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Rhapsody Of Fire (Alex Staropoli)

Pubblicato il 7/03/2016 da in Interviste | 3 commenti


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Rhapsody Of Fire logo

La scissione Rhapsodiana ha portato a due entità che si stanno affermando sempre più come due band distinte nel panorama dell’heavy metal internazionale. Così dopo essere rimasti colpiti e forse smarriti da questo importante split, andiamo avanti cercando di farci una ragione che i Rhapsody così come li abbiamo conosciuti non esistono più e oggi hanno preso due strade diverse dove troviamo da una parte Luca Turilli e dall’altra Alex Staropoli, ognuno dei quali viene spalleggiato rispettivamente dalle ugole di Alessandro Conti e Fabio Lione.
Dunque c’è ben poco da disperarsi e tirando le somme ci ritroviamo con due superband influenzate entrambe pesantemente dalle ceneri di quella formazione che le ha forgiate. Abbiamo avuto occasione di intercettare, con non poche difficoltà, il tastierista Alex Staropoli che ci ha parlato del secondo lavoro dei suoi Rhapsody Of Fire e del ritorno all’epico e al barocco nel sound di “Into The Legend”. Andiamo a scoprire assieme cosa ci siamo detti.

Ciao Alex e bentornato sul nostro sito! Abbiamo sottolineato in sede di recensione come “Into The Legend” sia un album che guarda al passato dei Rhapsody. Sei d’accordo su questa affermazione?

Ciao a voi! Sinceramente non ho composto “Into The Legend” con l’intenzione di scavare nel passato. Ho fatto una lista con carta e penna per tirare giù tutti gli strumenti e i cori, i solisti che avrei voluto utilizzare e tutti gli altri dettagli. Ho lavorato così fin dagli inizi. Abbiamo usato tanti strumenti e ci sono canzoni molto diverse tra loro. E’ importante trovare unione tra quella che è la sonorità della band e mi sono lasciato andare. Questo album è pieno dei nostri elementi. Il disco precedente, invece, si distaccava volutamente dal nostro tipico approccio.

In “Into The Legend” abbiamo trovato Roberto De Micheli molto più libero e più ispirato, probabilmente dopo il primo album ha sentito meno il peso dell’eredità lasciata da Luca Turilli e si è trovato più a suo agio. Hai avuto anche tu questa impressione?

Devo dire che Roberto è davvero pieno di idee e pieno di riff. Sin dall’inizio è sempre stato un ottimo elemento. Diciamo che è stata una questione di mie scelte voler fare un album più epico, più classico e intenso. Mi sono divertito a spremere Roberto e anche lui si è messo in un ottica diversa. Sono molto contento del suo lavoro e ha ancora molto da dare.

Rhapsody Of Fire 1

I Rhapsody hanno un nuovo bassista, anch’esso italiano. Si tratta di Alessandro Sala, ci vuoi dire da dove proviene e come sei arrivato a lui?

Alessandro è un amico di Roberto, suonavano assieme e anche io lo conoscevo di vista. Volevo una persona che si potesse integrare bene nella band. Ci siamo conosciuti in studio e abbiamo fatto qualche concerto prima di registrare. E’ una persona buona, un ragazzo tranquillo e bravissimo con lo strumento. Ha una vita sua e sono contento di poter fare affidamento su di lui.

Su “Into The Legend” manca il classico brano in italiano, anche se c’è una versione spagnola come bonus track, mi pare. Come mai? Non avete trovato una musica o un testo adatto alla nostra lingua?

Devo correggerti. Nelle tre versioni di “Shining Star” c’è anche una versione in italiano per il mercato giapponese. Sicuramente la suoneremo nel prossimo tour in Asia e penso che sarà tra i brani che suoneremo di più nel tour europeo.

Visto che hai citato l’attività live è doveroso a questo punto chiederti se sono previste delle date italiane. Ho visto che attualmente siete stati in Centro America e tra poco andrete a Taiwan.

