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Fabrizio Giosuè (Tolkien Rocks, Mister Folk)

Pubblicato il 11/01/2016 da in Interviste | 0 commenti


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Nei mesi scorsi la nostra attenzione è stata catturata dal libro “Tolkien Rocks” (qui recensito), scritto da Fabrizio Giosuè, che già in passato avevamo notato per qualche interessante articolo su Metal Maniac. Ma le pubblicazioni di Fabrizio non si fermano qui, dato che già qualche anno fa ci aveva incuriosito con il suo “Folk Metal – Dalle Origini Al Ragnarok” e che giorno dopo giorno cura anche il suo sito internet http://misterfolk.com. Con tutto questo “background” e così tanti elementi di discussione non ce lo siamo fatto scappare..

Ciao Fabrizio e benvenuto sul nostro sito. Hai scritto due libri molto interessanti: “Folk Metal – Dalle Origini Al Ragnarok” e “Tolkien Rocks” che tratta dell’universo Tolkeniano in musica. Sono argomenti che ritieni legati fra loro?

Ciao Alessio, grazie per il benvenuto. Ci sono alcuni gruppi che sono presenti in entrambi i libri, come ad esempio Battlelore, Rivendell e Cruachan, quindi sì, folk metal e Tolkien sono in qualche modo legati tra di loro. Ma l’influenza del Professore è riscontrabile anche nei testi dei gruppi che non si rifanno direttamente ai vari “Il Signore degli Anelli” e “Lo Hobbit”, ma trattando fantasy sono, la maggior parte delle volte, influenzati indirettamente.

Quanto tempo ci hai messo a scrivere “Tolkien Rocks” e come ti sei documentato?

Da quando ho firmato il contratto alla pubblicazione sono passati pochi mesi, è stata un’avventura rock’n’roll come dico nelle presentazioni che sto facendo, tutto molto naturale e sincero. La documentazione è iniziata molti anni fa, in maniera casuale… solo di recente ho pensato di avere abbastanza materiale per scriverci qualcosa che non fosse il solito articolo internet, così lo scorso anno mi sono deciso a fare il grande passo, soprattutto quando mi sono reso conto che nel mondo non ci sono libri simili e l’idea di fare per primo una cosa del genere mi ha dato una spinta in più. In verità questo è il mio modo di lavorare, cerco solo argomenti nuovi, non m’interessa dare l’ennesimo contributo lì dove già ci sono diversi libri a tema. La musica d’ispirazione tolkieniana e il folk metal non sono mai stati trattati come ho fatto io, sono fiero di essere stato il primo ad aver pubblicato due libri del genere.

Tolkien Rocks Fabrizio

Sempre a proposito di Tolkien: cosa pensi delle trasposizioni cinematografiche di Peter Jackson? Ti senti più vicino ai “puristi” che non hanno gradito le modifiche o agli appassionati di cinema che li considerano capolavori? O sei equamente nel mezzo?

Ho visto i tre film de “Il Signore degli Anelli” non so quante decine di volte, mi piacciono da impazzire e mi emozionano ogni volta che li guardo. Non posso dire lo stesso de “Lo Hobbit” nonostante l’eccellente Martin Freeman, dove Jackson ha veramente esagerato con le sciocche vicende di Legolas o l’elfo femmina, ma non sono altro che la punta dell’iceberg formato dagli errori e dalle esasperazioni del regista. Sono sicuramente tre bei film d’intrattenimento, il primo in particolare è molto carino e vicino allo spirito del libro, mentre il terzo è poco più di un videogioco. Detto questo, ho visto i film al cinema sei volte, ho partecipato qui a Roma alla maratona (tre film di seguito) e ho acquistato il cofanetto con le versioni estese dei film. “Il Signore degli Anelli”, anche lui non privo di peccati e americanate, è decisamente superiore per atmosfera e narrazione, meno “finto” e più recitato, un film che rimarrà nella storia. Inoltre mi è piaciuto molto “La Caccia a Gollum (The Hunt for Gollum)”, fan film uscito nel 2009 che merita di essere visto.

