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Deftones – Gore (2016)

Pubblicato il 8/06/2016 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Gore
Autore: Deftones
Genere: Alternative Metal
Anno: 2016
Voto: 7.5

Visualizzazioni post:347

Trascorsi quattro anni dall’ ultimo “Koi No Yokan” e tre dalla scomparsa del compianto bassista Chi Cheng, i Deftones tornano con un nuovo album dal titolo “Gore”, probabilmente uno dei dischi più attesi dagli amanti del cosiddetto genere nu metal. Se di primo acchito può sembrare l’ennesimo prodotto della band è dagli ascolti successivi che si avverte tutta la ricerca e la sperimentazione del quintetto californiano.
Non mancano di certo brani classici come il singolo “Prayers_Trinagles”, ciò nonostante all’interno del disco la band si addentra verso sonorità più post rock abbandonando la violenza primordiale degli esordi,  frutto anche delle contaminazioni di Chino Moreno dai suoi progetti paralleli Crosses e Palms.
Dalle reminiscenze della scuola grunge con “Acid Hologram” si prosegue con la più diretta e ruvida “Doomed User” per lasciare spazio alle atmosfere sognanti di “Hearts/Wires”. Il brano heavy più classico “Pittura Infamante” – e qui mi piacerebbe chiedere ai Deftones dove hanno scovato questo titolo – si contrappone a canzoni più corpose come “Xenon” e la title-track.
Raffiche di chitarre distorte assecondano i momenti più altisonanti e idilliaci del disco, il tutto fungendo da sfondo alla versatilità vocale di Moreno: acida, irriverente, romantica, dall’andamento però cantilenante sugli effetti tale che durante l’ascolto ho cominciato a storcere un po’ il naso. A questo punto subentra invece l eterea “Phantom Bride” a farmi cambiare idea, il brano per mio gusto più bello, canzone melodica che spezza la tensione dei brani precedenti, nata dalla collaborazione con Jerry Cantrell degli Alice in Chains. Il suo ritornello (“You spend your life, trapped in this void, where you will stay”) non ti lascia più e ti trascina in una sorta di trip mentale. Il tutto in preparazione del volo liberatorio finale con il rush noise del brano di chiusura “Rubicon”, così come i fenicotteri sulla copertina i cui colori mi ricordano le copertine dei dischi anni ’70 e i quadri della pop art, in viaggio verso la prossima meta.

Tracklist:

1. Prayers/Triangles
2. Acid Hologram
3. Doomed User
4. Geometric Headdress
5. Hearts and Wires
6. Pittura Infamante
7. Xenon
8. (L)MIRL
9. Gore
10. Phantom Bride
11. Rubicon

Line-up:

Chino Moreno – Vocals
Stephen Carpenter – Guitar
Frank Delgado – Samples, Keys
Abe Cunningham – Drums
Sergio Vega – Bass

Sito ufficiale: http://www.deftones.com
Facebook: https://www.facebook.com/deftones
Etichetta Warner Bros – http://www.warnerbrosrecords.com

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