Ci stiamo lavorando. E’ il periodo giusto per un bel tour europeo. Non ho notizie ufficiali ma a parte l’Asia prevediamo di organizzare per Giugno il Sud America e qualche festival prima del vero tour in autunno. Siamo pronti e non vediamo l’ora di suonare. Non siamo pigri e soprattutto dopo gli ottimi risultati, le ottime recensioni, il ritorno in classifica, i fans positivi e la band rinnovata abbiamo molta energia e siamo pronti a suonare ovunque.

Rhapsody Of Fire Into The Legend

Siete stati recentemente a suonare anche alla 70.000 Tons Of Metal ai Caraibi. Come è andata?

È andata davvero bene. E’ uscita da poco una recensione molto bella che ha descritto i nostri concerti; uno all’interno e uno all’esterno. Quest’ultimo sotto pioggia e vento, ma nonostante le avversità abbiamo suonato lo stesso 60 minuti con le intemperie metereologiche. Poi hanno dovuto chiudere e rischedulare tutto. E’ stato necessario sgombrare l’area. E’ stato davvero epico e ci sono già arrivati commenti con bellissime foto. La crociera è tutta una bella esperienza anche se al quarto giorno ho sentito il desiderio di dover scendere, ma è stato davvero fantastico per tutti. Siamo scesi in Giamaica. Abbiamo visto posti che difficilmente vedresti per cui direi che è sicuramente da rifare.

Fabio Lione è diventato davvero un personaggio importante nell’heavy metal mondiale. Dopo aver cantato in tour con i Kamelot è diventato negli ultimi anni anche la voce degli Angra, oltre agli impegni consueti con Rhapsody e Vision Divine. Ritieni che questa sua esposizione mediatica continua sia positiva o temi che in qualche modo il suo essere così impegnato possa togliere tempo alla vostra band?

No beh, diciamo che a livello tecnico e personale è sicuramente un vantaggio. Ha fatto molti concerti ed è migliorato davvero molto. Il modo che ha di cantare con noi è su misura per la musica che facciamo per cui non vedo problemi se non il dovere incastrare gli impegni, ma è una cosa sicuramente fattibile.

Nella precedente intervista (nel 2011) ci dicevi che ascoltavi spesso gli Alter Bridge e pochissimo heavy metal. Come sono cambiate le cose in questi anni? Hai scoperto qualche altro gruppo interessante?

No. devo dire di no. Non mi sono messo neanche a cercare. Ho ascoltato ancora meno musica purtroppo perché ero sempre al lavoro. Sono rimasto distaccato da tutto. Ho ascoltato solo alcune colonne sonore e dunque non sono stato influenzato se non da rari casi. Ho avuto occasione di vedere gli Alter Bridge quattro volte nel frattempo. So che è bene farsi un’idea della musica che gira, ma ho lavorato tanto e non ho avuto veramente molto tempo.

Per noi addetti ai lavori è quasi normale chiederti pareri su Luca Turilli e farti domande del tipo “hai ascoltato il suo nuovo disco”? Questo noi NON te lo chiediamo ma vorremmo sapere se anche per te queste domande sono normali o se, dopo la netta separazione del vostro sound, un divorzio amichevole e due band completamente diverse queste domande cominciano a darti fastidio. E comunque le facciamo anche a Luca!!!

Direi che sono domande umane, sono naturali. La risposta all’unisono è sempre la stessa. Ascoltiamo i nostri lavori ma non rilasciamo commenti come da promessa nè positivi nè negativi. Lo split, anche se può non sembrare, è stato deciso in amicizia ed è stato un processo lungo e ragionato. Abbiamo voluto portare a termine la saga. E’ stato un progetto importante sviluppato da compari e amici, ma il destino ci ha voluto dividere.

