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Novembre (Carmelo Orlando)

Pubblicato il 18/05/2016 da in Interviste | 0 commenti


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Novembre logo

Credo che al giorno d’oggi sia raro incontrare una persona intelligente, ovvero un soggetto dall’onestà e dal bagaglio culturale e letterario tale da distinguersi dalla massa. Carmelo Orlando è una di queste. Cantante e compositore dei Novembre, l’abbiamo raggiunto venerdì 6 maggio in occasione della data bolognese della band.  Insieme abbiamo cercato di sviscerare tutti gli elementi del loro ultimo album “Ursa”.

“Ursa” sin dall’origine del titolo affronta in tutte le sue sfaccettature il tema del decadimento della natura a causa dell’uomo.  Riflettendo sui brani, per ognuno di essi possiamo parlare di individualità oppure l’album sfiora i limiti di un concept?

No, non credo si possa parlare di concept, secondo me ogni testo segue la propria strada, anche se si possono scorgere ogni tanto dei suggerimenti nascosti tra le righe, non c’è un comune denominatore. Inoltre per quanto riguarda le tematiche credo che il disco non si focalizzi sul tema del decadimento generale, bensì parli di animalismo in chiave socio- politica così come affrontato da Orwell, il quale paragonava lo sfruttamento dell’uomo verso l’animale allo sfruttamento del popolo da parte delle classe dirigente.

Rimanendo sull’argomento, prima dell’uscita del disco avevi preannunciato che le tematiche sarebbero state differenti rispetto agli album precedenti, cosa è cambiato durante la stesura di “Ursa”?

Per la prima volta dopo tanti anni ho scritto testi con il bagaglio culturale degli ultimi dieci anni vissuti, sono cambiate tante cose: non c’è più la televisione, adesso ci si informa attraverso Youtube, sono stati introdotti dei mezzi di informazione nuovi, se vogliamo vederci dei documentari scegliamo noi quali, se mainstream o underground, per cui questi elementi in passato non c’erano perché mancava proprio il mezzo.

Novembre 1_copyright 2016 Giacomo Mearelli from Agenzia2D

Nei confronti dei vostri fan sentite la necessità di renderli partecipi a una sorta di “dibattito” su tematiche così attuali oppure a tuo avviso si tratta di un disco molto più intimo che socialmente impegnato?

Non sento di avere una fiducia verso gli altri tale da poter instaurare riflessioni del genere, se poi accade ben venga.

Sin dal titolo che dalle liriche si nota un certo lavoro di raffinatura e valorizzazione delle parole. Vorrei sapere se oltre a Orwell ci sono altri classici della letteratura che ti hanno influenzato.

Mi hanno influenzato filosofi come Jiddu Krishnamurti e ho letto alcune cose di Marx che non sono specificatamente letteratura, mi sono orientato verso questa direzione.

Novembre Ursa tour

Carmelo tu sei di origine siciliana, regione simbolo di intreccio tra culture così come in “Ursa” si intersecano vari generi. Come trovano questi ultimi un proprio equilibrio o spazio nel disco?

Interessante osservazione…. sono proprio catanese e credo che dalle nostre parti si respiri un’aria multiculturale dovuta a secoli di contaminazioni etniche, tra le quali ha prevalso quella greco-normanna.

Posso permettermi di aggiungere anche quella araba?

Certamente, magari dalle nostre specifiche parti meno, ma si nota nel resto del territorio una certa influenza sia nelle musiche locali, sia nell’etimologia dei nomi delle città.

Come è stato il ritorno dal vivo e quali accorgimenti avete adottato per trasportare le atmosfere dell’album nella dimensione live?

Abbiamo allungato l’intro di “Australis” per creare un po’ di atmosfera ma per il resto ci affidiamo alle chitarre, al momento non abbiamo basi e non credo siano veramente utili dal vivo, l’ intento non è ricreare il disco ma è suonare.

Novembre 2_copyright 2016 Giacomo Mearelli from Agenzia2D

A Roma avete registrato il sold out. Che emozioni hai provato dopo tanto tempo?

(Accenna un sorriso) E’ stata una bella soddisfazione, è vero che il locale ha un numero di entrate limitate ma ci hanno raggiunto 500 persone circa, alcune purtroppo sono rimaste anche fuori.

Domanda “profana”:  Ascoltando “Agathae”,  l’intro mi ricordava le melodie tipiche dei cantautori italiani. Volevo chiederti se nel tuo background avevi ascoltato in particolare De Andrè….

Certamente, “Classica” è dedicata a De Andrè, lui è nel DNA. Tuttavia “Agathae” è più frutto di musica folk della Sicilia orientale e del Nord Africa.

Mi riferivo solo all’intro, non so perché mi è venuto in mente questo riferimento ma te lo volevo chiedere per curiosità…

(Accenna l’intro) Effettivamente De Andrè usa molto quei fraseggi quindi ci può stare.

Ho letto che sono passati circa 10 anni dalla vostra ultima esibizione a Bologna. Che ricordi hai della città?

Sinceramente non ricordo di preciso quanto tempo sia passato, comunque della città ho un bellissimo ricordo, la conoscevo anche prima della formazione del gruppo.

Grazie per l’intervista e la disponibilità.

Grazie a te e ai lettori di Heavy Metal Webzine!

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