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Amon Amarth (Johan Soderberg)

Pubblicato il 9/05/2016 da in Interviste | 0 commenti


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Sfatiamo subito un mito. I vichinghi non hanno mai avuto elmi con le corna. Non sono mai stati ritrovati in questo stato. L’iconografia che tutti conosciamo è arrivata dal periodo romantico in seguito all’opera Wagneriana dei Nibelunghi; altre correnti di pensiero sostengono che la Chiesa abbia voluto dipingere questi guerrieri indemoniati e senza fede come diavoli assetati di sangue. Detto questo, vogliamo anche puntualizzare che gli Amon Amarth vengono puntualmente ed erroneamente definiti una band viking metal, mentre sarebbe più appropriato sostenere che la band suoni death metal dalle sonorità melodiche e dai testi che affrontano tematiche norrene e leggende e battaglie del nord. Ma non vogliamo essere puntigliosi su questi dettagli. Abbiamo intercettato Johan Soderberg, chitarrista della band svedese per curiosare tra i dettagli dell’ultimo disco “Jomsviking”, un lavoro che conferma l’affabile maestria del combo scandinavo che sta veramente calvalcando la cresta dell’onda di un successo più che meritato.

Iniziamo dal fatto che “Jomsviking” è il vostro primo vero e proprio concept album. Chi o cosa è uno “Jomsviking”, dunque?

Il concept è una storia su un ragazzo vichingo che in seguito ad un omicidio accidentale, scappa via ed entra a far parte di un gruppo mercenario chiamato appunto Jomsviking. Dovrà in seguito riscattarsi e tornare per vendicarsi. Questo a grandi linee è il tema principale, ma la storia è stata scritta dal nostro cantante Johan Hegg e dunque i dettagli sono da scoprire nei testi del disco.

Lo scorso anno il vostro batterista Fredrik ha lasciato la band dopo 17 anni di militanza. Chi ha suonato in questo nuovo disco e quali sono i piani per il futuro dietro le pelli degli Amon Amarth?

Abbiamo avuto l’onore di suonare con un amico, Tobias Gustafsson dei Vomitory. Lo conosciamo molto bene e siamo molto contenti del suo lavoro. Stiamo cercando comunque un sostituto permanente e questo richiede tempo. Fredrik aveva perso idee e creatività, tuttavia ci siamo trovati sempre molto bene a lavorare con lui.

In seguito al contratto con Metal Blade Records siete approdati su major firmando per la Sony. Quali sono gli obiettivi e le aspettative nel lavorare con un’etichetta così potente?

Ci siamo trovati con condizioni troppo strette con la Metal Blade, abbiamo avuto un buon contratto con la Sony che lavora molto bene in Europa e ha molta forza sulle spalle per raggiungere fans in tutto il mondo per cui speriamo di poter lavorare al nostro meglio. I presupposti ci sono.

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Ancora non avete pianificando nulla per il tour? Notizie?

Ancora solo qualche festival confermato tra cui Hellfest e Rock Am Ring, ma per il tour di supporto al disco ci stiamo ancora lavorando. (Gli Amon Amarth suoneranno in Italia il 12 luglio prossimo, al Postepay Rock In Roma, di spalla agli Slayer n.d.r.)

Quali sono i progressi e i cambiamenti nella vostra musica e nelle composizioni del nuovo disco?

Avevamo una storia da seguire e una saga che si è conclusa e ci ha permesso di scrivere nuova musica e seguire una guida nostra personale con testi originali e atmosfere da film. Questo ci ha dato un’opportunità per comporre brani più orchestrali e melodici e le nuove linee di batteria hanno dato aria e vita nuova all’intera produzione.

Il vostro cantante Johan Hegg ha avuto l’opportunità di recitare in un film di vichinghi. E’ stato collegato qualcosa ai testi elaborati per il nuovo disco?

Decisamente è una storia non collegata con questo disco, ma di certo sarà stata sicura ispirazione per Johan che avrà ulteriore materiale anche per i dischi a venire.

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I vostri show e le vostre performance live sono sempre particolarmente sentite e d’effetto e avete suonato persino con una nave vichinga (drakkar) sul palco. Avete idee o sorprese per il nuovo stage?

Vogliamo sicuramente prepararci per qualcosa di nuovo e sicuramente curare gli elementi di luce per un’esperienza nuova dal punto di vista visivo per i fans.

Nonostante la vostra cura nei dettagli di testi e copertine mi stupisco molto nel vedere i vichinghi rappresentati con elmi con le corna, nonostante la storia insegni che i nordici guerrieri non le hanno mai avute.

Diciamo che abbiamo voluto rappresentare una forma di vichingo non corretta storicamente, ma perfetta per colpire l’immagine di una copertina di un disco metal. Un elmo senza corna per il collettivo non funziona allo stesso modo nel nostro caso e abbiamo “fumettato” un pochino i nostri eroi.

Quali sono i gruppi che consideri prossimi al vostro sound e di ispirazione per scrivere musica per la band?

Le mie fonti di ispirazione sono sicuramente i gruppi degli anni ’80 come Accept e Black Sabbath. Cerchiamo un’atmosfera di composizioni musicali come quelle delle colonne sonore e lo combiniamo con l’heavy metal. Questo è essenziale per il nostro sound.

Avete lavorato con un grosso nome del metal come Andy Sneap negli ultimi dischi. Com’è lavorare con lui? Credi che sia un uomo che può fare la differenza? Come funziona esattamente?

E’ davvero fantastico lavorare con un ragazzo come Andy. Grazie al disco precedente, ora conosce meglio la band ed è più a suo agio a lavorare con noi, inoltre è anche un ottimo chitarrista e ci ha aiutati anche dal punto di vista di linee guida, idee e tecniche. E’ l’uomo giusto dietro le linee e può veramente fare la differenza.

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Avete suonato in tantissimi luoghi e nazioni. Quale ancora oggi ti riporta più ricordi ed emozioni?

Ricordo sempre con piacere i grandi concerti, i palchi più grandi e i festival in generale dove abbiamo molto spazio per i nostri fuochi e fiamme che permetto uno uno sfogo visivo più esaustivo. Il Wacken è sicuramente uno dei migliori festival che ricordo con più emozione.

“Pursuit Of Vikings” e “Death In Fire” sono sicuramente le hit più famose e attese dalla folla ai vostri concerti. Quali brani ti piace di più suonare e quali pensi sarebbero le più eccitanti di questo nuovo disco?

Sicuramente mi piace suonare “Pursuit Of Vikings” per le reazioni del pubblico. Anche “Guardians Of Asgard” è molto bella. Ci sono molti pezzi eccitanti nel nuovo disco e sicuramente “Raise Your Horns” diventerà un classico nel futuro dei concerti degli Amon Amarth.”

Vogliamo chiudere?

Non vediamo l’ora di tornare a suonare, vedere come suonano i nuovi brani dal vivo e credo di poter tranquillamente ammettere che questo disco sia il nostro miglior materiale dal 2004 per cui, shake it out!

Sito ufficiale: http://www.amonamarth.com
Facebook:
www.facebook.com/officialamonamarth
Etichetta Sony Music – 
https://www.sonymusic.com

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