Immortal (Demonaz)

Pubblicato il 3/07/2018 da in Interviste | 1 commento


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Lo split con Abbath nel 2015 ha aperto uno squarcio tra fan e detrattori della band, e soprattutto ha lasciato al timone del gruppo Demonaz, che ha dovuto rimboccarsi le maniche tornando alla chitarra e sperimentando le parti vocali. Horgh alla batteria e Peter Tagtgren degli Hypocrysy/Pain al basso hanno aiutato a trasporre le composizioni del mastermind norvegese in questo album dal titolo “Northern Chaos Gods”. Siamo riusciti ad intercettare il chitarrista e compositore nordico, per capire cosa aspettarci dagli Immortal oggi.

“All Shall Fall” è uscito ormai nel 2009, poi c’è stato il DVD l’anno successivo, ma sono passati otto anni dall’ultimo disco. Come sono andate le cose in questo tempo e come avete affrontato lo split con Abbath?

In realtà abbiamo iniziato a scrivere il nuovo album con Abbath subito dopo “All Shall Fall”, ma in seguito il conflitto ci ha portati a dover rimescolare le carte e a dover ragionare su come portare avanti la musica degli Immortal. Non c’era ragione di fermarsi.

Come avete strutturato le composizioni in questo nuovo assetto? Quanto è stato diverso per te confrontarti in una situazione alternativa e dover tornare a suonare la chitarra dopo tanti anni e problemi?

Per la composizione non è cambiato niente. Ho raccolto le idee per i testi e lavorato sulla struttura dei pezzi. Ho scritto tutto io e penso che siamo riusciti a tirare fuori il miglior disco di sempre degli Immortal. Qualcosa è cambiato definitivamente nel 2003 quando sono nati i primi problemi. Ho deciso comunque di focalizzare tutto sulla musica e mi sono rifugiato nelle montagne per cercare ispirazione. Si lavora meglio nel silenzio, senza essere disturbati e senza grandi piani. Avevo bisogno di tirar fuori la passione e dopo aver scritto tre brani penso di essere stato in grado di capire che piega avrebbe preso tutto il disco. Non so come ci vedranno i fan da fuori, ma credimi c’è stato un duro lavoro. Nel 2015 abbiamo dovuto ricostruire tutto il disco che era praticamente pronto e abbiamo dovuto attendere che si liberasse lo studio per registrare. Sono passati otto anni, ma credo fosse necessario per uscire con un disco veramente all’altezza.

E come hai fatto con la voce? Come ti sei adattato ad andare al microfono e a sentire la tua voce?

Per me è stato tutto molto naturale. Fin dai primi tempi con gli Immortal mi sono confrontato con il microfono ed è venuto molto spontaneo e diretto.

“Northern Chaos Gods” è il titolo del nuovo disco. Cosa si nasconde tra questo titolo e i testi delle canzoni di questo album?

Ho come al solito inserito gli elementi naturali nella mia Blashyrkh. Così come il titolo del disco, nei testi viene rappresentato un concept non religioso e non politico, tutto legato alla natura alla quale mi ispiro. L’oscura natura, il freddo, le foreste cupe e tetre sono da sempre l’elemento che ha creato la magia per la musica degli Immortal. Assieme sono la nostra identità e la nostra unica arma.

Non ho potuto non notare Peter Tagtgren al basso. Avete giĂ  lavorato con lui in passato, ma come siete arrivati a questa collaborazione?

Decisamente è un’ottima opportunitĂ  lavorare con lui come produttore. Ci capisce benissimo e si è offerto lui di suonare il basso. Anche io l’ho suonato in pre-produzione. Mi è sembrata da subito una buona idea. Ha fatto un ottimo lavoro ed esattamente quello che mi aspettavo e sono stato molto felice di ascoltare le sue parti in tutto il disco. E’ un ottimo musicista e ha la chiave per capire la nostra musica. E’ eclettico e versatile in tutto e ammiro le sue band.

