Sadist – Hyaena (2015)

Titolo: Hyaena
Autore: Sadist
Genere: Progressive Death Metal
Anno: 2015
Voto: 9

Visualizzazioni post:661

Quando il sottoscritto era adolescente, oltre che dell’acne giovanile, soffriva di esterofilia musicale, virus piuttosto diffuso nella nostra Penisola.
Questa patologia obbligava ad ascoltare solo album provenienti da grandi paesi come Inghilterra, Germania, U.S.A. e Svezia, tralasciando le misconosciute e carbonare band italiane.
Ovviamente, col tempo, riuscii a debellare tale malattia, grazie a potenti medicinali, come l’esordio degli Evil Wings, “Tensions At The Seams” degli Extrema e, appunto, “Tribe” dei Sadist, superlativa seconda prova discografica.
Dopo l’ottimo e seminale “Above The Light” del 1993, riuscirono infatti a superarsi, confezionando quello che, ancor oggi, rimane un fulgido esempio di metal intelligente nel quale tecnica, melodia e sperimentazione convivono armonicamente.
Dopo diversi buoni album, quasi vent’anni dopo quel capolavoro, i quattro tornano sul mercato discografico con “Hyaena”, un altro tassello di metal evoluto e colmo di idee; il concept, come si evince dal titolo, è la iena, animale sul quale si alimentano da secoli le più disparate leggende.
Il quartetto, saldamente nelle mani del mastermind Tommy Talamanca, ripropone un death-metal ipertecnico, senza però scadere nel parossismo di certe band, che cita Death, Pestilence e Atheist, con  il considerevole supplemento delle tastiere, che donano alla musica un’aura sognante.
Dalla splendida “Lonely Mountain”, per la quale è stato concepito un altrettanto splendido video, lontano da carte becerate tipiche del genere (guardare per credere!) parte il viaggio alla scoperta di questo feroce animale, un viaggio in cui il narratore Trevor, tramite il suo timbro acido e crudele, si erge su un tessuto musicale che comprende non solo un evoluto death metal, ma anche suggestioni jazz-rock, etniche e progressive, grazie alle evoluzioni al basso di uno strepitoso Andy Marchini e al talento di Alessio Spallagrossa dietro ai tamburi. Il vero mattatore rimane però Talamanca, che orchestra il tutto con riff ora dissonanti ora accattivanti, firma assoli strepitosi e inserisce avvolgenti ed eleganti synths.
Tutti i brani sono saturi di ispirazione e traboccano di talento, ma l’excursus strumentale di “Gadawan Kura” (nella quale convivono jazz, rock e new-age) e lo spiazzante mix tra brutalità, incanti etnici e inquietanti tastiere di “The Devil Riding The Evil Steed” spiccano maggiormente sul resto.
Sadist: orgoglio italiano!

Tracklist:

1. The Lonely Mountain
2. Pachycrocuta
3. Bouki
4. The Devil Riding The Evil Steed
5. Scavenger And Thief
6. Gadawan Kura
7. Eternal Enemies
8. African Devourers
9. Scratching Rocks
10. Genital Mask

Line-up:

Trevor Nadir: voce
Tommy Talamanca: chitarra e tastiere
Andy Marchini: basso
Alessio Spallarossa: batteria

Sito ufficiale: www.sadist.it
Facebook: https://www.facebook.com/pages/Sadist/466835156803523?ref=hl
Etichetta Scarlet Records – www.scarletrecords.it

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