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Colony Open Air (Roberto Rosa)

Pubblicato il 5/06/2017 da in Interviste | 0 commenti


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Manca un mese e mezzo alla prima edizione del Colony Open Air, festival estivo organizzato dallo staff del Circolo Colony di Brescia, un locale che è diventato negli ultimi anni un punto di riferimento per tutti i metallari del Nord Italia. Sono tanti i gruppi presenti in questa prima edizione e di caratura mondiale.
Anche noi dobbiamo essere presenti in tanti per supportare Roberto Rosa – creatore del festival – e tutto il suo staff. Abbiamo torchiato Roberto a dovere chiedendogli dettagli, precisazioni e curiosità di quello che vuole essere un festival fatto da metallari per i metallari.
A voi l’intervista, non prendete impegni per il 22 e 23 luglio prossimi e ci vediamo al Colony Open Air! Noi ci saremo!

Sabato 22 Luglio
Kreator
Sacred Reich
Exciter
Wintersun
Loudness
Demolition Hammer
Asphyx
Hell
Skanners
In.Si.Dia

Domenica 23 Luglio
Morbid Angel
Marduk
Belphegor
MGLA
Death Angel
ABSU
Beheaded
Carach Angren
Antropofagus
Nordjevel
Hideous Divinity
Deceptionist
Kaiserreich

Ciao Roby! Bentornato fra noi, ci eravamo già sentiti l’anno scorso con un’intervista relativa alla programmazione del tuo Circolo Colony. Quest’anno hai deciso di fare le cose in grande con un Open Air estivo. Come ti è venuta quest’idea e quanto tempo ci hai messo ad organizzarla?

Ciao a voi! L’idea mi è venuta l’anno scorso quando sono andato al Fosch Fest. Per vari motivi il Fosch Fest lo scorso anno ha avuto dei problemi, così mi sono detto “beh, potremmo provare noi” e abbiamo cominciato già il lunedì successivo a parlare con le agenzie e a pensare alle band.
La cosa è nata lentamente, è stata lunga, abbiamo cercato la location, poi comunque come puoi immaginare le band non ti dicono di sì subito, ma magari dopo 6-7 mesi perchè cambiano idea, modificano le richieste. E’ normale che le band che fanno questo per lavoro possano cambiare idea se un festival più grosso le contatta o semplicemente provino ad alzare un po’ il cachet. Tutto normale, ovviamente, come detto è il loro lavoro. Con altri gruppi invece si può parlare di rapporti di amicizia ed ecco che con Marduk e Belphegor, tanto per citarne due, c’è stato un contatto diretto.

Ricollegandoci a questo discorso, quest’anno il Fosch Fest non si farà. Ti senti in qualche modo chiamato in causa per questo annullamento?

Assolutamente no. Se avessi voluto fare le scarpe al Fosch Fest avrei potuto provare a farlo anni fa, ma non è mai stata mia intenzione quella di buttarmi nell’organizzazione di un festival estivo. Tra gli addetti ai lavori si sapeva già dall’anno scorso che per il 2017 il Fosch non avrebbe avuto più a disposizione l’area di Bagnatica. Conseguentemente a questo mi sono detto “beh, se loro non sanno dove farlo allora proviamoci noi”.
Quando si è parlato delle prime cose loro erano ben presenti, tante voci addirittura avevano cominciato a circolare al Fosch dell’anno scorso, dove c’ero anche io. Le cose purtroppo non stavano andando per il verso giusto e giravano tante voci, si diceva che io avrei organizzato il Fosch Fest del 2017, che loro avrebbero chiesto una serata di spazio alla festa di Radio Onda D’Urto, che avremmo collaborato per un nuovo festival, tante voci e molto distorte. Io so solo che tanti ragazzi, in quei giorni un po’ confusi, sono venuti da me chiedendomi di organizzare un festival estivo. La cosa, unita alle problematiche che c’erano (in primis la ricerca di una nuova location) ha fatto sì che sia entrato in gioco io. Ma ripeto, non mi sento responsabile per l’annullamento.
Forse le cause sono altre, il Fosch è nato come festival folk ma mi pare che bene o male il filone si sia esaurito, le band grosse sono sempre quelle, hanno provato ad uscire un po’ dal contesto ma probabilmente la cosa non ha funzionato.