Quale libri consigli a chi si avvicina per la prima volta al mondo di Tolkien?

Sicuramente “Lo Hobbit” e “Il Signore degli Anelli” (comprese le appendici), molto diversi tra di loro, ma ugualmente appassionanti. “Il Silmarillion” è un osso duro ma assai saporito, è una tappa fondamentale per entrare ancora più dentro al mondo creato da Tolkien. A me piacciono molto anche “Il Cacciatore di Draghi”, “Le Avventure di Tom Bombadil” e “Roverandom”, letture secondarie per notorietà ma non per qualità.

TolkienRocks

Nel tuo libro hai parlato di molte band che si ispirano a Tolkien, non solo metal ma di tanti generi diversi. Quali sono secondo te quelle che più di altre ci fanno sentire le vere atmosfere della Terra Di Mezzo?

Non trovo una risposta unica, nei vari generi musicali ci sono ottimi artisti che, a modo loro, riescono a trasmettere determinate sensazioni, posso comunque farti alcuni nomi. Gli austriaci Summoning con il pezzo “Mirdatas Vras” sono riusciti alla perfezione a rendere l’idea degli orchi che marciano per distruggere ogni essere vivente nella Terra di Mezzo, così come Marco Lo Muscio e Arturo Stalteri riescono a farci vivere delle belle emozioni con i loro pianoforti. Mi piacciono molto anche le atmosfere dei dischi “Voci dalla Terra di Mezzo” (Lingalad) e “Andata e Ritorno in Musica” di Giandil, folk acustico di grande qualità.

Tu sei anche l’autore dell’enciclopedico “Folk Metal – Dalle Origini Al Ragnarok”, quasi 450 pagine uscito per la Crac Edizioni un paio di anni fa. Quanto ci hai impiegato per scrivere un volume del genere?

Per la scrittura vera e propria ho impiegato nove mesi, ma solo perché all’epoca avevo un lavoro che mi permetteva di dedicarmi per tante ore continuative al libro. La ricerca – che continua tutt’oggi – risale a fine anni ’90, quando mi appassionai di viking metal e di vichinghi: all’epoca non immaginavo che quei libri e quei dischi, un giorno, mi avrebbero portato a scrivere un volume enciclopedico come “Folk Metal – Dalle Origini Al Ragnarok”.

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Alla fine di “Folk Metal – Dalle Origini Al Ragnarok” citi qualche band che secondo te è basilare per cominciare ad ascoltare folk metal. Ce ne vuoi elencare qualcuna così da far “provare” le nuove leve che ci leggono?

Sicuramente quelle che hanno fatto la storia, molte delle quali, purtroppo, non sono più in attività. Otyg, Storm, Skyclad e Cruachan per quel che riguarda il folk metal, le prime due in particolare sono troppo spesso dimenticate o proprio non conosciute da chi inneggia – non che sia una colpa – Eluveitie o Equilibrium, ma insomma, la storia passa dai nomi che ti ho fatto e bisogna per forza conoscerli per capire cos’è realmente il folk metal. Una volta assimilata la loro lezione, ascoltare i dischi dei gruppi odierni sarà un’esperienza diversa, se non altro per la consapevolezza di quel che si sta facendo.
Per il viking metal i nomi imprenscindibili sono quelli di Bathory, Enslaved, Einherjer, Windir e Mithotyn. In questi anni il concetto di folk metal e viking metal è cambiato molto, forse troppo: si confonde folk e viking con musica da baldoria, per ubriacarsi e fare idiozie con il kilt addosso, in realtà la musica (e i testi) sono più profondi e interessanti di quanto l’immagine superficiale possa indurre a credere.

Sei anche l’amministratore del sito http://misterfolk.com, mi pare che la scena folk metal in Italia sia estremamente florida, qual è il tuo parere a riguardo?

