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04/11/2016 : Overkill + guests (Cervia, RA)

Pubblicato il 1/12/2016 da in Live report | 0 commenti


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04/11/2016 : Overkill + Crowbar – Rock Planet (Pinarella di Cervia, RA)

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Il lavoro è lavoro, purtroppo arriviamo in ritardo e ci perdiamo le succose band che accompagnano gli Overkill in questa nuova calata italica: DesecratorShredhead e Crowbar – di cui riusciamo a goderci solo la fine dello spettacolo – sono stati i gruppi in tour con i thrashers newyorkesi. Un tour inaspettato, all’alba di un nuovo disco ancora non uscito, ma pur sempre gradito ritorno. Per chi non ha mai avuto occasione di vedere il combo americano in azione possiamo garantire prestazioni ben superiori dei già ottimi lavori in studio. Grazie alla produzione moderna degli ultimi dischi è possibile rendersi conto solo parzialmente di cosa ci aspetterà in questa serata.

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Pronti e carichi, tra i quattro musicisti sul palco scorgiamo Dave Linsk, Derek Tyler, DD Verni, Ron Lipnicki, in attesa dell’arrivo del sempre energico ed efficiente frontman Bobby “Blitz” Ellsworth. Si inizia con “Armorist”, opener dell’ultimo disco all’attivo “White Devil Armory” che assieme ad “Electric Rattlesnake” del precedente “The Electric Age” saranno le uniche nuove perle della set list. Per il resto è stato un grande tuffo nel passato ed un’evocativa scaletta che ha ripercorso la carriera trentennale della band New Jerseyana.
Nonostante l’età le carte in tavola sono presto scoperte e la band si dimostra da subito in gran forma e scoppiettante come al solito. Come da copione troviamo un Bobby Blitz sorridente e vigoroso, completamente a proprio agio tra le vecchie e battagliere glorie dove spiccano “Rotten To The Core”, “In Union We Stand” ed “Hello From The Gutter”, ottime scelte per chiedere l’aiuto al pubblico di cori decisi e adrenalinici.
Uno storico spazio è riservato alle sonorità più sabbathiane di “Hammerhead” e “Feel The Fire”. L’unica nuova traccia è “Our Finest Hour”, tratta dall’ancora inedito “The Grinding Wheel” che non vedrà la luce prima del prossimo febbraio. Un brano deciso e ben prodotto, degno di finire su un disco di tarda generazione, naturalmente marchiata Overkill.
C’è ancora spazio per un paio di tracce estratte da “Horrorscope” con “Coma” e “Infectious” e stiamo parlando dei primi anni ’90, prima di chiudere con una cover sfolgorante dei Thin Lizzy: “Emerald”, in pieno stile thrash newyorkese.
Purtroppo siamo quasi alla fine di una setlist forse non lunghissima, ma con spazio per un ritorno on stage per “Ironbound” tratta dall’omonimo disco e la combo immancabile di “Elimination” e “Fuck You”, ormai sipario predestinato per il quintetto statunitense, giunto fino a noi per deliziarci e stuzzicarci con dei classici di una carriera ancora non giunta al tramonto.
Una forza ed un’adrenalina davvero straordinari, tipici della band dal riconoscibilissimo logo verde fluo corredato di pipistrello, forgiati dalle sonorità di Black Sabbath e Motorhead (a questi ultimi devono il nome preso da un loro celebre brano). Unico peccato la mancanza di certi pezzi che avrebbero trovato facile spazio come “Bastard Nation” e “I Hate” e la perdita del classico salto sulla folla del frontman Bobby Blitz, oggi solo leggermente più attento, nonostante la costante prestanza fisica. Dettagli a parte, un’esibizione da veri maestri che possono ancora insegnare ai giovani metallari di ieri e di oggi.

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