Purtroppo è arrivata la notizia del ridimensionamento del Circolo Colony a partire da settembre prossimo, come mai?

Il ridimensionamento è solo su alcuni eventi, quelli grossi continueremo a farli, abbiamo già annunciato i SOEN e i Thy Art Is Murder, ce ne sono ancora altri ma per motivi tecnici non posso annunciarli.
Purtroppo tanti eventi di medio costo non coprono le spese e mantenendo questi alla fine danneggiamo anche gli altri. Ci sono eventi che non coinvolgono nomi grossi ma che hanno ugualmente costi fissi come il tour bus, il fonico, la SIAE e non possiamo gestirli andando sempre in perdita. L’idea quindi è quella di ridurre la superficie del Colony e creare due situazioni, per non avere l’immagine triste della band che suona su un palco grande davanti a 20 persone. Creeremo quindi una zona piccola per i gruppi piccoli con l’intenzione di avere un locale polivalente.

Ed eccoci a parlare nei dettagli dell’Open Air: Kreator, Sacred Reich, Wintersun, Exciter, Loudness, Morbid Angel, Marduk, Belphegor, MGLA, Death Angel, ABSU, Beheaded, Carach Angren, ecc.ecc.ecc.
Quali sono i gruppi che ti fanno sentire più orgoglioso di questo festival, magari non dal punto di vista dell’importanza o della posizione nel bill?

Beh, tralasciando gli headliners sono molto felice di poter proporre i polacchi MGLA, una vera chicca per i black metallers. Sono molto orgoglioso anche dei Loudness, siamo riusciti a portarli in Italia per la prima volta nel 2015 dopo 35 anni e poterli riavere al festival è una grande soddisfazione!
Poi ci sono i Kreator, che non avremmo potuto fare al Colony per motivi di capienza, poi ancora Wintersun e i Marduk, che sono ormai di casa. Non nascondo che mi sarebbe piaciuto averne un altro paio ma non ce l’abbiamo fatta.
Tieni conto anche di una cosa molto importante: non appena abbiamo cominciato a contattare le varie agenzie, abbiamo tenuto a specificare una cosa, cioè che il festival doveva avere una “dimensione Colony”. Il Colony ha una certa immagine che si è fatta nel corso degli anni, il festival è nato per portare quest’immagine all’aperto e in un posto più grande.
Ho cercato di mantenere la nostra identità con nomi più grossi che non avrebbero potuto esibirsi in un locale come il nostro, ma comunque con band importanti ma non “di moda”.
Mi auguro inoltre che questo nostro Open Air possa richiamare gente dall’estero o che trovi una sua formula che venga adottata all’estero. A memoria io mi ricordo solo l’Evolution Fest e il Tradate Iron Fest nati come eventi di media grandezza in Italia da un bel po’ di anni a questa parte.
Io ho già una certa età e per farti un esempio il Wacken lo ritengo davvero troppo affollato, per me non ha senso vedermi una band a 500 metri di distanza, il Colony Open Air non deve essere un festival “di moda”.

A proposito di moda, molti si lamentano per la mancanza del Gods Of Metal o del Sonisphere. Festival come questo, pur con gruppi notevoli, faticano a convincere il metallaro medio che sembra fidarsi di un “brand” (pur arrivando a lamentarsi per il fatto che vengono chiamati sempre gli stessi gruppi). Come mai secondo te non siamo mai contenti?

Guarda, la cosa è imbarazzante, se chiami sempre gli stessi gruppi alcuni si lamentano della mancanza di varietà, se al contrario provi a chiamare le novità altri si lamentano perchè non ci sono i nomi grossi.
Ti faccio un esempio fresco fresco: i Sacred Reich, li ho annunciati pochi giorni fa a chiusura del bill. Hanno fatto un solo live in Italia in tutta la loro carriera, mi sono sembrati un bel gruppo da affiancare a Kreator ed Exciter, invece ho sentito lamentele perchè non sono abbastanza famosi. Se avessi annunciato che so, Testament o Saxon avrei sentito chi si lamentava perchè girano sempre gli stessi gruppi. Insomma, ognuno ha i suoi gusti ma mi sembra che manchi un po’ di coerenza.
Il Gods Of Metal come dici tu era un brand, era una moda, come dicevo sopra certe situazioni a una certa età non riesco a farle. E’ vero, con 200 euro ti vedi 150 gruppi, ma come? In piedi, correndo da uno stage all’altro a 200 metri dal palco? Poi per carità, c’è a chi piace far parte di questa tipologia di eventi perchè li vede come una grande festa.
Io apprezzo le cose più intime e sono felice quando sento che il Colony piace perchè offre un modo diverso di vivere la musica. Tanti vengono al Colony perchè hai la band a un metro, non offriamo una struttura enorme, però d’altra parte se dalla transenna allunghi la mano il cantante te la dà e questo secondo me è molto bello.

