivo e mi mancano delle voci femminili per concludere il seguito di “Beneath A Bleeding Sky”, il primo album ufficiale registrato tra il 2008 e il 2010, ma uscito su Invincible Records solo nel 2013. Il nuovo album è in fase di registrazione da molto tempo ormai, perché avendo anche ingaggiato degli ospiti, le cose si sono protratte più del dovuto, e l’università mi ha portato via anch’essa molto tempo in questi ultimi 2-3 anni. Mi laureo il prossimo ottobre, se tutto va bene e conto dopo la laurea di finirlo, in modo che sia pronto per i primi del 2016. Sarà qualcosa di molto particolare, diverso dal primo album; sempre su una base symphonic black ma con molte parti acustiche e progressive, sullo stile degli Opeth per esempio. Diciamo che se Tezza F. è il mio progetto ‘buono ed ottimista’, i Silence Oath sono il mio progetto ‘cattivo e pessimista’!

Tezza Filippo cover

Nel titolo dell’EP c’è la scritta “parte I”. E’ lecito quindi aspettarsi dell’ulteriore materiale proveniente dai tempi dei Soul Guardian?

Sì, la tua considerazione è corretta. Non so ancora se proseguirò con un solo altro EP o con due, ma sicuramente ci sarà almeno un seguito. Ho ancora diverse canzoni del repertorio dei Soul Guardian scritte da me e mai pubblicate; quando ci sarà la giusta occasione o la giusta ispirazione, ci lavorerò e le sistemerò per dare loro una degna veste. Ma prima di questo seguito, ad ogni modo, la mia priorità è di occuparmi del secondo full-lenght di Tezza F; il nuovo album è infatti già pronto da molti mesi, totalmente scritto ed arrangiato tra il 2013 e il 2014. Devo solo trovare il tempo per iniziare a lavorare alle registrazioni. Saranno 60 minuti di power metal, molto più sinfonico e complesso rispetto a quanto fatto sul debutto “The Message”.

Il tuo “The Guardian Rises I” esce in formato digitale per Heart Of Steel Records. In futuro potremo vederlo anche in formato fisico?

Come ormai dico da qualche anno, io spero sempre di sì, ma il problema del produrre le copie fisiche è quello del doverne sostenere da solo le spese, almeno con questa label; attualmente, sono sicuro che le vendite sarebbero troppo scarse per recuperarne almeno i costi di stampa. Quindi, in definitiva, la mia speranza è quella di avere un giorno delle copie fisiche in mano di tutti i miei lavori, ma allo stato attuale la cosa è irrealizzabile, o perlomeno non ne vale la pena.

Filippo Tezza 4

Consideri questo EP come un continuo del tuo progetto Tezza F. o, visto che trattasi di “recupero” di vecchi brani, non ritieni che abbiano a che fare con le tue attuali visioni musicali?

No no, “The Guardian Rises I” è da considerarsi a tutti gli effetti come un nuovo lavoro di Tezza F., motivo per cui esce con questo monicker. Come già accennato infatti, i brani ed i testi contenuti al suo interno sono composti e scritti da me al 100%. Certo è che, se ho capito cosa intendi, al giorno d’oggi i miei brani nuovi sono molto diversi da quelli dell’EP. Brani come “Wildfire” o “Jolly Roger” sono stati infatti composti tra il 2006 e il 2008, ero più giovane e con molta meno esperienza nella composizione; erano canzoni semplici ed immediate, pensate per i live e per la facilità di resa. I brani che scrivo ora non nascono con l’intento della resa live, e tendono ad essere più lunghi e ad avere arrangiamenti più sofisticati, avendo maturato anche un po’ di esperienza ed avendo totale libertà in questo senso. Tuttavia, questi vecchi brani in “The Guardian Rises I” hanno comunque un loro significato nella mia storia musicale e ne sono ancora oggi molto soddisfatto.

Quali sono i tuoi gruppi (o artisti) preferiti e quali quelli che ti hanno più influenzato nella tua crescita artistica?

