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Plateau Sigma

Pubblicato il 17/01/2017 da in Interviste | 0 commenti


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Domenica 27 novembre si è svolta al Wave di Misano Adriatico (RN) una serata all’ insegna del doom con Ahab, The Foreshadowing, Plateau Sigma e Weeping Silence. Per l’ occasione abbiamo incontrato i liguri Plateau Sigma, ne è scaturita un’esaustiva intervista sul loro ultimo album “Rituals” e una riflessione sulla scena doom italiana.

Ciao ragazzi e benvenuti sul nostro sito, prima di tutto potete riassumere brevemente la storia del gruppo?

Manuel: Io vengo dall’ambiente new wave, avevo un gruppo dark ma allo stesso tempo sono cresciuto musicalmente con band britanniche come My Dying Bride, Anathema e Paradise Lost. Conosco Nino per varie vicissitudini musicali, lui conosceva Francesco e all’ inizio era presente un altro bassista che non ha potuto poi proseguire con il progetto.

Francesco: Inizialmente ci siamo concentrati sull’attività in sala prove anche se suonavamo raramente per scrivere le bozze di quelli che sarebbero diventati i brani del nostro primo EP “White Wings Of Nightmares”. Nel frattempo è subentrato Maurizio, io ho approfondito lo studio della registrazione di cui mi occupo attualmente e con il tempo ci siamo consolidati come gruppo.

Qual è il significato dietro alla scelta del nome Plateau Sigma?

Nino: Il nome deriva sostanzialmente dal titolo di un album dei Benighted In Sodom, progetto black metal sperimentale americano e il significato viene da una sorta di stato allucinatorio dovuto all’uso di sostanze sintetiche, un bad trip in cui si vedono delle cose spaventose…

Maurizio: Ci teniamo a precisare che non facciamo uso di droghe sintetiche!

Manuel: Ci è piaciuto per la sua particolarità, inoltre è un nome che evoca ritualità, misticismo ed ha anche un richiamo fantascientifico.

Il vostro ultimo album “Rituals” è un vero e proprio richiamo alle divinità del Pantheon romano, come lo avete sviluppato idealmente e musicalmente?

Manuel: Premesso che non c’è alcun significato politico, siamo tutti appassionati di storia e di rituali, già nei primi testi c’erano riferimenti alla mitologia greco-romana, quindi ci è sembrato opportuno dedicare un intero disco alla storia dell’antica Roma. Noi amiamo il nostro Paese nonostante sia malato perché è ricco di storia e di cultura, inoltre io ritengo che l’unione di tutti i popoli italici sia avvenuta con Roma così abbiamo voluto renderle omaggio. La mitologia greca di conseguenza è molto affine a quella romana, tale da suscitare il nostro interesse.

Musicalmente c’è stata la partecipazione globale di tutti i componenti anche se ognuno di noi ha le proprie peculiarità, per esempio io mi occupo delle liriche mentre Francesco e Nino dei tempi.

Francesco: Una volta che Manuel porta una sua idea, se riteniamo sia valida, approfondiamo gli arrangiamenti. Nonostante ognuno di noi ascolti genere musicali differenti, ritengo che in “Rituals” abbiamo raggiunto un’alchimia tale nelle strutture dei pezzi da aver ottenuto un risultato ottimale.

Per quanto riguarda la parte concettualmente più storica e mitologica avete letto dei testi in particolare?

Manuel:  Sono cresciuto con l’Eneide, l’Iliade e l’Odissea però ho letto anche dei testi storici, dei trattati ma anche dei romanzi. Valerio Massimo Manfredi, scrittore che adoro,  ha scritto un giallo “Palladion”, il quale storicamente nel tempio era il simulacro che se rubato poteva portare in disgrazia la città. Inoltre sono stato influenzato anche dai colossal: da “Cleopatra”, a “La Tunica” a “I Dieci Comandamenti”.

Nino: All’interno del disco infatti c’è una ghost track dove alla fine si sente l’audio originale di Elizabeth Taylor che recita una frase suggestiva dell’atto finale del film “Cleopatra”.

Il disco spazia dal doom, al death, alla new wave e al post rock, come si mescolano questi generi all’ interno del disco, senza intercorrere nel rischio di essere dispersivi?

Francesco: L’album è complesso, le influenze sono tante, ci tengo a precisare che abbiamo imparato con la maturità artistica a non fare le cose frettolosamente, in sala prove cerchiamo di ponderare le scelte musicali valutandone la coerenza con il testo e contestualizzando il brano. La corrente principale rimane il doom però ci ispiriamo moltissimo all’ambient, alla new wave, al post rock.

Voi siete originari della Liguria, terra fulcro della tradizione cantautoriale. In questo senso quanto pesa questo lascito per una band che propone un genere differente soprattutto a livello promozionale e di organizzazione date?

Nino: A livello promozionale nella nostra regione è veramente difficile proporre musica di questo genere non solo per scarso interesse ma soprattutto per carenza di locali. Nelle altre regioni e all’estero abbiamo avuto invece un buon riscontro.

Siete reduci da una cospicua attività live e le date non si sono ancora concluse. Che idea vi siete fatti della scena doom italiana?

Manuel: A questo proposito vorrei citare una frase seppure scomoda: “Il metal è la pecora nera del rock, il doom è la pecora nera del metal”. Pensiero protratto dai My Dying Bride, Anathema e Paradise Lost, nomi diventati poi simbolo della scena doom internazionale. Per cui non è una questione di scena italiana in sè, è semplicemente un genere dall’ approccio complesso e difficile.

Maurizio: A mio avviso invece in Italia c’è una bella scena doom ma non c’è coesione tra gruppi, i presupposti ci sono ma manca l’impegno nel rilanciare la scena. Inoltre visto che è un genere dall’appeal particolare, non c’è sempre disponibilità per suonare nei locali.

Avete suonato come gruppo spalla dei Novembre e gli Ahab, headliner della serata, sono indicati tra le vostre influenze. Quali sono le vostre aspettative per il loro concerto? Voi vi siete appena esibiti, quali sono i vostri commenti a caldo?

Maurizio: Siamo soddisfatti del nostro set e abbiamo avuto un buon responso da parte del pubblico. Gli Ahab sono uno dei nostri gruppi preferiti. Speriamo propongano stasera tutti i loro brani migliori.

Quali sono i vostri progetti futuri?

Francesco: Abbiamo ancora altre date già programmate. Parallelamente stiamo cominciando a raccogliere il materiale per il nuovo disco ma vogliamo prenderci tutto il tempo per strutturarlo nel migliore dei modi.

Volete dire qualcosa ai nostri lettori prima di congedarci?

Tutti: Grazie davvero per l’intervista e un saluto ai lettori!

Facebook: https://it-it.facebook.com/plateausigmadoom
Bandcamp: https://plateausigma-music.bandcamp.com

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