Siamo davvero vicini al sold out?

No, siamo lontanissimi, purtroppo non scopriamo l’acqua calda, siamo in Italia e per tradizione siamo un Paese dove le prevendite non vanno, la gente teme di non riuscire ad andare e prende il biglietto direttamente in giornata.
Pensavamo di avere più biglietti venduti in prevendita, oltretutto paghiamo lo scotto dell’anno zero e magari c’è qualche timore da parte dei metallari.
Io sono comunque fiducioso, il festival verrà sicuramente bene, negli ultimi 15 giorni poi le cose si sono mosse. Purtroppo la prevendita è fondamentale, perchè prima di tutto le band hanno degli anticipi e si pagano con i soldi delle prevendite, inoltre quello è il classico numero che le agenzie ti chiedono ogni settimana e certi annullamenti di concerti negli ultimi anni quasi all’ultimo (non al Colony) sono stati dovuti anche alle scarsissime prevendite. In Italia funziona così, poi magari ci sono migliaia di persone il giorno del concerto e tutti prendono il biglietto quel giorno, speriamo, ahah!

Cosa troveremo al festival, oltre alle band? Zone d’ombra? Erba? Aree relax? Due palchi? Birra?

Stiamo definendo tutto adesso, è notizia freschissima quella dello spostamento dall’autodromo di Castrezzato a Capriolo. Lo spostamento è di pochi chilometri ed è avvenuto per motivi che non sto a spiegare, ma in primis perchè mi è venuto in mente un Gods Of Metal sull’asfalto e ho deciso di spostare il festival sull’erba. Saremo in un luogo che non ha un nome preciso, quindi sarà d’ora in poi la nostra “Colony Arena”, ahah!
La nuova location è facilmente raggiungibile perchè siamo a 100 metri dal casello di Palazzolo (sulla autostrada A4).
Avremo due palchi, i gruppi non suoneranno in contemporanea, ma ci saranno cinque minuti di silenzio tra la band che smette su un palco e quella che comincia sull’altro.
Ci sarà un servizio di ristorazione con prodotti tipici (stiamo definendo con associazioni locali), quindi ci auguriamo di avere non solo i classici panini con la salamella, ma anche i casoncelli. Per chi ha sete avremo diversi birrifici, ognuno con almeno tre diverse tipologie di birra (alcuni fino a sei). Avremo una zona per il campeggio gratuita, bagni, possibilità di doccia, parcheggi e collegamenti con la stazione di Rovato (sono gli stessi collegamenti che erano previsti per l’autodromo, semplicemente spostati di qualche chilometro).
Ci saranno stand di dischi e mercatini, avremo diverse etichette ad esporre, sicuramente la My Graveyard e la Punishment 18 Records.
Insomma, vogliamo che i concerti piacciano, ma ci teniamo anche al contorno 😉

Saranno previsti meet and greet?

Non ti posso ancora rispondere, purtroppo. Non lo sappiamo ancora perchè tante band voleranno, quindi bisogna capire quando arrivano, a che ora, se hanno tempo, ecc. Sicuramente qualcosa si farà e vorremmo organizzarla, ma le ufficialità arriveranno tra un mesetto. Conoscendo personalmente alcune band penso proprio che si fermeranno e staranno con la gente.

C’è un gruppo che ti è sfuggito per poco e che sarà il primo sulla lista per l’anno prossimo?