Domanda sempre difficile questa ahaha…mi fai pensare troppo Alessio! Scherzi a parte, la mia band preferita in assoluto sono da sempre i Blind Guardian, che scoprii nel 2001 quando mi regalarono una copia masterizzata di “Nightfall In Middle-Earth”, album che mi impressionò per tutte le atmosfere fantasy e le miliardi di melodie. Ancora oggi lo considero il loro apice creativo ed una grande ispirazione per me. Per l’approccio orchestrale-cinematografico l’influenza maggiore deriva dai Rhapsody e da Luca Turilli.. ricordo che i suoi lavori solisti mi hanno dato l’idea, a suo tempo, di iniziare il mio progetto solista Tezza F. ; poi band come Edguy, Gamma Ray, Freedom Call, Sonata Arctica, Stratovarius, Children of Bodom, Dream Theater ecc. sono anch’esse importanti nel mio percorso, mentre sul versante più estremo negli ultimi anni gli Opeth sono una grande ispirazione (cosa che non nascondo nel nuovo album dei Silence Oath) e adoro in particolar modo, fin da quando ero più piccolo, le atmosfere gothic-black dei Cradle Of Filth, soprattutto i primi album.
Sono grande fan da sempre dei Bathory; ho consumato dischi come i due “Nordland”, “Blood On Ice”, “Blood Fire Death”, o anche il grezzissimo “The Return”. Altre band che ho iniziato a seguire solo negli ultimi anni sono i Moonsorrow e gli Agalloch, e adoro gli Amaranthe sul fronte più moderno. Mi piace anche il technical death: Death, Necrophagist, i nostrani Hour Of Penance e via dicendo.. insomma nel metal ho davvero tantissime influenze. Mi piace ascoltare anche cose distanti dal metal: passo dal pop all’elettronica, dal punk alle colonne sonore. Credo che chiunque si ritenga una persona capace di comporre, non debba mai fossilizzarsi su un unico genere e debba essere musicalmente molto aperta. Limitarsi musicalmente è un atteggiamento sbagliato, non solo per chi compone. Avere un orecchio certamente critico è giusto, ed i gusti sono sacrosanti, ma ascoltare qualcosa di diverso dal metal ogni tanto apre davvero la mente a livello compositivo. Mi piace anche comporre brani pop in italiano talvolta e forse molti non sanno che ho anche un terzo progetto solista che ho pubblicizzato pochissimo, una one-man-band di death metal chiamata Goliardeath: sound death metal con testi volutamente non-sense dal taglio comico.. se interessa a qualcuno, su Jamendo è possibile lo streaming e il download gratuito del primo demo “Human Cake” (www.jamendo.com/it/list/a123295/human-cake)… ricordate che non è un progetto da prendere troppo seriamente, ahahah! Questo per dire quanto il mio ventaglio di influenze musicali sia davvero molto vasto, nonostante comunque il metal melodico resti la mia strada maestra.

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Tu gestisci anche un blog di recensioni (http://recensionimetalfil.blogspot.it/) e, cosa non da poco, sei anche un nostro redattore. Come ci si sente nel doppio ruolo di “recensore” e “recensito”, è difficile essere obiettivi, magari verso artisti che suonano un genere simile al tuo o verso gli amici?

Sarò sincero, non è sempre così facile! Soprattutto per gli amici.. mi è capitato spesso di recensire album di amici musicisti. E’ una cosa che faccio davvero volentieri, ma appunto a volte è anche difficile essere obiettivi, perché mentre ascolti quei brani tu sai che quelle note sono state suonate da quella persona che stimi e che conosci personalmente.. e quindi spesso il cervello tende ad offuscare la tua obiettività. Ma basta solo saper ‘riprendere il controllo’ e alla fine si riesce ad esporre una buona recensione con obiettività e da un punto di vista ‘esterno’. Generalmente mi sono capitati comunque sempre buonissimi lavori da parte di amici, come ho constatato poi leggendone anche altre recensioni su altri portali.. se mi dovesse capitare un lavoro che ritengo insufficiente, lo recensirei come tale. L’importante, da parte nostra, è comunque sempre quello di offrire delle critiche costruttive al musicista. Vedo che anche tu sei stato obiettivo e costruttivo col mio nuovo EP, bravo Alessio! Ahah! Comunque, il mio blog che hai citato non è più attivo.. o meglio, esiste ancora, ma ho smesso di pubblicarvi articoli quando ho iniziato a scrivere per questa webzine… quando mi licenzierai allora tornerò ad occuparmi del mio blog!

Nel tuo precedente album “The Message” si potevano leggere tra i testi delle tematiche vicine al white metal (il metal di ispirazione cristiana, n.d.r.). Ti senti vicino a questo tipo di heavy metal o si trattava di testi strettamente legati a quell’unico disco?

