Built-In Obsolescence – Instar (2018)

Pubblicato il 5/12/2018 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Instar
Autore: Built-In Obsolescence
Genere: Post-Metal, Alternative Metal
Anno: 2018
Voto: 9

Visualizzazioni post:655

Il 2018 ha rappresentato l’anno del ritorno per i Built-In Obsolescence, band del riminese che già da tempo si era fatta notare per la sua reinterpretazione del nu-metal. Non solo hanno aggiunto un grosso tassello alla propria carriera, il qui presente album “Instar“, ma lo stesso si è guadagnato ben due edizioni, la prima autoprodotta e la seconda firmata MASD Records. La label infatti ci ha visto lungo e ha deciso di puntare sui BIO, garantendo a “Instar” una più efficace distribuzione e l’attenzione che merita. La ristampa rimane comunque totalmente fedele al lavoro originale, anche per quanto riguarda la suggestiva grafica realizzata da Alexios, militante oltretutto nei Deadly Carnage, altra band della zona. Bella vita abbiamo in Romagna, eh?
Fatte le dovute premesse, utili anche a contestualizzare l’habitat di “Instar”, parliamo del punto forte: la musica, gli undici pezzi che compongono questo concept. I brani sono infatti legati da un fil rouge che se a un occhio (o orecchio) superficiale può sembrare abbastanza intuitivo, in realtà nasconde molto di più. Le lyrics rimangono volutamente vaghe, forse anche per lasciare la possibilità di attribuire ad ognuno la propria interpretazione.
Cosa è cambiato da “ABEL”, il predecessore di cui a suo tempo abbiamo parlato anche qui?
Tanto. Innanzitutto, se prima l’estrazione era tipicamente nu-metal, oggi il lavoro dei ragazzi può essere annoverato a tutti gli effetti in ciò che si definisce “post-metal”. Rimangono quindi i suoni pesanti, granitici, che si abbattono sull’ascoltatore come una frana da cui è impossibile fuggire. L’urgenza della distruzione è stata però domata e incanalata per proporre una soluzione musicale differente, ove trovano spazio tanti stralci lenti, riflessivi, atmo come si suol dire. Possiamo riscontrare questa dualità anche nel cantato, che a volte è pulito e sognante e, più spesso, urlato e rabbioso: in entrambi gli esercizi, il vocalist se la cava alla grande.
A tutti questi elementi aggiungete una produzione eccellente, pulita quanto basta a godersi ogni dettaglio del lavoro ed eccovi servite canzoni che vi colpiranno in profondità, come “Dance Of Falling Leaves”, posta in apertura, “Project: Almaz” o “Shara”. Mentre “Sine Requie”, il cui orrorifico riferimento è chiaro ai più, è l’unico brano decontestualizzato dal concept e anche l’unico non in inglese.
I Built-In Obsolescence, che stanno già portando il nuovo lavoro in giro per concerti, partiranno presto per un tour che toccherà diverse zone: andate a vederli e ditemi se credereste mai che non siano ancora musicisti a tempo pieno!

Tracklist:

1. Dance Of Falling Leaves
2. Sine Requie
3. The Wave
4. Ground Launch Sequencer
5. Project: Almaz
6. Watching The Wake
7. Shara
8. Lashes
9. Biotronic
10. AD9878
11. Ecdysis

Line-up:

Paolo Sanchi – voce
Gianmarco Ciotti – chitarra
Alex Semprini – chitarra
Valerio Biagini – basso
Bruno Galli – batteria

Websites:

Pagina Facebook Ufficiale B.I.O.

Pagina Facebook MASD Records

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