Non posso fare nomi, ahah! Alcuni ci sono sfuggiti anche se c’erano dei preaccordi firmati, alla fine altri festival hanno offerto di più. Abbiamo avuto un paio di richieste esorbitanti, roba da 100mila euro solo di cachet (e tieni conto che alcune band vengono con tir interi di scenografie con relativi pagamenti aggiuntivi). Allora un conto è se tu gestisci qualcosa di enorme come l’Hellfest, dove con le prevendite e con le aspettative sai che avrai un ritorno buono anno dopo anno. Per noi è l’anno zero, con questo nostro Open Air gettiamo delle basi, poi sarà il pubblico con la sua presenza o meno a farci capire se si può alzare il tiro. Non veniamo da 10 anni di festival estivi, è il primo e non nascondo che il rischio è alto.

Vuoi dire qualcosa a chi si lamenta per il prezzo del biglietto?

Purtroppo le cose costano, inutile girarci attorno. Se solo uno sapesse PRIMA quanti costi ci sono dietro all’organizzazione dei concerti smetterebbe subito di farli.
Il prezzo del biglietto è generato da una semplice divisione tra tutti i costi e la teorica affluenza. Parlo di festival, perchè per quanto riguarda i tour la maggior parte delle volte il prezzo è imposto dalle agenzie.
So che i soldi per il biglietto non sono pochi, però ti faccio qualche esempio: il parterre dei Metallica costa 92 euro e magari li abbiamo visti tutti 30 volte. In media un concerto metal “normale” (headliner + uno o due gruppi spalla) fuori dal Colony è sui 30 euro.
Noi abbiamo cercato di mantenerlo basso, ma abbiamo 24 band, due palchi, tanta permessistica, ci vuole un progetto di un ingegnere, un impianto elettrico approvato, c’è tutta la gestione della sicurezza legata ai palchi.
Quest’anno il prezzo è 50 euro per un giorno e 90 per l’abbonamento e io stimo 5000 persone di affluenza. Poi magari ne vengono di più e si può partire con un discorso diverso che mi possa permettere anche di abbassare il prezzo per l’anno prossimo.
Come dicevo sopra è dai tempi dell’Evolution o del Tradate che c’è un festival metal veramente metal, non mainstream, con una situazione diversa dal solito. E’ fatto per i metallari che questa musica la ascoltano e sopratutto la vivono. Per questo non mi aspetto diecimila persone, ma la metà sì, visti i nomi.
Ho sentito lamentele ultimamente anche sui diritti di prevendita, ma che ci posso fare? Per sei mesi abbiamo venduto i biglietti sul sito senza ricarichi, è chiaro che si comprava “a scatola chiusa”, dopodichè i biglietti passano sui canali ufficiali (Ticketone, Mailticket, ecc.) perchè le band viaggiano su quei canali.
Noi abbiamo anche il 15% per noi sulla cifra della prevendita, abbiamo rinunciato anche ad una parte di quel 15% per tenere il biglietto più basso, ma più di così non ho saputo fare. E mi dispiace, perchè sono consapevole del fatto che sono tanti soldi.

L’intervista è finita, Roby. Grazie a te per la disponibilità, l’ultima parola è la tua!

Spero di vedere tanta gente, perchè abbiamo cercato di creare un festival diverso dal solito e nato anche per aiutare economicamente il Colony. Eventuali utili infatti andranno al locale per permetterci di continuare l’attività metal in tutte le sue forme in modo da darci la possibilità di fornire altri eventi. Vogliamo creare una sinergia con coloro che verranno al concerto, sicuramente faremo qualche errore, è la prima edizione e qualcosa non funzionerà a dovere, ma posso assicurare che nessun (eventuale) disagio sarà fatto volontariamente.
Noi ce la stiamo mettendo tutta, speriamo che la gente ci venga dietro e che, come si è creato un giro al Colony, si possa creare in futuro anche all’Open Air.
Con una buona risposta potremmo diventare un punto di riferimento per il metal nel Nord Italia, altrimenti il futuro è quello di tutti gli altri locali, che per tenere in piedi tutto fanno una serata di concerto e quattro di discoteca..
L’appuntamento è per sabato 22 e domenica 23 luglio, venite e sicuramente vi divertirete!

Sito ufficiale Colony Open Air: http://www.colonyopenair.com
Facebook Colony Open Air: https://www.facebook.com/colony.openair
Evento Facebook del Festival: https://www.facebook.com/events/278302002550374

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