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Annihilator (Jeff Waters)

Pubblicato il 2/02/2017 da in Interviste | 0 commenti


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In occasione dell’arrivo di questo nuovo disco dal titolo “Triple Threat” abbiamo incontrato Jeff Waters, leader e master mind degli Annihilator. La band canadese ha preparato un prodotto triplice, come si evince dal titolo dove viene messo in primo piano una set list di vecchi brani suonati in acustico ed un live più classico di uno show al Bang Your Head. Corredato anche di DVD e documentario, questo nuovo disco prosegue la carriera di una band che sta studiando i nuovi passi per il prossimo disco. Ma vediamo questa ed altre curiosità in queste chiacchiere scambiate con un rilassatissimo Jeff Waters, durante una chiamata transoceanica in una fredda serata di gennaio.

Ciao Jeff, benvenuto nelle pagine di Heavy Metal Webzine… vorrei iniziare da una domanda che riguarda questo vostro ultimo “Triple Threat”. Come avete scelto i pezzi per questo disco unplugged?

Sono brani scelti dai primi due dischi che erano sicuramente più melodici e grazie ad alcune ballads si prestavano meglio per un lavoro di questo tipo. E’ un album composto da tre parti e non ci siamo limitati al set acustico. C’è anche materiale live, una sorta di documentario.

Pezzi come “Sounds Good To Me” o “Phoenix Rising” non sono tipiche del sound Annihilator e sono ormai dimenticate dalle vostre set list da molto tempo. Non vi trovate a vostro agio con le ballad?

Ci piace essere energici dal vivo. Le ballad sono un discorso più personale e si prestano meglio in studio che dal vivo. Siamo riusciti a trasformare alcuni brani e suonarli in chiave acustica mantenendo salda la forma degli stessi pezzi. Dal vivo ci piace parlare un linguaggio più rock.

Potreste stabilire un record per quanto riguarda i cambi di line-up e musicisti nella band. Continuerai a comporre come unico musicista o pensi di formare un gruppo stabile in futuro come ai vecchi tempi?

E’ piuttosto chiaro che dietro il nome Annihilator nascondo ormai un mio progetto solista che è iniziato come una band ed è ora maturato e ruota attorno ai miei processi di scrittura. Almeno per quanto riguarda la parte in studio. Dal vivo non è solo una Jeff Waters band e mi faccio accompagnare da musicisti grandiosi.

E cosa puoi dirmi per la parte live del CD / DVD? Avete selezionato il Bang Your Head Festival in Germania. Come mai questa scelta?

Volevamo una diversa location da Calgary. C’erano molte idee ma gli show più grandi sono stati in Germania. Abbiamo cercato di proporre un pacchetto con un budget low cost, ma che avesse una buona produzione. Dunque è stato necessario selezionare un festival della scorsa estate e il Bang Your Head ci è sembrato perfetto. C’erano gruppi diversi e dunque non solo il nostro pubblico. Una bella sfida confrontarsi e suonare con altre band del calibro dei Twisted Sister. Inoltre la Germania è un po’ una seconda casa per noi.

Stai già scrivendo musica per il successore di “Suicide Society” o sei ancora indietro con le composizioni per il nuovo disco?

Sto suonando qualcosa e sto buttando le basi per il nuovo album. Ancora si tratta di bozze, qualcosa su un foglio e le parti principali cantate. Ho intenzione di comporre qualcosa di più heavy per il futuro. Nell’ultimo lavoro sono stato ispirato da Megadeth, Metallica ed Alice in Chains. Vorrei qualcosa di più personale e nel mio stile. Nel precedente tutti i ritornelli seguivano una strada più commerciale e melodica. Questa volta vorrei qualcosa di più heavy come agli inizi. Vorrei provare a scrivere in modo diverso dagli ultimi lavori.

Mi pare di capire che suonate molto più spesso in Germania che in Canada. Cosa rappresenta per voi la Germania come nazione e come mai questo successo in Europa più che nel vostro Paese?

