12/12/2015 : Metal Before Christmas (San Lazzaro Di Savena, BO)

Pubblicato il 28/01/2016 da in Live report | 3 commenti


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12/12/2015 : Metal Before Christmas – Lab End (San Lazzaro Di Savena, BO)

Metal Before Christmas Bologna

Levania
At The Dawn
Noiseed
Black Teachers

Piccolo festival metal pre-natalizio (come recita anche il nome) alle porte di Bologna e occasione per vedere on stage valide band di diversa estrazione.

Black Teachers 1

Stella  e Francesco,  i gestori del Lab End, locale di San Lazzaro che propone Live show – preferibilmente a base di sano metal – scegliendo di inserire all’inizio della scaletta i BLACK TEACHERS non potevano fare una scelta più azzeccata per scaldare gli animi del Metal Before Christmas. Le note di “Hellion” riempiono la sala, e posso assicurare che la cura dei dettagli della presenza scenica così come l’attenzione all’interpretazione vocale hanno assicurato ai presenti un ottimo spettacolo. Da “Metal Gods” fino a “A Touch Of Evil” i brani più amati dei Judas Priest hanno infiammato i ragazzi delle prime file e su “Night Crawler” è  partito il pogo. L’ immancabile “Breaking The Law” ha definitivamente convinto il pubblico della qualità del gruppo. Esibizione veramente piacevole, che stupisce per la bravura del cantante e che preparato gli spettatori al Live show dei bolognesi Noiseed.

Scaletta:
Hellion
Electric eye
Metal Gods
Beyond The Realms Of Death
Hell Patrol
A Touch Of Evil
Night Crawler
You’ve Got Another Thing Comin’
Breaking The Law

Noiseed 1

Dopo le cover priestiane dei Black Teachers è la volta dei NOISEED, giovane formazione felsinea dedita a un alternative-metal che spazia dal nu, al metalcore, sino ad atmosfere post-grunge.
Seppur ampiamente derivativa, la band mostra già un discreto livello compositivo e si muove piuttosto bene sul palco, sprigionando energia e omaggiando sia i Faith No More con “Digging The Grave” che gli Stone Sour con “Absolute Zero”.
Un plauso soprattutto alla sezione ritmica, ma tutto il quartetto appare piuttosto preparato e già pronto per palchi più importanti.

Scaletta Noiseed:
Every’s Second
Digging The Grave
Child
Absolute Zero
Hate
Love
S.O.S. (Save Our Society)

At The Dawn 1

Dopo i bolognesi Noiseed è ora di assaporare il metal sinfonico degli AT THE DAWN; il sestetto, forte di una serie di demo e di due full-lenght – dei quali “Land In Sight”, uscito nel 2015 per Bakerteam, è un competitivo album di metal tricolore – anche dal vivo riesce a ricreare le atmosfere del cd, grazie alla buona prestazione canora del singer Stefano De Marco, alle chitarre dei due Michele (Viaggi e Vinci) e alle tastiere di Marco Iaffaldano.
Tra l’ottima opener “Through A Darkened Sky” e la conclusiva “Land In Sight” (i primi due brani dell’ultimo album), trovano spazio altri estratti dal più recente lavoro, un brano del vecchio repertorio e qualche inedito: la band viaggia sicura sui binari di un metal tecnico e melodico, impreziosito dai virtuosismi dei due axemen e dal valido tandem ritmico Zappone/Ughi.
Viene anche chiamata sul palco a gran voce Ligeia dei Levania per un riuscito duetto con Stefano, ciliegina sulla torta di un concerto decisamente riuscito.

Scaletta At The Dawn:
Through A Darkened Sky
Winter Storm
Tiger Within
The Day When Heroes Die
Siren Call
Ballad
Louder Than Heaven
A Crow With No Wings
Ladyhawke
King
Land In Sight

Levania 1

Davanti a un pubblico meno numeroso fanno il loro ingresso i LEVANIA.
Domina il bianco delle camicie indossate da tre quinti del gruppo, bianco come il candore del timbro lirico di Ligeia, ottima vocalist, seppur un po’ timida e impacciata tra un brano e l’altro, candore che contrasta con lo screaming del cantante e tastierista Still; siamo al cospetto di quel sottogenere del gothic-metal detto “beauty and the beast”, caratterizzato dall’alternanza di un soave cantato femminile contrapposto a un cantato maschile in growling o screaming, sulla scia di band quali Theatre Of Tragedy e Tristania.
Ottimo il livello esecutivo del bassista Fade, uno dei punti di forza del quintetto, che, stasera, inaugura on stage un nuovo batterista molto giovane ma già preparatissimo.
I Levania sulle assi del Lab End alternano brani più “cattivi”, come li definisce la frontgirl, ad altri più rallentati.
L’incipit dello show è affidato a “Seven Times To Forget”, una delle song più riuscite del secondo (e per ora ultimo) album dei nostri: anche se l’introduzione in screaming da parte di Still è vanificata da un problema tecnico al microfono, il pezzo poi si aggiusta, dando vita a una buona esibizione e a un repertorio che, ovviamente, privilegia il recente “Renascentis”.
Buona la presenza on stage del gruppo, perfezionata anche da piccoli accorgimenti scenografici che, soprattutto in un genere come questo, non stonano mai.
Al brano più attempato della serata, vale a dire “Carthago Nova”, contenuta in “Parasynthesis”, primo album del gruppo del 2013, è affidata la chiusura dello show dei Levania e anche di questo piccolo ma riuscito festival.

Scaletta Levania:
Seven Times To Forget
Arcadia
Four Seasons
Needles
Spiral
An Icy Embrace
My Writing Of Hope
Lucretia
Metamorphosis
Carthago Nova

Live report Noiseed, At The Dawn e Levania di Luca Driol. Live report dei Black Teachers di Elena Liverani. Foto di Alessandra “MorganaPhoto” Merlin. Di seguito altre foto della serata.

Black Teachers:

Black Teachers 3

Black Teachers 2

Noiseed:

Noiseed 4

Noiseed 3

Noiseed 2

At The Dawn:

At The Dawn 3

At The Dawn 4

At The Dawn 2

Levania:

Levania 2  Levania 3

Levania 4

  1. Certo che il bassista dei Black Teachers è proprio un figo..

  2. Heavy "Lab_end" Fra says:

    Onoratissimo per la fantastica e precisissima recensione! _\,,/ Stay Heavy

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