Hai proprio ragione, in Italia, in questo momento, la scena folk metal è più viva che mai. Ci sono davvero molti gruppi di qualità e, soprattutto, è una scena molto unita, con le band che si sostengono a vicenda, è una cosa molto bella. Alcune etichette italiane si stanno distinguendo per il lavoro svolto, il primo nome da fare è sicuramente quello della Nemeton Records. La cosa che mi fa piacere è constatare come i gruppi abbiano mutato e personalizzato la propria proposta, inizialmente molto esterofila e derivativa, ora maggiormente incentrata sulla propria terra, con tutto quel che ne consegue per testi e musica.

Tolkien Rocks sticker

Nei tuoi libri ci sono tante interviste a musicisti. Hai qualche aneddoto da raccontarci a riguardo? Chi si è rivelato più “caciarone” e chi invece è stato fin troppo “scandinavo” nelle risposte?

Da lettore mi piace leggere interviste inedite nei libri, quindi cerco, nel limite del possibile, di fare altrettanto nei miei. In questi anni ho incontrato musicisti entusiasti di finire in un libro e altri che invece non hanno alcun interesse. A volte rimango stupito dal comportamento di alcuni di loro, nel bene e nel male: sicuramente Fenriz è stato antipatico nei modi e si è posto male fin dalla prima risposta, mentre Trollmannen (cantante dei Trollfest) e Giuseppe Festa (voce dei Lingalad) sono stati squisiti. Devo dire che fortunatamente la quasi totalità delle persone coinvolte sono stato molto gentili e disponibili, venendo incontro alle mie necessità.

Sei attualmente impegnato nella scrittura di altri libri o comunque ne hai altri in programma in futuro?

Sì, sto scrivendo il mio terzo libro musicale, ma al momento è top secret. Sto lavorando con passione a una serie di racconti per ragazzi, un genere di libri che amo e che mi diverte molto leggere: anche se sono “adulto” mi immedesimo sempre nei personaggi, per lo più bambini, che fanno e vivono le cose più incredibili. Neil Gaiman, in questo, è un vero maestro. Ultima cosa, ma non meno interessante, sto scrivendo un articolo scientifico sulle origini del folk metal per un’università irlandese che si sta interessando a questo mondo troppo spesso visto come poco più di una scusa per fare casino. Il volume sarà pubblicato nel corso del 2016 in lingua inglese.

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Ci sono diverse case editrici che negli ultimi anni si sono dedicate anche alla musica heavy metal, come la Arcana, la Tsunami, la Crac Edizioni, la Chinaski, ecc.ecc. e quindi sempre più appassionati hanno la possibilità di cimentarsi nella scrittura di libri. Hai qualche consiglio da dare a tutti gli aspiranti scrittori?

In verità sono io a cercare consigli per migliorare 🙂 Posso semplicemente raccomandare a chi vuole pubblicare un suo scritto di non rivolgersi agli editori a pagamento o che chiedono un acquisto di libri per contratto: oltre a spendere non pochi risparmi il libro, la maggior parte delle volte, neanche arriva nelle librerie, quindi che senso ha? Io sono stato fortunato a trovare l’interesse di due editori seri e con un’ottima distribuzione come Crac Edizioni e Arcana Edizioni: andare nelle librerie e trovare i miei libri vicino a grandi giornalisti musicali come Stephen Davis e Joel McIver mi emoziona ogni volta.

Siamo giunti alla fine dell’intervista, per noi è stato un piacere ospitarti. L’ultima parola per saluti, ringraziamenti o quant’altro è per te. Chiudi come vuoi!

Grazie per l’intervista, è bello rispondere a domande interessanti! A chi fosse interessato a sapere di più su “Tolkien Rocks” consiglio di visitare il sito http://tolkienrocksbook.com o la pagina Facebook “Tolkien Rocks”, chi vuole può aggiungermi sul social più famoso per essere sempre informato sulle mie pubblicazioni. Un saluto ai lettori, folk on!

Sito ufficiale del libro: http://tolkienrocksbook.com
Facebook: https://www.facebook.com/tolkienrocks
Sito ufficiale Arcana Edizioni: http://www.arcanaedizioni.com
Sito ufficiale Crac Edizioni: http://edizionicrac.blogspot.it

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