14/02/2018 : Metallica – Casalecchio Di Reno (BO)


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14/02/2018 : Metallica – Unipol Arena – Casalecchio Di Reno (BO)

Chi di voi segue da tempo il sito e legge i nostri report sa che solitamente cerco di essere il più “professionale” possibile nel raccontare ma probabilmente come la maggior parte dei reporter presenti all’ultima data del tour italiano dei Metallica, riporto questa esperienza come un’adolescente accanita che ha visto i suoi idoli.
A posteriori avrei voluto chiedere al management i motivi della scelta di una location come l’Unipol Arena rispetto ai soliti grandi nomi milanesi e romani, più come curiosità che in senso critico, rimango pur sempre grata per questa scelta che ha dato la possibilità a molte persone del centro Italia di vedere i Metallica dal vivo almeno una volta. E non solo italiani erano presenti all’ evento ma tanti stranieri: arrivata alle ore 19 dopo essere sopravvissuta alla tangenziale bolognese, mi sono avvicinata alla persone in fila per ritirare il biglietto e ho sentito parlare anche russi, rumeni e inglesi. Divertente è stato vedere come le persone erano così emozionate di avere quell’agognato biglietto in mano, da fare la fila nell’ordine alfabetico sbagliato.

Kvelertak

Entrata con comodo dentro l’arena, la location era quasi al completo ma non ho mai avuto l’impressione fosse al massimo della capienza, infatti mi sono sempre spostata tranquillamente da un lato all’altro del parterre. In quel preciso momento erano in chiusura il gruppo di supporto: i norvegesi Kvelertak. Assolutamente impassibile dall’essermeli persi, posso dire per onor di cronaca che la band si è formata nel 2006 e offre un un mix tra death’n roll, black e influenze hardcore punk. Questo sound particolare ha permesso alla band di conquistare un posto di rilievo nel panorama mondiale aprendo a gruppi come Slayer, Gojira e appunto Metallica.

Partiamo dal presupposto che potrei considerarmi una fan conservatrice dei Metallica anche se il mio ascolto della band losangelina si ferma a “Garage Inc.” rispetto a molti che li hanno abbandonati dopo il “Black Album”. Guardandomi intorno e vedendo in lontananza dei maxi schermi e in alto dei “cubi proiettori” ho immaginato che a una nana come me venisse risparmiata la visione in punta di piedi del concerto ma forse è andata a dir poco meglio per lo spettacolo offerto.
Intorno alle 21.15 infatti i cubi hanno visualizzato una scena del “Il buono, il brutto e il cattivo” di Sergio Leone con sottofondo musicale “The Ecstasy Of Gold” di Ennio Morricone. Questo momento musicale ha lasciato lo spazio all’ingresso trionfale dei nostri Four Horseman e l’inizio di questa serata che è durata ben più di due ore. La band si è mostrata subito in forma, la scaletta ha spaziato giustamente da diversi brani di “Hardwired… To Self-Destruct” ai classici dei Metallica ed era chiaro osservando il pubblico presente che benché si gasasse sulle note dei nuovi brani, saliva l’adrenalina in attesa di ascoltare i must della formazione. Inoltre come ha detto anche James Hetfield la Metallica family si merita di ascoltare “old stuff”.
Durante il tempo a disposizione siamo passati quindi da brani come “Hardwired”, “Atlas, Rise!”, “Now That We’re Dead” comprensivo di assolo di batteria con tutti i membri della band a classiconi come “Seek & Destroy”, “For Whom The Bell Tolls” e “Master Of Puppets”.

Programma diverso rispetto alla serata di lunedì, una delizia per chi ha presenziato a entrambe le serate,  probabilmente migliore nella prima serata, peccato infatti non aver potuto sentire “Fade To Black”, “Creeping Death” ma soprattutto “Battery”.
Così come la scaletta ha spaziato le diverse “ere” del gruppo, Hetfield ha omaggiato la presenza di varie generazioni di fans presenti, in particolare le nuove leve (erano presenti anche bambini), ringraziando i genitori per l’educazione musicale.
Personalmente il momento più emozionante è stato sulle note di “One”, chiudere gli occhi e tornare un’adolescente che aspettava i programmi metal serali di Mtv per vedere il video e nel finale dai cubi sono apparse immagini di soldati d’epoca, molto suggestivo.
A livello scenico i Metallica hanno organizzato uno show a tutti gli effetti: sono rimasta totalmente affascinata dagli effettivi visivi con immagini di repertorio, caricature, fuochi di scena, droni e i giochi di luce di questi cubi in continuo movimento che ti paralizzavano a tal punto da non guardare il palco.
Anche in questa occasione non è mancato l’omaggio alla tradizione italiana da parte di Kirk Hammett e non capisco tutta questa polemica relativa all’aver proposto questi intermezzi musicali. Diciamo che mi sono stupita del fatto che, non essendo proprio dei giovincelli, non abbiano mai sospeso un attimo per una pausa quando questo intermezzo sarebbe stato ideale.
Comunque nel toto scommesse ha avuto la meglio “Caruso” di Lucio Dalla con breve accenno di sottofondo con “The Unforgiven” e relativo augurio di Buon San Valentino. Il momento romantico è proseguito poi con “Nothing Else Matters”  dove tutte le coppiette si sono abbracciate amorevolmente. Un po’ di rispetto per una single come me!
A questo punto arriva la pignoleria, i suoni: allora io non sono un fonico di professione ma di questa esperienza mi rimane qualche perplessità sull’amato Lars Ulrich mentre ho trovato gli altri membri impeccabili, un Hetfield e un Hammett alla grande così come Robert Trujillo pregevole in assolo, ho trovato invece un po’ fastidioso il suono metallico del tom della batteria e i piatti sembravano assenti. Volevano nascondere qualcosa, un Ulrich non proprio al massimo? Sinceramente non mi permetto di sentenziare, sono sottigliezze giusto se vogliamo trovare il pelo nell’ uovo, sta di fatto che questi a 50 anni spaccano ancora di brutto.

Tracklist:

Hardwired
Atlas, Rise!
Seek & Destroy
Of Wolf and Man
The Day That Never Comes
Now That We’re Dead
Confusion
For Whom The Bell Tolls
Halo on Fire (con Caruso di Lucio Dalla)
Whiskey in the Jar
Fuel
Moth Into Flame
Sad but True
One
Master of Puppets

Encore

Spit Out the Bone
Nothing Else Matters
Enter Sadman

Live report di Michela Olivieri, foto di Massimo “Max Moon” Incerti Guidotti. Di seguito altre foto della serata:

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