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Sodom (Bernemann)

Pubblicato il 28/10/2016 da in Interviste | 5 commenti


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Autoproclamatisi tra i Big Four del thrash teutonico tedesco, i Sodom tornano con un nuovo disco che rispecchia quei canoni che hanno fatto del trio una vera e propria icona del metal più oltranzista. Gli ingredienti old school ci sono tutti e “Decision Day”, offre ancora una volta ai fan quei ritmi grezzi ed aggressivi che hanno accompagnato la formazione tedesca dall’inizio della carriera e dai primi lavori. Ancora una volta il tema è quello della guerra, anche se il chitarrista Bernemann ci tiene a sottolineare e prendere distanze da violenza e simpatie. Il D-Day viene riesumato infatti per ricordare le nefandezze di un conflitto che non può mai essere visto come positivo o glorioso. Vi proponiamo le domande a cui proprio l’axeman tedesco ha risposto con simpatia e disinvoltura.

Non siete nuovi al tema della guerra ed in particolar modo in “Decision Day” ci troviamo nello scenario del secondo conflitto mondiale e in particolare lo sbarco in Normandia. Come mai avete scelto questa particolare tematica ed ambientazione per il nuovo Sodom?

Il D-day sottolinea il regime nazi. In seguito a quel giorno le forze alleate sapevano che la fine della guerra era vicina. E’ stato il momento più importante e forse il più duro della seconda guerra mondiale. Apparteniamo a quella generazione che è cresciuta con le storie di guerra. I nostri genitori e nonni ne hanno fatto parte e per questo siamo stati particolarmente impressionati sin da bambini.

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Avete toccato certe tematiche già in passato e vi abbiamo visti vestiti in uniforme. Quali connessioni ci sono tra i Sodom e il tema della guerra, oltre ciò che vediamo sul palco e nelle vostre copertine?

Odiamo la guerra e da quanto si può evincere dai nostri testi ne prendiamo le distanze così come condanniamo ogni tipo di violenza. Metà dei miei zii sono morti durante la seconda guerra mondiale e i miei nonni sono stati portati fuori dalle loro case. Vogliamo ricordare alle persone certi avvenimenti e certe barbarie storiche, anche se a volte qualche idiota pare dimenticarsi degli orrori e veniamo additati come guerrafondai. Non indossiamo più uniformi, è stata parte della nostra immagine in seguito al disco “M16”, ma non ci è piaciuta come idea.

La copertina è stata commissionata a Joe Petagno, il quale ha disegnato in passato molte copertine dei Motorhead e non solo. Sappiamo bene la vostra morbosa passione per la band di Lemmy e soci. Avete scelto Joe come una sorta di tributo in seguito alla scomparsa della compianta icona britannica o c’è altro dietro questo contatto?

E’ stata un’idea di Tom. Ci è sempre piaciuto il suo modo di lavorare, anche se non ha nulla a che vedere con un tributo. Ci è piaciuto pensare che Joe sarebbe stato perfetto per portare la nostra mascotte nella scena prevista e siamo stati piacevolmente sorpresi dal fatto che Joe ci conosce e ha seguito la storia della band anche se non si è mai definito un Sodomaniac (fan della band nda). E’ stato entusiasta di lavorare con noi fin dal primo momento e ha aggiunto dei dettagli importanti di cui siamo particolarmente soddisfatti.

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In effetti possiamo vedere il vostro solito Knarrenheinz ancora una volta circondato dalla morte che porta la guerra. Ci sono due bandiere piuttosto attuali. Riguardo quella russa, non viene utilizzata la storica CCCP del conflitto, ma quella della federazione odierna. Come mai questa scelta?

Con “Decision Day” non parliamo solamente dell’invasione alleata e i russi non avevano nulla a che vedere con lo sbarco in Normandia. E’ stata un’idea di Joe inserire quelle bandiere come una sorta di conflitto attuale tra le due grandi potenze, o forse semplicemente tra l’est e l’ovest. Avremmo potuto utilizzare anche altre bandiere, ma il nostro concetto è che forse il 1944 non ha visto il suo ultimo D-Day.

E qual è stato per te il tuo “Decision Day” con i Sodom?

Il mio D-Day personale è stato il giorno in cui ho venduto l’anima al Rock´n Roll o per meglio dire a Tom Angelripper, hahahaha……Ho fatto effettivamente in quel giorno la decisione di cambiare completamente la mia vita e suonare con la band. Decisione che non rimpiango.

