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18/05/2017 : Napalm Death + Brujeria + guest (Bologna)

Pubblicato il 13/06/2017 da in Live report | 0 commenti


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18/05/2017 : Napalm Death, Brujeria, Powertrip, Lock Up (Zona Roveri, Bologna)

Kermesse vietata ai deboli di cuore quella di stasera, tutta dedicata al metal estremo, tra grind, death metal e thrash-core.

Il pubblico è ancora esiguo, ma i Lock Up fanno la loro comparsa sul palco: Kevin Sharp (ugola dei Brutal Truth) è il terzo vocalist in seno a questo supergruppo, che oggi comprende, oltre alla storica sezione ritmica formata da Shane Embury e Nick Barker (ex Cradle Of Filth, Dimmu Borgir, Testament…) anche il chitarrista cileno Anton Reisenegger.  Il quartetto suona potente e compatto, supportato da una resa sonora niente male (contando il genere proposto e il fatto di essere la band apripista) e da un pubblico già piuttosto caldo. Kevin Sharp, scalzo, si muove sul palco da navigato frontman, mimando un mitragliatore nelle parti in blast-beat e sfoggiando una buona capacità vocale. Questo ottimo antipasto comprende brani tratti da tutti e quattro gli album della band, privilegiando il secondo “Hate Breed Suffering” tramite ottimi brani come “Feeding The Opiate “ e “Detestation”, schegge di brutale death-metal dotato di piacevoli riff assassini. Da segnalare Kevin  Sharp, che, subito dopo l’ottima esibizione, si è recato dietro il banchetto del merchandising restandoci per tutta la durata della kermesse, dispensando foto, autografi e strette di mano: mito assoluto! Per quanto mi riguarda, i migliori della serata.

Veloce cambio di palco e giunge l’ora per gli statunitensi Power Trip, un po’ la mosca bianca della serata, sia per il genere proposto,tra crossover-thrash ottantiano e hardcore e riff à la Obituary, sia per il fatto di essere l’unica band a non avere Shane Embury al basso. Il frontman Riley Gale invoca in più di un’occasione il mosh e il pubblico più oltranzista obbedisce, anche se i brani della band prevedono frequenti rallentamenti. Buona la prova dei due chitarristi, così come quella della sezione ritmica (anche se il batterista sembra piuttosto scazzato) e la band convince pienamente nella riproposizione live di una manciata di brani tratti dai loro due album. Promettenti.

Attesi da molti e coi volti (mal)celati dietro a bandane da veri bandidos messicani, fanno il loro ingresso i Brujeria, praticamente i Lock Up con due vocalist, Juan Brujo ed El Sangron al posto di Sharp. Questa band rappresenta un divertissement da quasi trent’anni per alcuni tra i più noti musicisti della scena estrema mondiale: nella band è transitata gente come Jeff Walker dei Carcass, Bill Gould dei Faith No More, Dino Cazares dei Fear Factory, l’ex Dead Kennedys Jello Biafra, il batterista Tony “Prezzemolino” Laureano, Patrick Jensen dei The Haunted e tanti altri, il tutto all’insegna del narcotraffico, della glorificazione della “raza” e della violenza fine a sé stessa.
Il gruppo rappresenta il momento più divertente della serata, tra esaltazione delle droghe (leggere e pesanti), esibizione di machete e pesanti sfottò a personaggi come Trump (“Viva El Presidente Trump”) o Castro (“Anti-Castro”).
Dopo il primo album e parte del secondo, la band musicalmente si è un po’ persa, mitigando il lato più grind in favore di banali riff più vicini al nu-metal: dal vivo risulta convincente in virtù della sana follia dei due vocalist che, rigorosamente in spagnolo, incitano e scherzano col pubblico, mostrando una mimica spassosa e coinvolgente.
Dopo la mitica “Matando Güeros”, dal primo album, il gran finale è lasciato in mano ai due soli vocalist, che, partita la base della famigerata “Macarena”, si lanciano nella loro personale reinterpretazione, l’esilarante“Marijuana”.
Metal, drogas, satanismo y machetes!

Setlist Brujeria:

Brujerizmo
Colas De rata
La Migra
Hechando Cingasos
Viva El Presidente Trump
666
Angel De La Frontera
Satongo
Desperado
Anti-Castro
Marcha De Odio
Revolución
Consejos Narcos
El Desmadre
Matando Güeros
Marijuana

Last but not least, alla guida del carrozzone estremo troviamo loro, gli immarcescibili Napalm Death, in giro, seppur con una formazione completamente diversa da quella odierna, dal lontano 1981.
I padri indiscussi del grind-core (termine che fu coniato proprio dal loro secondo batterista, Mick Harris) possono contare sulla terremotante sezione ritmica dell’ormai storico tandem Herrera/Embury, (quest’ultimo oggi per la terza volta sul palco!) e sugli psicopatici balletti del frontman Barney, che tra un brano e l’altro sfoggia doti da oratore.
La partenza dello show è incentrata su brani storici tratti del secondo album “From Enslavement To Obliteration” (correva il 1987), per poi ad andare a pescare dagli ultimi lavori e, naturalmente, dal primo seminale “Scum”, dal quale vengono estrapolate la viscerale title-track, la feroce “The Kill” e, naturalmente, la fulminante “You Suffer”, accolta da un boato del pubblico.
Viene dato spazio anche ai brani più noisy (sullo stile dei fondamentali Swans), così a quelli degli ultimi album e, come di consuetudine, a una manciata di cover, tra cui quella del classico dei Dead Kennedys “Nazi Punks Fuck Off”. Terremotanti e brutali come sempre.

Setlist Napalm Death:

Apex Predator – Easy Meat (Intro)
Evolved As One
It’s A M.A.N.S World!
Necessary Evil
Smash A Single Digit
Stunt Your Growth
When All Is Said And Done
Stubborn Stains
Scum
The Kill
Deceiver
You Suffer
From The Enslavement To Obliteration
The Code Is Red…Long Live The Code
Twist The Knife
Quarantined
Dear Slum Landlord…
Christening Of The Blind
How The Years Condemned
Suffer The Children
If The Truth Be Known
Face Down In The Dirt (Offenders Cover)
Hate, Fear & Power (Hirax Cover)
Nazi Punks Fuck Off (Dead Kennedys Cover)
Adversarial /Copulating Snakes

Terminato questo massacro sonoro, mi compero una maglietta dei Brujeria come souvenir per 15 miseri euro e ritorno a casa a far riposare i miei malandati padiglioni auricolari con un po’ di smooth-jazz.

Au revoir!

Di seguito altre foto della serata, tutte realizzate dal nostro Luca “Corpsefucking” Driol.

Lock Up:

Power Trip:

Brujeria:

Napalm Death:

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