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Vanishing Point (Chris Porcianko)

Pubblicato il 20/04/2017 da in Interviste | 0 commenti


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Oggi ci occupiamo di una band che proviene dal lato opposto del mondo: gli australiani Vanishing Point, autori nel lontano 2000 di “Tangled In Dream”, che con la sua miscela di power e progressive metal contribuì a far girare il nome del gruppo e a portarli in tour in Europa (e anche in Italia). Qualche mese fa l’album è stato ristampato e l’occasione è stata propizia per andare a cercare i ragazzi di Melbourne e toglierci qualche curiosità su di loro e sulla scena di quel continente lontano..

Ciao ragazzi e benvenuti sul nostro sito! Siete in promozione con “Tangled In Dream”, il vostro album del 2000 in una nuova edizione. Come mai questa ristampa e cosa contiene di diverso rispetto all’originale?

Ciao a voi e grazie per l’intervista!
Beh, “Tangled In Dream” era fuori stampa da molto tempo e abbiamo avuto molte richieste riguardanti la sua ri-pubblicazione. Così tra una bevuta e l’altra abbiamo pensato che sarebbe stato bello rivederlo nei negozi per i nuovi fan della band. Quando la ristampa è stata pianificata abbiamo pensato di arricchirla con le bonus track dell’epoca, una nuova versione di “Samsara” e qualche estratto live di come suoniamo adesso le canzoni di quell’album. Praticamente la versione che esce adesso è un doppio disco.
Credo che alcuni nostalgici considerino quell’album come una nostra grande prova e sembra – a quanto mi dicono i fans – che sia riuscito a resistere anche alla prova del tempo, una cosa per noi davvero “cool”!
A mio parere “Tangled In Dream” è solo un capitolo nella storia dei Vanishing Point ed è bello avere persone ancora interessate al nostro passato e a quello che faremo in futuro.

L’uscita di “Tangled In Dream” vi portò in tour nel 2001 con Gamma Ray e Sonata Arctica (io c’ero! Vidia Club – Cesena – Italia). Cosa ricordate di quello che fu, se non sbaglio, il vostro primo tour europeo?

Mi ricordo molto bene lo show di Cesena! Voi ragazzi siete stati grandi e ci avete dato un caloroso benvenuto. Era effettivamente la nostra prima volta in Italia ed è stato tutto molto divertente, abbiamo incontrato un sacco di nuovi fan, altri ancora che già ci conoscevano e in generale tante brave persone, buon cibo e anche tanto, tanto vino, ahah!
Tutto il tour è stato molto divertente, certo è stato anche duro, eravamo molto lontani da casa e sotto stress, però non ci siamo uccisi a vicenda e questo è senza dubbio positivo, ahah! Abbiamo stretto una grande e forte amicizia con i Sonata Arctica e i Gamma Ray e con loro siamo stati benissimo. Il tour ci ha aperto gli occhi, abbiamo imparato e capito un sacco di cose, non ci siamo solo divertiti ma abbiamo anche cercato di gestire l’inevitabile stress.

In seguito siete tornati in Europa nel 2008, con molta più esperienza, assieme a Pagan’s Mind e Sonata Arctica. Qualche ricordo di quel tour?

Sì, eravamo più vecchi e penso anche un tantino più saggi, ahah!
Sfortunatamente in quel periodo la band era in una fase di trasformazione e di cambi in line-up, quindi se da una parte è stato comunque molto divertente, dall’altra è stato, oltre che stressante, anche molto costoso.
La nostra etichetta dell’epoca non poteva investire molti soldi in tour, così ci siamo trovati con grosse cifre da anticipare sommate a quelle del merchandise pagato tutto (in anticipo) di tasca nostra. Per fortuna abbiamo avuto un pubblico sempre molto disponibile e i fan, acquistando il nostro materiale, ci hanno permesso di limitare i costi dei viaggi e di superare le nostre aspettative per quanto riguarda cd e magliette.
Siamo addirittura riusciti a pagare il ragazzo che vendeva il nostro merchandise, compreso il suo volo di ritorno, ahah!

Quali sono le difficoltà – se ci sono – nel suonare heavy metal in Australia?

La difficoltà principale è legata alla distanza, ci sono spazi enormi tra le città e non sempre è economicamente possibile accettare i concerti.
A parte questo la scena è in salute, ci sono molte band giovani che stanno facendo grandi cose e così facendo creano una bella sfida con noi “vecchi”, è sempre bello questo genere di competizione che spinge a creare e a suonare nuova musica.
Come molti altri Stati, poi, in Australia c’è la classica situazione per cui le radio commerciali ignorano la nostra musica hard rock ed heavy metal. E’ normale, ci siamo abituati, ma non è piacevole, ci sono tante band che meritano spazio e visibilità, che fanno grandi sacrifici o che chiedono aiuto ai fans con campagne sui siti, se solo avessero qualche passaggio in radio le cose sarebbero molto più semplici. Capita dappertutto, lo sappiamo, ma è una cosa che comunque produce molto dispiacere.
Perchè lo facciamo, allora? Abbiamo voglia di farlo, di comporre musica, di suonarla per i fan e per gli amici, tutte cose che ci rendono orgogliosi. Evidentemente possiamo stare anche senza passaggi radio, fuori dal mainstream e fuori anche da inutili promesse fatte da discografici che si comportano come se fossero dei politici.

