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06/08/2016 : Wacken Open Air – Day 3 (GER)

Pubblicato il 25/09/2016 da in Live report | 0 commenti


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06/08/2016 : Wacken Open Air – Day 3 (GER)

Sabato 06 Agosto

Arriviamo quindi purtroppo all’ultima giornata di concerti e ad aprire alla grande i live ci sono i Dragonforce che scaldano subito i presenti con il loro power-speed metal. Gee Anzalone è una macchina della morte dietro le pelli e i virtuosismi di Herman Li lasciano a bocca aperta gli spettatori. Ospite della giornata è Pellek, cantante famoso in terra norvegese, che duetta assieme a Marc Hudson in una particolare “Ring Of Fire” riadattata per l’occasione.

A seguire si presentano sul palco i Symphony X con una scenografia essenziale e portano un live privo di nuovi brani ma comunque con una scaletta ben bilanciata con le loro migliori canzoni. Russell Allen si presenta con una maschera teatrale che ricorda gran parte delle loro copertine  e che terrà per quasi tutta l’esibizione. Concerto magistrale di Romeo e soci che confermano la qualità tecnica e la capacità trascinante della band.

I Borknagar sono i prossimi in ordine di apparizione. La band di ICS Vortex ha come cantante in sede live Shady Blue, membro della rock band Chrome Division che non fa rimpiangere Vintersorg dietro al microfono e porta sul palco brani tratti dalla loro ultima fatica “Winter Thrice”. Un genere quello dei norvegesi che non è immediato ma molto ricercato e che riesce comunque a catturare i presenti e a farli incitare su tutte le loro canzoni.

Il live che si presenta ora è quello di una band che ha fatto la storia dell’heavy metal. Sono i Metal Church, band a stelle e strisce capitanata nuovamente da Mike Howe, cantante storico della band, che catalizza l’attenzione di tutti. Il genere che propongono è di stampo classico ma grazie a un ottimo frontman, ad un supporto di musicisti di tutto rispetto (il batterista è presente anche nella formazione di Savatage e Trans-Siberian Orchestra) e ad un ultimo lavoro veramente ben fatto anche i più giovani ne escono galvanizzati.

Passati i tipici 15 minuti di attesa tra uno show e l’altro è il momento dei Therion che sono artefici di un ottimo show ma probabilmente sottotono rispetto al resto delle band, forse perchè il loro genere andrebbe apprezzato in contesti differenti da quelli di un festival.

Arriviamo quindi ad uno show per me tanto atteso, quello degli Steel Panther, band americana artefice di un heavy metal irriverente, ironico ed esagerato, ma che proprio per questo me li fa amare alla follia. Le enormi capacità tecniche dei loro membri, unite ai loro intermezzi fatti di battute e sketch con bellissime ragazze semisvestite che si dimenano sul palco, rende lo show qualcosa di travolgente. Sia per i Glamster più agguerriti che per chi non ama esageratamente il genere sono comunque un must. Da ascoltare assolutamente!

Cambio repentino di mood, Tom Gabriel Fischer con i suoi Triptykon ci regala un’ora di puro doom black metal suonato egregiamente.

Il vero evento della sera sono loro, i Twisted Sister, guidati da Dee Snider: inossidabile, travolgente, unico. E’ lui che da vita al “Forty and F*ck It” tour, quarant’anni di rock irriverente e “truccatissimo”. Dietro alle pelli abbiamo il piacere di ascoltare un Mike Portnoy che ci regala una prestazione esemplare in sostituzione al compianto AJ Pero, venuto a mancare nel marzo 2015 a causa di un attacco cardiaco.

Siamo quasi alle battute finali del festival con una esplosiva perfomance degli Arch Enemy che ci ha permesso di apprezzare la sempre ottima prestazione del nuovo arrivato Jeff Loomis e la miglior coesione che si è venuta a formare nel tempo tra Alissa e i membri storici.

Prima di lasciare l’area concerti e salutare anche per quest’anno il W.O.A. decidiamo di fermarci ad assistere all’esibizione dei Dio Disciples, per scoprire chi sia lo special guest annunciato ormai da tempo. Ebbene, mai nessuna delusione è mai stata così cocente: l’ospite tanto atteso è… l’ologramma di Ronnie James Dio stesso! Nonostante tutto il concerto sia tecnicamente ineccepibile, non riesco ad apprezzarlo e a godermelo perché non sopporto le mere mosse di marketing, in particolare quella studiata per questo live.

Un altro Wacken è quindi finito e come al solito non posso fare a meno di lodare l’ottima capacità di gestione degli organizzatori che hanno dovuto affrontare quintali di fango ed ettolitri di pioggia per gran parte della manifestazione.

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