Come ti dicevo per noi è una seconda casa. Siamo ben voluti anche in Scandinavia e in Gran Bretagna; sicuramente siamo più richiesti in Europa che in Canada. Da voi è più facile trovare posti dove poter suonare per almeno 400 persone. Avete un territorio così diverso dove cultura, paesaggi e lingua cambiano in pochi chilometri e a volte anche i generi musicali all’interno del genere metal variano. Ci piace molto stare in Europa. In Canada non siamo molto seguiti soprattutto dai nostri media e dalle tour agency che sono concentrate su gruppi meno underground.

Cosa mi dici invece dei vostri fan in Canada? Forse assieme ai Voivod siete tra le band più conosciute a livello internazionale se parliamo di thrash metal canadese!

E’ un peccato perché come ti dicevo siamo un’istituzione per voi europei. Una sorta di mainstream nell’underground. Ma non siamo supportati invece nel nostro Paese e dobbiamo fare un po’ tutto da soli. 32 milioni di persone sono poche per un territorio così vasto e forse non siamo così famosi per l’industria musicale canadese.

David Ellefson dei Megadeth ha speso buone parole per voi e per i Sepultura dicendo che siete entrambi un’estensione dei Big Four. Annihilator per il Nord America e Sepultura per il Sud. Cosa ne pensi e cosa puoi dirmi dei Megadeth?

E’ un onore sentire queste parole da David. Presto dovrei incontrarlo per un pranzo a New York. Siamo vecchi amici e siamo sempre stati influenzati dai Megadeth, così come gran parte del mondo metal. Un gruppo davvero leggendario.

Quale musica ti ha influenzato e convinto a suonare e fondare gli Annihilator?

Ho 50 anni ora. Ero un bambino quando ascoltavo i Kiss e gli Ac/Dc. Forse avevo 10 anni. Ho ascoltato molto rock e hard rock, Sabbath, Van Halen, Scorpions e poi sono passato a Venom, Exodus, Slayer, Metallica ed Anthrax oltre a Priest e Maiden naturalmente. Questa è la musica che mi ha ispirato a cominciare con gli Annihilator e ad imbracciare la chitarra e nel 1984 mi sentivo pronto per questo progetto.

E cosa ti spinge oggi ad andare avanti in questo modo più tecnico? Quali sono le ispirazioni più recenti?

Alcuni nostri brani sono molto semplici mentre altri sono piuttosto complessi. Alla fine degli anni ’90 il metal è cambiato molto e si è spostato sulla tecnica perché i ragazzini stavano cominciando a suonare molto bene, soprattutto in Scandinavia e questa velocità ed innovazione ha spronato noi vecchi a darci una scossa ed un’evoluzione per non farci sovrastare.

Quando vi vedremo nuovamente in tour in Italia?

Siamo sicuri di voler tornare in Europa per promuovere il nuovo album e spero presto di confermare qualche festival estivo. Non ho ancora notizie per l’Italia, ma sono sicuro che ci vedremo presto.

Dimmi qualcosa che ti piace e qualcosa che assolutamente odi del nostro Paese!

Chiunque direbbe il cibo. L’amore per l’Italia parte sicuramente da questo e anche dal fatto che sono per il 25% italiano e ho ancora qualche parentela nella vostra Penisola. Anche il mio batterista (Fabio Alessandrini n.d.r.) è italiano. Considera che Ottawa ha la più grande comunità italiana del Canada. La mia vita ruota nella vostra cultura. Non mi viene in mente qualcosa che odio dell’Italia.

Toglimi allora solo un’ultima curiosità. Cosa ti ha portato a comporre il gingle di “Chicken And Corn” (traccia nascosta del disco “Carnival Diablos” ndr)?

Ahahah! Sei la prima persona che me lo chiede. Mi trovavo a casa mia, seduto sul divano ed era il periodo in cui doveva uscire “Carnival Diablos”. Mio figlio Alex a 5 anni continuava a chiedermi di preparare il suo piatto preferito che è per l’appunto pollo e mais e mi stava annoiando con questo suo ‘daddy daddy…. Chicken and corn, chicken corn’ e così incuriosito ho cominciato a suonarci sopra e cantare su questa sua lagna… è nata proprio così. Grazie per aver rievocato questo ricordo!

Sito ufficiale: www.annihilatormetal.com
Facebook: www.facebook.com/annihilator
Etichetta UDR Music – www.udrmusic.com

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