Come mai avete avuto l’esigenza di voler tenere “Rhapsody” nel vostro nome e che cosa vi ha portato in questi ultimi due dischi? C’è ancora chi confonde i Rhapsody of Fire con i Luca Turilli’s Rhapsody.

È nato tutto da quel nome e ovviamente ci ha portato fortuna. Abbiamo ricevuto uno smacco incredibile quando non abbiamo potuto utilizzare quel nome dovendo aggiungere “Of Fire”, ma ci siamo salvati elegantemente; non è tuttora possibile usare il solo nome Rhapsody perché legalmente è di un tizio in America, ma abbiamo voluto mantenere il nome per la rappresentanza storica di quando tutto ha avuto inizio. Oggi è ormai chiaro che siamo due band che suonano in modo differente e con intelligenza si capisce subito anche se c’è chi ci confonde ancora.

Avete mai riflettuto sulla possibilità di suonare assieme ai Rhapsody di Turilli?

Al momento non se ne parla, ma se dovesse capitare in un festival non avremmo problemi; siamo amici e può succedere di calcare lo stesso palco. Per noi non è un problema.

Rhapsody Of Fire 2

Siete tra i pochi nomi italiani ad avercela fatta davvero a grandi livelli. Puoi raccontarmi del momento in cui ti sei reso conto di aver “fatto il botto” e aver capito di avere tra le mani un prodotto di grande valore e di risultati sorprendenti? Quali sono i ricordi più belli dall’arrivo del successo e cosa cambia nella vita in determinate circostanze?

Momenti di consapevolezza di buon materiale li avevamo già negli anni ’90 quando io e Luca abbiamo iniziato a registrare i primi demo nel 94/95; era materiale che non era comune per una band locale. Poi abbiamo creato lo stile orchestrale con elementi classici e con il primo contratto e il primo album era evidente che avevamo tra le mani qualcosa di livello internazionale. I primi mesi sono stati incredibili e soprattutto nei momenti di composizione dei brani abbiamo capito subito che “Emerald Sword” sarebbe stata la canzone chiave dell’intera carriera e così è stato. Siamo sempre stati consapevoli dei nostri lavori. Abbiamo sempre affrontato la sfida di voler fare una musica diversa e originale. Oggi ci sentiamo più tranquilli nell’avere fans in tutto il mondo che vogliono vederti sul palco che danno energia e carica e ti consentono di andare avanti a fare musica finchè reggi.

Nella scorsa intervista mi parlavi dell’importanza del pensiero positivo. Sono passati 5 anni, il mondo è messo ancora peggio, tra il terrorismo islamico, le guerre, i profughi, i venditori di armi, gli speculatori e i criminali di ogni tipo che non risparmiano neanche i bambini. Dove trova Alex Staropoli e dove possiamo trovare noi la forza per andare avanti sempre e comunque confidando in un mondo migliore?

Domanda che trova risposta nel non lasciarsi coinvolgere dalle brutte cose. Abbiamo media e canali da cui possiamo vedere ed essere coinvolti da notizie belle e brutte, ma molte di queste cose sono sempre successe. A differenza del passato ora possiamo vedere e non possiamo ignorarle. Ma ogni persona può concentrarsi e non lasciarsi coinvolgere dalla negatività; magari trovando degli spunti per vivere e trovare momenti belli e rilassarsi, avere un contatto con la natura. Chiudiamo gli occhi e non lasciamoci coinvolgere.

Sito ufficiale: http://www.rhapsodyoffire.com
Facebook: https://www.facebook.com/rhapsodyoffire
Etichetta AFM Records – http://www.afm-records.de
Recensione di “Into The Legend” sul nostro sito QUI

  1. Bella intervista, un “bentornato” a Ivan sul nostro sito 😉

  2. Grande Ivan!!!!

    Ma soprattutto… BENTORNATO!!!!

  3. Grazie a voi ragazzi

    complimenti al capo che ha steso quasi tutte le domande.. un abbraccio a tutti e buon lavoro

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