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Grumo (Riki)

Pubblicato il 16/02/2016 da in Interviste | 0 commenti


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Grumo logo

Sono trascorsi più di 10 anni dalla formazione dei Grumo, band death-grind modenese. In occasione del live del 19 dicembre scorso, abbiamo scambiato due chiacchere con il cantante Riki sull’ultimo album “Fallimento” e i progetti futuri.

Ciao Riki e benvenuti sul nostro sito, potreste riassumere brevemente la vostra storia?

I Grumo nascono nel 2004 da un’idea mia e del batterista Nico. Eravamo ragazzini di provincia e non c’era molto da fare al tempo a Castelfranco Emilia. Succede sempre che uno zio o un cugino ti passi un album di rock o metal. Abbiamo deciso quindi di formare un gruppo piuttosto che trascorrere intere giornate al bar ad annoiarci.

“Fallimento” è il vostro ultimo album, a livello di sonorità quali sono secondo voi le novità rispetto ai lavori precedenti?

I lavori precedenti sono molto primordiali. All’ inizio eravamo un trio, il sound giustamente era influenzato anche dagli ascolti del nostro primo chitarrista Giuse che era un patito di nu metal e thrash metal e si rifletteva nel gruppo a livello di composizione. I nostri primi lavori sono caratterizzati da un grind grezzo, ignorante in alcuni punti. Con l’ arrivo di Simmi (chitarra) nel 2012 e Marco (basso) nel 2013, a mio avviso ottimi musicisti, ci siamo spostati invece da un grind grezzo a un death-grind più maturo sia a livello musicale che dei testi.

Grumo band

Rispetto a molte band metal nostrane che si esprimono esclusivamente in inglese, nel vostro album ci sono diverse tracce in italiano…

Esatto. Trovo che il messaggio sia molto più diretto, personalmente mi sento più a mio agio e riesco ad esprimermi liberamente. Inoltre ho anche un certo background hardcore-punk, penso a gruppi anni ’80 come Negazione, Indigesti, le cui canzoni erano esclusivamente in italiano e tramite le quali si criticava il sistema. Da parte nostra non pretendiamo certo di cambiare le cose ma i Grumo rappresentano sicuramente una valvola di sfogo in una realtà così stressante.

Da dove avete tratto maggiore ispirazione per la scrittura dei testi?

I testi non sono classicamente death, cupi e brutali, cerchiamo di essere più personali possibile, come tipologia hanno un’attitudine più punk, raccontano criticamente ciò che ci circonda, affrontano per certi aspetti il tema del disagio esistenziale.

Che cosa mi racconti invece dell’ artwork sulla copertina del disco?

L’artwork è stato curato dall’illustratore Davide Mancini, l’immagine è una metafora di noi zombie che tramite la musica cerchiamo di sopravvivere in una società morta idealmente, nel disegno rappresentata dall’uomo con la valigetta che aggrediamo, in uno scenario postatomico sullo sfondo in puro stile anni ’80.

Grumo Fallimento cover

“Suffer The Children”, l’ultima canzone dell’album, è una cover di un classico dei Napalm Death. Quali altre band vi hanno influenzato?

Suffocation, Dying Fetus musicalmente parlando, per le liriche Napalm Death, Brutal Truth, Assuck, Terrorizer, band death-grind a detta di molti più “politicizzate” anche se non condividiamo pienamente questo concetto. Ascoltiamo molta musica underground, cerchiamo di spaziare tra vari generi non solo metal, abbiamo gusti differenti tra ognuno di noi che cerchiamo democraticamente di amalgamare. Nonostante le influenze musicali cerchiamo sempre di sviluppare un nostro stile personale.

A proposito di gruppi, avete assistito recentemente al Deathcrusher Tour? Che cosa significa per voi vedere dal vivo delle icone del genere?

Sì, purtroppo ho perso metà concerto dei Voivod che hanno cominciato prestissimo, i Napalm Death invece non mi hanno convinto ma mancavano per problemi personali Mark Greenway e Mitch Harris. Gli Obituary hanno fatto invece un concerto bomba, a livello di ritmiche è ciò che mi piacerebbe proporre con i Grumo compatibilmente con i gusti musicali anche degli altri membri. Grande rispetto invece per i Carcass perché senza di loro non ci sarebbero stati i Napalm Death, ma la loro performance non mi ha entusiasmato.

Quali sono i vostri progetti per il 2016?

Sicuramente organizzeremo un tour europeo, siamo in attesa di conferme per un festival nell’Est Europa a luglio e due in Sud America a settembre che se venissero accolte sarebbero il coronamento di un sogno. Inoltre stiamo componendo nuove canzoni, ci piacerebbe pubblicare un nuovo album nel 2017.

Sito ufficiale: http://www.grumogrind.it
Facebook: https://www.facebook.com/grumogrind

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