Quali problemi hanno portato invece alla fine della collaborazione con Apollyon?

Nessun problema. Apollyon è stato solo un guest e non un vero membro nella band. In seguito all’abbandono di Abbath mi sono semplicemente concentrato sul disco e la collaborazione con Peter è avvenuta spontaneamente senza nessun capriccio con Apollyon.

Se non mi sbaglio il vostro ultimo tour risale al 2013. Pensi che sarĂ  il momento di tornare sul palco? E con quale assetto?

Abbiamo avuto molto lavoro con la promozione del disco e le prime listening session. E’ stato importante concentrare tutte le forze sul disco e non voglio tornare sul palco velocemente per uno scarso risultato. Non so neanche se suonerò come chitarrista, ma stiamo cominciando a ragionare su cosa faremo per il discorso live.

La scena black metal sta piano piano scomparendo e non sono molti i nomi dei gruppi che porteranno avanti questo genere. Oltre alle vecchie glorie forse non c’è una vera e propria rivoluzione. Cosa ne pensi?

Posso parlare più che altro degli Immortal. La nostra musica è una sorta di combinazione di Celtic Frost e Bathory e abbiamo voluto mantenere la nostra ricetta senza altri esperimenti come orchestra, voci femminili, tastiere. Non vogliamo farlo. E’ difficile analizzare il black metal e gli altri gruppi possono fare quello che vogliono, ma per quanto riguarda noi resteremo così. La mia ispirazione parte da gruppi quali Bathory, Venom ed altre sonorità che mi hanno portato a scrivere questa musica. Il resto non ha a che vedere con me.

Dunque se ti chiedessi quali gruppi black metal vale ancora la pena di seguire?

Nessuno davvero. Molti sono cambiati e certamente va bene anche questo, ma io resto focalizzato sulla musica che ascoltavo venti anni fa. Ascolto ancora vinili di ciò che mi ha ispirato e non ho idoli. Difficile trovare ispirazione in un genere che praticamente abbiamo iniziato noi ed altri gruppi.

Come dicevamo prima siete sempre stati fuori da argomenti come religione e politica e hai deciso di chiuderti nel tuo regno inventato di Blashyrkh. Cosa pensi di questa scelta oggi e di chi invece nel Black Metal ha scelto altre tematiche?

Sono sempre stato interessato dai testi… ho sempre letto attentamente le parole di Slayer, Metallica, Manowar, Bathory… volevo aprire un contatto con la natura ed i suoi elementi. Ho sempre avuto uno stretto contatto con l’ambiente circostante, e così ho creato Blashyrkh per trasporre le emozioni e gli stati d’animo che sento dentro. La mia ispirazione è sempre stato il lato oscuro della natura.

Bene Demonaz… I nostri minuti a disposizione sono terminati purtroppo. Vuoi aggiungere altro che non si è detto o ringraziare i fan per il supporto?

Vorrei chiedervi di tenere alto l’interesse per gli Immortal. Spero che i fan comprendano la nostra situazione e continuino ad ascoltarci. Non abbiamo voluto fare un disco di routine, ma abbiamo tirato fuori il meglio e sofferto per cercare di fare qualcosa di veramente speciale. A volte senti l’esigenza di fermarti, ma non è ancora il nostro caso…

Sito ufficiale: http://www.immortalofficial.com/
Facebook: https://www.facebook.com/immortalofficial/
Etichetta Nuclear Blast – www.nuclear-blast.de

  1. Gian Luca says:

    Che dire.. Basta ascoltare i nuovi pezzi e le parole di Demonaz prendono vita.
    Sento sonoritĂ  di pure holocaust, battles in the North, ma anche sonoritĂ  recenti.
    Il tutto suonato magnificamente ed in chiave moderna, e di cui molti gruppi nuovi, soprattutto italiani, dovrebbero prendere esempio!
    Bisogna saper suonare ragazzi, non basta fare due urli per dire di essere in una band black metal!
    Top di gamma.

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