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Rain (Alessio “Amos” Amorati)

Pubblicato il 20/05/2016 da in Interviste | 0 commenti


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Rain logo

Trentasei anni di attività, con fondazione nel 1980. I Rain sono un’istituzione non solo per Bologna – la loro città – ma per tutti i rocker che, dal Nord al Sud Italia, li hanno visti imperversare in ogni locale macinando kilometri, birre e sudore in nome dell’heavy metal. Li abbiamo incontrati diverse volte in questi anni, sia sopra che sotto ai palchi e hanno sempre dimostrato una disponibilità quasi unica nei nostri confronti. L’occasione di questa nuova chiacchierata è l’uscita del nuovo disco “Spacepirates”. A voi le parole dello storico Alessio “Amos” Amorati”:

Ciao ragazzi e bentornati sulle nostre pagine! Direi di partire subito dal nuovo album “Spacepirates”. Lo avete definito “veloce, sporco e brutale”. Cosa si troveranno di fronte gli ascoltatori?

Ciao Alessio. Gli ascoltatori si troveranno un muro di suono granitico. E’ un album molto vario dove si può trovare del tipico RAIN Sound, dei momenti più calmi e dei momenti un po’ più frenetici. Canzoni come “Black Ford Rising”, “Forever Bitch” o “86” sono un pò nel DNA dei RAIN. “Spacepirates” e “Hellfire” sono composizioni che si avvicinano al nostro sound ma sono un po’ più violente. “Billion Dollar $ong” è una ballad, cosa completamente nuova per noi. In “Not Dead Yet” e “We Don’t Call The Cops” invece ci siamo imbattuti in un modern rock molto fresco, invece “Kite ‘n’ Roll” è la “Only For The Rain Crew” del 2016! Quindi come avrai capito è un album variegato per tutti i palati e sono sicuro che piacerà ai vecchi fans ed a quelli che ci sentiranno per la prima volta.

Rispetto all’ultimo album ci sono dei nuovi cambi in line-up. Chi sono questi nuovi arrivati e come mai queste difficoltà continue nel trovare le persone più adatte?

I nuovi arrivati sono Mantis alla voce, Amedeo alla chitarra, Andrea alla batteria e Gabry al basso.
Le difficoltà continue derivano dal fatto che per fare un album come “Spacepirates” ci vuole una comunione di intenti. Come puoi notare non abbiamo mai fatto un disco uguale all’altro e quindi può capitare che qualche elemento della band non approvi il cambio di direzione musicale.

Le vostre ultime copertine sono sempre molto osè! Come nascono e chi si occupa di disegnarle?

Beh, non le definirei osè, ma dei capolavori. Ed i meriti sono del nostro grafico Umberto “Umbi” Stagni e di Sara “l’artista” Cacciani. La prima è nata da un disegno fatto da Umbi che ci piacque così tanto che lo implorammo di farla diventare subito la copertina di un nostro album (“XXX”). Cosi fu, poi ne sono seguite altre due, sempre molto belle: “Mexican Way” ed appunto il nuovo nato “Spacepirates”.

Rain-Spacepirates-cover-album-2016

Anche nel nuovo singolo “Kite ‘n’ Roll” ci mostrate la vostra passione per la cittadina spagnola di Tarifa. Come mai questo amore? Ce la consigliate? Come si dice in bolognese “c’è della mossa”??

Sì, ormai Tarifa è la nostra seconda casa. La prima volta che ci siamo stati abbiamo girato il video di “Whiskey On The Route 666”. Per farla breve, a Tarifa ci vive e lavora un nostro fratello (Davide “Dave” Tonioni) che è sempre fonte d’ispirazione per la band. Lui fa l’istruttore di kite-surf e gli è venuta questa idea di mescolare la musica dei RAIN con il suo lavoro… e da qui è nata “Kite ‘n’ Roll”! Se siete appassionati di kite-surf dovete andarci a Tarifa, ve ne innamorerete e la mossa non manca.

Ho definito in sede di recensione sia il disco che la nuova line-up con il termine “fresco”, mi pare che siate belli carichi e pronti per la solita lunga trafila di date live. Come la vedete?

Esatto! Abbiamo già fatto due date ed un mini tour europeo di sei date a supporto di Jeff Scott Soto, dove abbiamo iniziato a testare le nuove songs dell’album. Per adesso il responso del pubblico è stato ottimo e siamo certi che continuerà così perché siamo contenti di come suona questo album e quindi siamo carichi e pronti a portare i nuovi pezzi in sede live. Quindi se volete venirci a sentire consultate il nostro sito www.raincrew.com dove troverete sempre tutte le date aggiornate in tempo reale ed i collegamenti a tutti i nostri social.

Rain kite n roll

Quali sono i brani del nuovo album che secondo voi verranno accolti meglio?

Sicuramente “Hellfire” perché parte con un ritmo sostenuto con delle parti di batteria interessanti, poi nel ritornello la canzone si imbufalisce di colpo, diventa un metal\thrash cattivissimo, poi subisce un rallentamento con delle chitarre un po’ alla Slayer per poi ricominciare a picchiare. Poi punterei anche su “Billion Dollar $ong”, una ballad molto bella e ben arrangiata… una cosa inusuale per noi ma sono convinto che al pubblico piacerà sicuramente.

Recentemente avete fatto il release party nella vostra Bologna, allo Zona Roveri. Come è andata?