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Sono passati già sei anni da quando avete cambiato la vostra inossidabile line-up. Come va il trio con Makka? Avete mai considerato l’idea della doppia chitarra?

Abbiamo rafforzato la nostra line-up con Makka non solo per quanto riguarda la parte tecnica della band, ma per tutto il rapporto. Passiamo molto tempo assieme in tour, camerini, sul palco e e la chimica è quella giusta. E’ importante avete una persona che sia compatibile al 100% altrimenti ci si uccide in tour. I Sodom sono un classico trio e non abbiamo intenzione di cambiare.

Avete suonato in molti festival e siete stati anche in Italia, ma quando usciranno le date di supporto al nuovo disco?

Al momento stiamo parlando con la nostra agenzia per il prossimo anno e anche se non abbiamo nulla di confermato stiamo cercando il modo di fare un tour europeo dove sicuramente non siamo intenzionati ad escludere la vostra Penisola.

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Avete inoltre già conquistato molti territori come Thailandia, Israele e Russia. Quali altri luoghi sono nel vostro mirino, tra le nazioni che non avete ancora visitato?

Per me è un privilegio e una sorta di regalo poter viaggiare attorno al mondo e conoscere posti e persone diverse. Ci sono ancora molti luoghi che vorrei visitare come la Nuova Zelanda, la Cina o il Sud Africa. Adoro viaggiare e spero di poter vedere sempre più luoghi. Il mio sogno più grande è quello di suonare in un luogo molto vicino, il “Westfalenhalle” di Dortmund, la mia città natale dove ho visto tanti grandi concerti come il “Rockpop in concert” nel 1983.

In seguito al tour dei Big4 con Metallica, Slayer, Megadeth e Anthrax, avete creato un ‘Teutonic’ Big 4 tour assieme a Kreator, Destrucion e Tankard. Dunque potete dichiarare di essere tra le più grandi band thrash della scena tedesca?

Spero non suoni troppo arrogante, ma i primi posti del thrash metal tedesco sono al momento assegnati. La vecchia guardia ha una lunga storia e una fantastica solida base di fan e stanno facendo concerti e dischi sempre più grandiosi. Certo non ci sono garanzie per il futuro e ci sarà sicuramente il giorno in cui le carte verranno rimescolate, ma questo è positivo.

Dunque dove vedi i Sodom nei prossimi dieci anni?

Questo dipende soprattutto dalla salute. Dieci anni sono lunghi e a me piacerebbe fare musica finchè ne avrò forza ed opportunità. Vogliamo continuare a scrivere musica il più possibile così come andare in tour e fare concerti, ma come ho detto è importante stare in salute e questa è la parte più difficile hahaha….

 

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Siete già stati censurati in passato. Come affrontate questo problema in Germania con i vostri testi, copertine e video? Con “Mortal Way Of Live” avete utilizzato una copertina nera per nascondere le nefandezze di Sodoma e Gomorra mentre in “Till Death Do Us Unite” avete dovuto cambiare soggetto. Ora state semplicemente più attenti o seguite regole diverse?

Non abbiamo mai seguito regole e di sicuro non lo faremo mai. Se mai avremo idea per una copertina o un video insolito seguiremo il nostro istinto. Tuttavia non è nostra intenzione farlo come provocazione. Ogni idea è soggetta alla nostra musica e se ci va, lo facciamo.

C’è qualcuno che vuoi ringraziare particolarmente per questi anni di Sodom?

Vorrei dire grazie a tutti i fan che ci hanno supportato in questi anni e che hanno sempre creduto in noi e soprattutto alla mia famiglia per avere avuto pazienza con me. Queste sono le persone più importanti per me che fanno funzionare la macchina dei Sodom.

Facebook: www.facebook.com/sodomized
Sito ufficiale: http://sodomized.info
Etichetta Steamhammer / SPV – www.spv.de

  1. Il redattore Gaudenzi non ringrazia nessun altro redattore (o caporedattore) per tutti questi anni di Sodom???

  2. Il redattore ringrazia il capo e questi 10 anni di Sodom interviste e non solo…! 😉 sotto a chi tocca!

  3. Metauro Trebisonda says:

    Ma esattamente…com’è fatta la “macchina dei Sodom”?

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