Mi piace la spiritualità e mi piace credere in un livello di conoscenza che va oltre i nostri sensi, ma non ritengo di appartenere alla corrente white metal. E’ una scena in cui ci sono validissime band, ottime sia dal punto di vista musicale che testuale. Seguo moltissimo i Theocracy di Matt Smith, una grande ispirazione per me perché Matt ha composto il primo omonimo album tutto come one-man-band, come faccio anch’io con i miei lavori. E’ un musicista davvero creativo e per nulla banale, nonché scrittore di testi eccezionali. Loro meriterebbero molto di più di tante blasonate power metal bands più note! Ascolto anche gli ‘unblacksters’ Antestor, altra band eccezionale sia in musica che in testi. Seguo poi i Divinefire e i Golden Resurrection, anche se onestamente i testi di Rivel non mi piacciono.. troppo banali secondo me, troppo espliciti nel loro rendere gloria a Dio. Preferisco cose più metaforiche e giocate in modo poetico e veramente intenso.
L’album “The Message” era un concept con una storia inventata da me, una storia con vari riferimenti autobiografici alla mia vita e alla mia esperienza che ho vissuto a 8 anni quando ho perso mio padre. Il significato di tutto quel concept è molto spirituale e cristiano se vogliamo.. si parla di vita eterna, di percepire la presenza di una persona scomparsa, di rinascita nella fede, ma il tutto in un’ottica molto ‘terrena’, dove ho dato soprattutto importanza al protagonista, alle sue azioni e a ai suoi sentimenti. Quindi, tornando alla tua domanda, il tema cristiano\spirituale era legato solo a quel disco, ma come puoi vedere anche in “The Sign Of The Holy Cross” sul nuovo EP, la spiritualità era un tema di cui di tanto in tanto mi occupavo, sempre in modo molto metaforico e ‘umano’.
Diciamo in generale che con Tezza F. cerco sempre di trasmettere un messaggio positivo e di speranza, mentre con i Silence Oath tendo ad esprimere temi e sentimenti più negativi.. ciò non è contraddittorio, perchè fa semplicemente parte dell’essere umano provare sentimenti ed emozioni contrastanti tra loro. Non si riesce ad essere sempre ottimisti nella propria vita, perché spesso le cose non vanno come vorremmo e bisogna affrontare situazioni in cui crediamo di non farcela e sentiamo un peso sul nostro animo.. con questi miei due progetti paralleli intendo un po’ rispecchiare questi due lati di me stesso.

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C’è l’intenzione, da parte tua, di portare i brani di Tezza F. dal vivo con una vera band?

Se intendi una band che si dedichi solo ai miei brani, allora ti dico di no.. non perché non sia interessato, ma perché sarebbe impossibile partire da zero con una band dove tutti i componenti dovrebbero semplicemente suonare canzoni mie e con un monicker che porta il mio solo nome. Tuttavia sono entrato da qualche mese come cantante in una band di Brescia, i Chronosfear (dove milita il batterista degli Evenoire e SpellBlast, Michele Olmi). Michele mi ha fatto presente l’intenzione di voler riproporre alcuni dei miei brani.. questa cosa a me farebbe molto piacere, bisogna solo capire come renderebbero con una sola chitarra ed una sola voce, dato che le versioni studio hanno molte chitarre e voci sovraincise. Quindi da questo punto di vista si intravede una possibilità di portare alla luce brani di “The Message” e di ri-portare alla luce i vecchi brani dei Soul Guardian… ma dato che dobbiamo ancora partire seriamente con i Chronosfear, il tutto è ancora da vedere e pianificare. Staremo a vedere.

L’intervista è finita, ti ringrazio per il tempo che ci hai dedicato a lascio a te l’ultima parola per descriverci i tuoi prossimi passi e per i saluti!

Diciamo che, sintetizzando, i miei prossimi passi sono i seguenti: completare negli ultimi mesi dell’anno l’eterno nuovo disco del progetto Silence Oath… è il mio “Chinese Democracy” ahahah! Successivamente mi occuperò della registrazione del nuovo full-lenght di Tezza F., che immagino mi porterà via anch’esso un bel po’ di tempo, considerata la sua lunghezza e complessità. Intanto ci si muove anche con le mie nuove band in cui sono entrato, gli Empathica di Verona e i Chronosfear di Brescia, con le quali spero di poter ritornare al più presto on stage. Sai, i progetti solisti sono gratificanti, per carità… ma mi manca un sacco il palco.
Un grazie enorme a te per lo spazio concesso e a tutti i lettori! Spero vi piacciano i miei lavori e i miei progetti, che porto avanti con infinita passione e determinazione, nonostante tutto. Mi raccomando, seguite le mie vocal cover su youtube, e supportate i miei progetti e le mie band su facebook! A presto!

Sito ufficiale: http://www.tezzaf-metal.blogspot.it
Facebook: https://www.facebook.com/tezzafmetal
Facebook Empathica: https://www.facebook.com/empathicablack
Etichetta Heart Of Steel Records – http://heartofsteel.nlz.it
Recensione di “The Guardian Rises I” sul HMW qui

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