Una serata bellissima, fatta in un contesto incredibile. Si festeggiava non solo l’uscita di “Spacepirates” ma era anche il ventennale dei Black Devils MC (Bologna Chapter), il mitico gruppo motociclistico, quindi c’erano centinaia di bikers in festa provenienti da tutta Italia ma molti anche dalla Germania. Sul palco si sono esibite tutte band di Bologna come gli Urban Fight, gli Sweet Talker, i Crying Steel e i RAIN a chiudere. E’ stata una gran bella festa di musica e colgo l’occasione per ringraziare tutti ancora una volta.

Rain band

Proprio la vostra Bologna anni fa sembrava a mio parere più viva, con più locali hard rock / metal (Ke Me Meo, Sottotetto, Kindergarten, Transilvania Live, Lowenhoff) anche se è doveroso citare lo Zona Roveri e l’Alchemica che sono diventati dei punti di riferimento negli ultimi anni. Come la vedete? Eppure mi pare che le band non manchino!

Sì, sono tutte realtà che purtroppo non esistono più. Ma non solo Bologna è colpita da questa morìa di locali, un po’ in tutta Italia succede la stessa cosa. Anche se bisogna fare una distinzione… i locali che hai citato, a parte il Transilvania, sono locali che una volta aperti hanno avuto pochi anni di vita e le cause sono molteplici: la crisi, la malgestione del locale e mille altre cause anche imputabili all’amministrazione comunale o alla quiete pubblica. Infatti al momento la data che abbiamo fatto allo ZR è l’unica tappa bolognese del tour. Comunque oltre all’Alchemica e allo ZR ci sono ancora altre realtà a Bologna come il Covo, Cà Dè Mandorli, il Bononia, che non saranno più di tanto in grado di ospitare sempre band internazionali, ma ci si può suonare e divertire ugualmente. Soprattutto il Freak Out e il Locomotiv stanno facendo delle gran belle cose con Don Airey ed i Goblin, ad esempio!

Anni fa a cadenza più o meno regolare c’era la convention dei Rain, grande evento con tante band e voi in chiusura. Come mai non la fate più? E’ troppo difficile organizzarla?

Diciamo che tra cambiamenti di line-up, scrivere un disco, registrarlo e promuoverlo, il tempo non è mai abbastanza per fare tutto quello che si vorrebbe fare. Forse tra uno o due anni capiterà l’occasione giusta per rifare un’altra RainCrew Convention. Per adesso siamo focalizzati sul nuovo album e tra un pò penseremo anche al suo successore. Poi chissà se nel mezzo non ci sia tempo per fare una RCC.

Come ti vedi tra vent anni? Sempre rock n roll o pensi che prima o poi si debba mollare?

Sicuramente Rock ‘n’ Roll come impostazione, poi se sarò ancora in grado di essere sul palco a sputare riff indiavolati, ci sarò sicuramente. Never too old to Rock!

Ci racconti qualche aneddoto delle vostre scorribande dentro e fuori dall’Italia?

Ce ne sarebbero da raccontare… si potrebbe scrivere un libro! Una delle più belle fu quando andammo in tour con Blaze Bayley per tre settimane in giro per l’Europa. Partimmo insieme alla sua band da Cremona in Tour Bus. Appena partiti Blaze venne da noi a spiegarci le regole del Tour Bus, cioè chiudere sempre la porta, tirare l’acqua nel bagno, cercare di sporcare il meno possibile, non fumare e altre regolette per far sì che le due band convivessero al meglio. Il suo tono della voce era autoritario ed eravamo un pò in soggezione, ma non so perché un paio d’ore dopo ero abbracciato a lui, entrambi ubriachi di vino rosso con bottiglie sparse per tutto il Tour Bus!

Sei ancora in contatto con i membri passati dei Rain? Quando vi ho conosciuto io c’erano il Tronco, Luca “Cisco” Enei, Andrea “Mario” Baldi e Gianni “Gino” Zenari.

Sì, sono in contatto con quasi tutti gli ex membri, Cisco l’ho visto proprio allo ZR per il release party. Tronco l’ho visto per il trentennale dei Crying Steel. Gli altri li sento ogni tanto, ma prima o poi faremo una bella rimpatriata generale. Adesso Mario fa il lottatore di wrestling e la nostra canzone “Black Ford Rising” è dedicata proprio a lui che si fa chiamare Black Ford!!!! Stiamo programmando anche eventi congiunti con il Bologna Wrestling Team per mettere in scena band metal e wrestlers!!! Carichissimi!!

Storica foto dell'epoca 2007, il primo incontro ufficiale tra la nostra webzine e i Rain

Storica foto dell’epoca 2007, il primo incontro ufficiale tra la nostra webzine e i Rain

Che effetto ti fa portare sulle spalle l’eredità di una band nata quando tu eri ancora un “cinnazzo” (significa “ragazzino”), come si dice a Bologna?

Un gran bell’effetto! Perché devo dire che portare avanti un progetto come i RAIN costa dei sacrifici, sia economici che di tempo. Però quando vedi i risultati che porta, tipo “Spacepirates”, ti rende molto orgoglioso e fiducioso nel futuro.

Ok ragazzi, l’intervista è finita, grazie ancora per la vostra (consueta) disponibilità, in bocca al lupo per il vostro nuovo corso e a voi l’ultima parola!

Grazie a te Alessio ed a HeavyMetalWebzine.it per la consueta intervista e spero di vederti a qualche nostra data. Vi lascio dicendo di rimanere sintonizzati nel mondo RAIN perché tra qualche mese ci saranno grandi novità molto interessanti. See you guys!

Sito ufficiale: http://www.raincrew.com
Facebook: https://it-it.facebook.com/raincrew1980
Etichetta Aural Music – http://www.auralmusic.com

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