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Lost Society (Samy Elbanna)

Pubblicato il 15/04/2016 da in Interviste | 0 commenti


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Lost_Society

E’ uscito da pochissimo il nuovo disco dei thrasher finlandesi Lost Society. In seguito ai primi due album giovani e grintosi, che strizzano l’occhio al sound dei mostri sacri del genere, il combo scandinavo opta per “Braindead”, un lavoro dotato di un trademark discorde dai precedenti, pur sempre tenendo salde le radici. Il nostro Ivan Gaudenzi ha fatto il punto della situazione con il cantante e chitarrista Samy Elbanna approfittando di qualche domanda extra su una band particolarmente giovane ed in piena forma.

Abbiamo già conosciuto i Lost Society all’inizio della loro carriera cominciata solamente tre anni fa con il disco “Fast And Death”. Un intenso disco energetico ed adrenalinico, che ha lanciato i giovani ragazzi finlandesi in una grande avventura thrash metal, dando loro l’opportunità di girare il globo ed incontrare gruppi di fama mondiale. Oggi vediamo l’uscita del terzo disco in tre anni per il quartetto scandinavo e la prima cosa che è chiara da subito è la voglia di distinguersi, di uscire un po’ allo scoperto e proporre un sound che, sebbene rimanga nei canoni tipici del thrash metal old school, vuole forse apparire in qualche modo insolito e a suo modo raffinato.
Questo segno di maturità è sintomo di professionalità e voglia di crescere da parte di una band giovanissima, che ha iniziato in età adolescenziale, con tutti i problemi che ne conseguono.
Oggi i Lost Society vogliono uscire da quel marchio di baby band e “Braindead” è il risultato di questa presa di posizione. Abbiamo voluto approfondire con i ragazzi questo cambiamento affrontando naturalmente l’inizio carriera, cercando di dare uno sguardo al futuro.

Iniziamo da “Braindead”. E’ il titolo del vostro ultimo lavoro. Di cosa si tratta e come mai avete scelto una copertina così piena di sangue?

Abbiamo optato per quello che è un po’ lo slogan della band. Ci siamo sempre definiti “senza cervello” ma in modo simpatico. Può anche essere utilizzato per descrivere più seriamente la società in cui viviamo ormai foraggiata da trend, social networks, smartphones… ci abbiamo voluto giocare.

Si tratta inoltre del vostro terzo lavoro. Siete sempre stati giovani ed aggressivi, dei bambini del metal in qualche modo. Come vivete questa energia e questa vostra adrenalina sul palco, paragonandovi ad altri gruppi più vecchi e più statici?

Mi trovi d’accordo. Abbiamo molta energia e quando ci troviamo sul palco è facile far emergere tutta la nostra adrenalina e diventare un po’ pazzi. Certo ci troviamo tra mostri sacri come Slayer o Megadeth che possono essere più statici di noi, ma riescono a scatenare ancora una grande forza; così come loro negli anni ’80 avevano la nostra stessa grinta, noi allo stesso modo ci sentiamo giovani, ci piace correre.

Lost Society Braindead

Infatti avete iniziato giovanissimi e all’inizio per voi non era facile poter bere in alcuni locali. Come avete vissuto questa situazione legata ai problemi che potevano sorgere ad un’età così precoce per il metal on the road?

Siamo stati molto fortunati ad iniziare così giovani , avevo 17 anni ad inizio carriera. Non è mai stato un problema dover suonare da minorenni. Piuttosto in Europa per noi è stato possibile bere in molti locali anche alla nostra età, anche se nel nostro Paese non ci è permesso. Da noi è un dramma avere locali che non sono consentiti a ragazzi giovani. Ok per l’alcool, ma in molti non puoi entrare neanche per un analcolico e dunque non puoi permetterti di vedere un concerto fino ad una certa età.

Avete un logo ben definito e tra le parole Lost e Society usate questa specie di punto esclamativo. Cosa significa per voi?

Quando stavo cercando di disegnare il logo della band, volevo qualcosa da inserire che fosse diverso dal solito teschio con le ossa per cui ho pensato a qualcosa di facile ed immediato ed ecco come siamo arrivati al nostro logo completo.

Guardiamo assieme i testi e le parole di “Braindead”. Qual è il filo conduttore di questo disco e quali le novità?

Mi piace occuparmi completamente dei testi e cerco sempre di focalizzare cosa ho in mente per poter cantare qualcosa di cui sono convinto. I temi sono sempre incazzati e rabbiosi e parlano di ribellione e di carattere. Abbiamo voluto inserire in questo disco anche una sorta di dito medio contro i leader politici anche se siamo completamente lontani dall’essere una band di denuncia. Poi coloriamo tutto con torture, scene horror e tante altre questioni aggressive e violente. Questi sono i Lost Society.

Come dicevamo, i vostri concerti sono molto energici. Come vi sentite sul palco soprattutto quando siete di fronte a tanta gente?

