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10/02/2017 : Fates Warning + guest (Bologna)

Pubblicato il 3/04/2017 da in Live report | 0 commenti


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10/02/2017 : Fates Warning + A New Tomorrow + Rain (Zona Roveri, BO)

La serata di stasera allo Zona Roveri è una di quelle che lasciano il segno.

Ad aprire le danze tocca ai nostrani Rain, una delle pietri miliari del metal felsineo che negli anni ha saputo rinnovarsi e ricreare il proprio sound, riuscendo ad amalgamare i sapori dell’hard rock classico e le sonorità metal più moderne.

Otto sono i brani che il gruppo presenta stasera per un totale di 40 minuti di musica e la setlist è quasi completamente incentrata sui brani dell’ultimo lavoro in studio.
Si parte con “Spacepirates”, opening track dell’omonimo album, per poi passare a “Hellfire”. Con “Bang Bus” torniamo indietro di circa 10 anni, mentre con “Kite And Roll” si ritorna di nuovo al 2016, con un bel brano hard rock dalle sonorità tipicamente Motorhead.
Novità della serata per noi è il talentuoso frontman Maurizio “Mala” Malaguti, nuovo acquisto per il quintetto bolognese, in forza da qualche mese, che non avevo ancora avuto occasione di vedere live, il quale riesce ad amalgamarsi in maniera eccellente con la band rendendo i brani potenti come non mai.
Seguono poi “We Don’t Call The Cops”, “Forever Bitch” e la nuova “Good Morning Texas”, brano che andrà a far parte dell’edizione speciale in Vinile di “Spacepirates” (a breve in uscita) fino a chiudere l’esibizione con “Black Ford Rising”, il cui ritornello rimane subito in testa e viene cantato a squarciagola dai presenti.
Una nota di merito ai Rain per essere riusciti con questo live a coinvolgere un pubblico accorso per una band come i Fates Warning, di genere completamente differente.

SETLIST:

Spacepirates
Hellfire
Bang Bus
Kite And Roll
We Don’t Call The Cops
Forever Bitch
Good Morning Texas
Black Ford Rising

E’ ora il momento degli A New Tomorrow, band italianissima con le basi in terra albionica, che dopo aver prodotto alcuni EP, quest’anno uscirà con il suo primo full lenght.
Il genere che propongono è un connubio tra progressive rock e melodic rock di buona fattura.
La punta di diamante della band è sicuramente Alessio Garavello, voce e chitarra del quartetto che con la sua voce cristallina e potente intreccia melodie accattivanti. Avvantaggiato dall’essere nella sua terra di origine, riesce ad interagire con il pubblico in maniera efficace ottenendo un’ottima risposta. Ovviamente anche gli altri tre membri della band non sono da meno e grazie alla loro prestazione hanno potuto supportare il frontman nell’ottima riuscita del concerto.
La scaletta di stasera ripropone quasi per intero la loro carriera ed è ben bilanciata, alternando brani più energici a mid-tempo melodici e ballads. Una nota di merito alle parti corali di Andrea e Michael che assieme ad Alessio intrecciano le melodie vocali tipiche del sound della band.

SETLIST:

Back To Life
Mother Earth Is Calling
Ignition
Believe
A New Tomorrow
Like A Rolling Stone
Million Stars
Brighter Than The Sun
Damn You

Ed ecco finalmente arrivato il momento tanto atteso da tutti gli astanti. Tocca ai Fates Warning, uno di quei gruppi che ha creato le basi del prog metal senza mai mettersi troppo in mostra, senza essere mai sotto i riflettori come band più conosciuta. Un gruppo un po’ di nicchia, che ha saputo negli anni rinnovarsi in modo efficace senza mai snaturare il proprio sound, a tratti delicato, a tratti aggressivo, ma mai estremo.
“From The Rooftops” è il brano che apre la serata, un inizio pacato, come se volessero entrare senza dare troppo nell’occhio. “Life In Still Waters” e “One” a seguire creano un contrasto sonoro, per passare poi a “There’s A Cloud Above Us” entrando nel puro spirito prog della band.
L’accattivante “Seven Stars”, singolo estratto dal nuovo “Theories Of Flight” viene abbinata a “One Thousand Fire” di “Darkness In A Different Light”, brani cuciti egregiamente sull’attuale timbro vocale di Adler, mentre si va sulle dolci melodie di “A Handful Of Doubt” che creano un momento di stasi.
E’ quasi un momento magico, le chitarre di Jim e la voce di Ray riescono a creare melodie sognanti.
Dopo qualche canzone tratta dagli ultimi lavori, si passa ai brani più datati che confermano una carica e capacità tecnica di altissimi livelli da parte della band e una ottima preparazione sulla storia musicale da parte del pubblico che li canta a squarciagola.
I pezzi conclusivi della serata sono tutti del periodo a cavallo tra fine anni ‘80 e prima metà degli anni ‘90: l’evocativa “Eleventh Hour” tratta da “Parallels”, seguita da “Point Of View” sempre dello stesso album.
Il gruppo lascia per qualche minuto il palco per poi rientrare acclamato dal pubblico per eseguire l’encore composto da “Through Different Eyes” e dalla fantastica “Monument” tratta da “Inside Out”.
E’ stata una prestazione memorabile – fortunatamente non inficiata da piccoli problemi di suono nei primi pezzi – che mi ha lasciato sbalordito essendo la prima volta in cui ho avuto la possibilità di vederli dal vivo.
Per tutti quelli che negli ultimi vent’anni hanno ascoltato progressive metal, appare evidente quanto band del calibro di Dream Theater, Labyrinth, Vision Divine e affini abbiano sicuramente tratto ispirazione da un gruppo con un’influenza enorme quanto quello dei Fates Warning.

SETLIST:

From The rooftops
Life In Still Water
One
A Pleasant Shade Of Gray, Pt. III (There’s A Cloud Above Us)
Seven stars
One Thousand Fires
A Handful Of Doubt
Firefly
The Light And Shade Of Things
A Pleasant Shade Of Gray, Part IX (stayed up late)
A Pleasant Shade Of Gray, Part XI (do you think)
Ivory Gate Of Dreams pt VII. – Acquiescence
Eleventh Hour
Point Of View
Through Different Eyes
Monument

Di seguito altre foto della serata, tutte realizzate dal nostro Paolo Nocchi.

Rain:

           

A New Tomorrow:

         

Fates Warning:

                     

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