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28/06/2017 : Queensrÿche + guest (Bologna)

Pubblicato il 20/07/2017 da in Live report | 2 commenti


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28/06/2017 : Queensrÿche, Methodica, Neverhush, Setanera (Zona Roveri Music Factory – Bologna)

Ghiotta occasione per vedere live una delle band più interessanti del panorama metal degli ultimi 35 anni, seppur in formazione “mutilata”.

Setanera

Ad aprire la serata, di fronte a un pubblico non certo numeroso, spetta ai romani Setanera, formazione già attiva da diversi anni che propone un metal moderno affine agli Evanescence, alternando cantato in inglese e in italiano. La band, che può contare sulla presenza dell’avvenente frontwoman Valentina Bucci, è autrice di una buona performance, energica e precisa.

Neverhush

I romani lasciano il palco ad un’altra band capitolina, i Neverhush, quartetto di modern hard-rock caratterizzato da eccellenti riff, una buona tecnica strumentale e dal ruvido cantato in italiano del singer e chitarrista Guido Brunetti. Esibizione muscolare e convincente, ma la cover di “Highway To Hell” si poteva anche evitare.

Methodica

I Methodica sono ormai dei veterani del prog-metal italiano, con diversi album all’attivo e un’esperienza ventennale che permette loro di calcare il palco con disinvoltura e proporre al meglio il loro genere, che spesso cerca di allontanarsi dai classici modelli à la Dream Theater. Una buona vena melodica e un’ottima tecnica individuale permettono alla band di dare vita a uno show decisamente riuscito, lasciando il palco a un gruppo di importanza colossale per il genere in questione.

Queensryche

L’assenza di Scott Rockenfield dietro i tamburi riduce i Queensrÿche quasi al rango di cover band, coi soli Wilton e Jackson a rappresentare la formazione storica, ma il quintetto statunitense confeziona comunque uno show coi fiocchi. Todd La Torre ha in dote una voce incredibile (ricordiamo che per tre anni è stato anche il frontman dei Crimson Glory, sostituendo il defunto Midnight), sfoggiando un’ottima presenza scenica e riuscendo nel difficile compito di non far rimpiangere un vocalist del calibro di Geoff Tate, probabilmente uno dei migliori di tutta la scena metal.
La band, a parte l’iniziale “Guardian”, tratta dall’ultimo album in studio, piazza in scaletta solo brani tratti dai primi cinque album, tra i quali si distingue, po’ a sorpresa, la meravigliosa “Damaged” dal fenomenale “Promised Land”. Le prime note di “Best I Can” e “I Don’t Believe In Love” danno origine a un boato di approvazione da parte del pubblico, l’esecuzione di “Silent Lucidity” è da brividi e “Queen Of The Reich” mantiene inalterato il fascino del pioneristico prog-metal grazie anche a un La Torre sempre convincente.
Per quanto concerne la sezione ritmica, il veterano Eddie Jackson risulta un bassista dotato di un gusto sopraffino, mentre la prova di Casey Grillo dei Kamelot alla batteria, pur non raggiungendo la classe di Rockenfield, risulta comunque buona, seppur sin troppo “quadrata”.
Le chitarre di Michael Wilton e  del trentenne Parker Lundgren lavorano che è un piacere, scambiandosi riff e assoli, ma il vero mattatore rimane La Torre, singer veramente eccellente sotto tutti gli aspetti.
La vetusta “Take Hold Of The Flame” chiude lo show, ma nei bis la band sfodera “Revolution Calling”, l’ipnotica e futuristica “Screaming In Digital” ed “Eyes Of A Stranger”, che va chiudere un concerto straordinario, in barba a un pubblico veramente troppo  esiguo per una band del genere.

Setlist Queensrÿche:

Guardian
Operation: Mindcrime
Best I Can
Damaged
The Killing Words
The Mission
Silent Lucidity
I Don’t Believe In Love
Empire
Queen Of The Reich
Jet City Woman
Take Hold Of The Flame
Anarchy-X
Revolution Calling
Screaming In Digital
Eyes Of A Stranger

Di seguito altre foto della serata, tutte realizzate dal nostro Luca “Gruesome” Driol:

Neverhush

Methodica

Methodica

Methodica

Queensryche

Queensryche

Queensryche

Queensryche

  1. Stefano says:

    Grazie per la bella recensione è per le belle parole spese nei nostri riguardi. Volevo solo puntualizzare che “Autostrada per l’Inferno”, titolo a parte, non ha nulla a che fare col famoso pezzo degli AC/DC, non era una cover riuscita male, ma proprio un altro pezzo! 🙂
    Stefano (Neverhush)

  2. Metauro Trebisonda says:

    Troppi concerti e troppo lavoro…mi ero segnato “Autostrada per l’inferno” e quando sono andato a fare il report pensavo aveste suonato la cover degli AC/DC: mi scuso per il refuso (che fa anche rima) e per l’alzheimer galoppante! Ciao

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