E’ una cosa naturale. Quando sei giovane l’energia è vita e inoltre mi sembra doveroso dover rendere omaggio a chi entra e paga il biglietto per venire a vedere una band che suona. Offriamo un grande spettacolo perché troppo spesso capita di andare ad un concerto ed annoiarsi e a noi non piace dare questa impressione.

Quali sono le idee e i piani per il prossimo tour?

Abbiamo attualmente diverse date in Finlandia e in Est Europa per poi arrivare all’estate con qualche festival, in attesa di un tour anche più succoso per il tardo 2016.

Vi sentite più a vostro agio definire la vostra musica come thrash metal old school o vi sentite appartenenti più ad una nuova corrente di questo genere?

Abbiamo sempre un po’ di problemi a trovare la nostra vera identità. Ora poi con il nuovo disco sarà ancora più difficile. Abbiamo attinto dalla vecchia scuola, ma poi ci siamo evoluti e ci abbiamo messo del nostro per cui possiamo definirci “Braindead Metal”.

Lost Society tour

Credo che questo disco abbia una nuova identità e si differenzi molto dai precedenti. Avete preferito la maturità alla velocità. Sei d’accordo?

Assolutamente. Avevamo bisogno di qualcosa di nuovo, di diverso per la musica di questo disco. Forse ci puoi trovare più melodia, alcuni pezzi più lenti e tanti nuovi elementi, ma la cosa importante è che la matrice della nostra identità è sempre presente. Le nostre radici ci sono, ma abbiamo voluto aprire la mente a qualcosa di nuovo che speriamo possa piacere.

La line-up è costruita su quattro amici che non si sono venduti per il successo, ma hanno continuato la loro carriera e a fare musica. Come si lavora nei Lost Society in tour, a casa o in studio?

Abbiamo iniziato nel 2011 con questa line-up e non ci sentiamo amici, ma fratelli. Non abbiamo problemi in tour e neanche a comporre ed è questo il segreto per portare avanti la nostra musica.

Il thrash metal in Finlandia non è molto popolare rispetto al folk o al death metal. Come vi rapportate tra le altre band del vostro paese e quelle internazionali?

La Finlandia è la patria del folk e del dark per tanti motivi a partire dal fatto che qui è buio e freddo. Ci piace quella musica, ma non stavamo pensando a cosa il pubblico si potesse aspettare da noi. Abbiamo pensato a cosa ci piaceva esporre e suonare ed è quello che abbiamo fatto. Abbiamo avuto occasione di confrontarci con molti altri artisti metal e tante persone e qui il metal è un po’ come una grande comunità che non ti colloca in un genere, ma ti rispetta per quello che fai.

Che tipo di critiche avete come gruppo in Patria e come siete percepiti all’estero?

Ci sono molti e diversi tipi di pubblico. Così ci siamo trovati bene in tante parti dalla nostra Finlandia alla Germania al Giappone. Cambia solo il modo di godersi la musica. Così passi da luoghi come la Scandinavia dove le persone si limitano a guardare lo show a posti come Germania, Giappone o Polonia dove il pubblico diventa davvero caldo e selvaggio.

Lost Society Nuclear Blast

Quali sono le colonne sonore musicali che vi hanno permesso di ispirarvi a scrivere la vostra musica?

Tutta la nuova corrente americana per me è stata una rivelazione. Dal thrash metal al metalcore per me la buona musica è buona musica e ascolto dai Terror ai Parkway Drive ai Children Of Bodom, Municipal Waste o Suicidal Tendencies. Diversi album e diversa musica, ma tutta ottima per la mia ispirazione.

Cos’è importante per un ragazzo di 20 anni oltre alla musica, arrivato già al top della sua carriera musicale?

La cosa più importante è essere soddisfatti di quello che si fa. Poi c’è sempre spazio per il relax o per fare un po’ i pazzi, ma questo dipende dal momento.

Cosa ne pensi di gruppi più underground come Vektor o Angelus Apatrida paragonati a nomi più famosi come invece Exodus, Testament o Overkill?

Penso che siano ottimi gruppi che come noi hanno seguito i grandi per portare avanti un genere che ha ancora molto da dire. Piccole differenze in un genere possono trasformare la band e dare un tocco di innovazione ed è quello che speriamo di fare anche noi.

Cosa possiamo dire dei vostri progetti futuri dunque?

Il 2016 è un anno molto importante e pieno di impegni per noi. Saremo felici di tornare in Europa, speriamo di scoprire nuovi luoghi e di poter andare negli Stati Uniti. Vogliamo ringraziare tutti coloro che sono venuti o che verranno ai nostri concerti così come tutti quelli che ascoltano la nostra musica. Siete un sostegno che per noi davvero fa la differenza. Ascoltate il nuovo album e se vi piace venite a celebrare con noi.

Sito ufficiale: https://lostsocietyfinland.com
Facebook: https://www.facebook.com/lostsocietyfinland
Etichetta Nuclear Blast – http://www.nuclearblast.de

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