A distanza di tanti anni ritenete “Tangled In Dream” il vostro album più bello?

Onestamente non te lo so dire, forse non sono la persona più indicata per rispondere. Sono orgoglioso di ogni album dei Vanishing Point al quale ho contribuito e, sebbene siano piccole cose, sono molto contento che tanti fans abbiano apprezzato e stiano ancora apprezzando la nostra musica. Personalmente, se mi sedessi ad esaminare per ogni album (compreso “Tangled In Dream”) i pregi e i difetti, al giorno d’oggi non apprezzerei molte canzoni del nostro passato.
E’ difficile per un musicista vivere con la pressione di dover fare ogni volta un album migliore del precedente, io cerco di non pensarci e di fare quello che in quel momento mi sento di comporre, senza guardare troppo al passato. Cerco di guardare sempre avanti, per questo motivo gli album più vecchi mi sembrano molto lontani rispetto ai miei orizzonti attuali.

Che cosa fate nella vita di tutti i giorni? Avete lavori legati alla musica?

Non sono un musicista a tempo pieno, non c’è possibilità di farlo sperando anche di essere pagato, ahah!
Attualmente io vivo raccogliendo rottami metallici, sono da solo, sono io stesso il mio capo, questo è positivo. E’ un lavoro duro, le mie mani e il mio corpo sentono la fatica ma sono realista, ho 45 anni e ho una famiglia a cui provvedere, non posso pensare di stare in tour lontano da casa dieci mesi all’anno. Tutto quello che viene in più come musicista rispetto al mio lavoro standard è bello e gratificante.

Il vostro ultimo disco “Distant Is The Sun” è del 2014. State lavorando a qualcosa di nuovo?

Sì, il nuovo album è già stato scritto e attualmente siamo in studio (non sempre, quando siamo disponibili) per registrare. Abbiamo già fatto la chitarra ritmica e la batteria, stiamo provvedendo alle orchestrazioni, ho anche un piccolo studio in casa e faccio qualcosa anche lì.
Pensiamo di farlo uscire per la seconda metà del 2017, lo considero un disco in tipico stile Vanishing Point, con qualche piccola parte più heavy del solito ma complessivamente molto melodico.

Che piani avete per il futuro? E’ in previsione un ritorno in Europa?

Ci piacerebbe davvero tanto, la cosa non è da escludere, cercheremo di accodarci a qualche tour e se ci sarà modo di avere un supporto economico da parte dei nostri sponsor può darsi che questo desiderio si avveri.
Se dovesse accadere sarebbe bello, se non dovesse accadere sappiate comunque che noi ci abbiamo messo tutto il nostro impegno! Oltre che le date in Australia, abbiamo suonato negli scorsi anni anche in Giappone e negli Stati Uniti con costi interamente a nostro carico. In quei casi si può fare, ma l’Europa è davvero troppo lontana e costosa per noi. Speriamo che il nostro nuovo album venda tantissimo in Europa così da dare una bella spinta ai promoter interessati, quindi compratelo e supportateci anche voi che state leggendo, ahah!

Com’è la scena metal dalle vostre parti? Sono più le band moderne legate al metalcore o resiste ancora qualcosa di heavy classico?

Un po’ di tutto, abbiamo delle band death metal, metalcore, progressive, thrash, melodic metal, ecc.ecc. la scena è in salute, ci sono anche tante autoproduzioni, quindi non ci lamentiamo!

Una curiosità: il vostro cantante (Silvio Massaro) è di origine italiane? Che ricordi avete dell’Italia nel corso dei vostri tour?

Silvio è nato in Australia, ma da una coppia di genitori al 100% italiani, mi pare anzi che nel corso di quella famosa data di Cesena abbia presentato la band proprio in italiano!
Anche per questo motivo l’Italia occupa un posto d’onore nelle nostre preferenze, anche perchè nel vostro Paese abbiamo molti fans che ci scrivono. Ci siamo sempre trovati bene da voi e incrociamo le dita sperando di tornarci nel prossimo futuro!

L’intervista è finita, grazie per il tempo che ci avete dedicato! A voi l’ultima parola e speriamo di potervi rivedere presto in Europa!

Grazie a voi ragazzi, apprezziamo molto l’interesse che avete avuto per noi Vanishing Point. E’ stato un piacere rispondere alle domande, che abbiamo trovato divertenti e diverse dal solito. Grazie davvero per il supporto a tutti voi e a tutti i lettori. Speriamo di incontrarci presto in Italia, non dimenticate di venire a salutarci, per noi sarà un piacere stare assieme a voi!

Sito ufficiale: http://www.vanishing-point.com.au
Facebook: https://www.facebook.com/vanishingpointaustralia
Etichetta AFM Records – http://www.afm-records.de

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