Rhapsody Of Fire (Alex Staropoli e Roberto De Micheli)

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Il 13 marzo scorso, a Bologna, i Rhapsody Of Fire hanno concluso il loro tour di promozione al nuovo album “The Eighth Mountain”, il primo disco di inediti con il nuovo cantante Giacomo Voli. Il nostro coraggioso inviato Marco Fabbri ha sfidato orchi, draghi e persino un cambio location all’ultimo momento per incontrare Alex Staropoli e Roberto De Micheli cercando di carpire qualche segreto..

Ciao Alex e ciao Robi, bentornati sul nostro sito. Quella di oggi è l’ultima data del tour, come è andato?

Ciao a voi! Il tour è andato bene considerando che è partito il 21 febbraio, il giorno prima della release del disco quindi una data abbastanza particolare, praticamente in concomitanza con la sua uscita. La risposta dei fans è stata molto buona, sia per i brani vecchi sia per quelli nuovi e ora che è praticamente concluso devo dire che è stato davvero soddisfacente.

Il nuovo disco, “The Eighth Mountain”, è il primo disco di inediti con Giacomo Voli. Come ti sei trovato a lavorare con lui?

Con Giacomo in realtà avevamo già cominciato a lavorare perché lui aveva fatto i cori di “Into The Legend”. Poi quando Fabio Lione è andato via abbiamo subito pensato a Giacomo. E’ stato bello poter lavorare con lui su un nuovo disco di inediti. Noi abbiamo scritto la storia, lui ha scritto i testi, quindi si è già trovato a suo agio con quello. La produzione è stata abbastanza casalinga, non abbiamo usato un grosso studio, anzi, io ho tutto portatile, ci siamo trasferiti nello studio sotterraneo subito sotto al locale dove Giacomo insegna e lì abbiamo passato tre settimane senza fretta e senza pressioni, facendo le cose con calma. Io mi occupo delle linee di tutti gli strumenti, tastiere, basso e batteria, mentre Roberto De Micheli si occupa ovviamente di tutto ciò che concerne i riff di chitarre. Le linee melodiche poi a volte vanno modificate in base alla scrittura dei testi ma devo dire che Giacomo è stato molto bravo, ha rispettato gli input e alla fine siamo stati davvero soddisfatti.

Abbiamo letto che “The Eighth Mountain” è il primo capitolo di una nuova saga, la “The Nephilim’s Empire Saga”. Puoi raccontarci qualcosa di più in proposito?

La “Nephilim’s Empire Saga” è nata dopo averne discusso con gli altri, abbiamo pensato che ritornare ad una saga poteva essere una buona idea, sia perché la band storicamente aveva un percorso fatto anche di saghe, sia perché ci siamo resi conto che tanta, tanta gente al giorno d’oggi ha voglia di evadere un po’ dalla realtà. Il mondo del fantasy ti permette di farlo, una saga ti permette di tuffarti in un mondo che ti puoi “vestire” su misura in base a quello che leggi e a quello che ascolti, questo è anche il motivo per cui non diamo troppe informazioni su quello che è e su quello che sarà .
Con “The Eighth Mountain” abbiamo dato il via ad una saga dove la gente sa che c’è un eroe buono, sa che c’è un cattivo e sa che c’è un inizio che porterà ad uno sviluppo, però vogliamo anche che ognuno possa interpretare a suo modo questo essere un eroe e avere un cattivo con cui avere a che fare. Più che sulla storia in sé, vorrei soffermarmi sul fatto che siamo tornati a fare una saga per provare a dare una via d’uscita a chi ci segue. Tra l’altro stiamo notando che sta tornando fuori un bel movimento di symphonic metal e di power metal, si stanno muovendo in tanti e con ottimi risultati. C’è molta volontà da parte delle band, vecchie e nuove.

Nel nuovo album “The Eight Mountain” non hai sentito la necessità di comporre un brano in italiano?

Lo abbiamo fatto, il brano lento è stato composto in quattro lingue: inglese, francese, italiano e spagnolo. Non sono ancora uscite, però sono state fatte e vedremo come rilasciarle. Ti dico anche un’altra cosa che ovviamente non puoi sapere, “Rain Of Fury” è nata come bonus track per il Giappone ma alla nostra etichetta Afm Records è piaciuta talmente tanto che ci hanno consigliato di usarla come singolo, così abbiamo registrato anche in giapponese, in questo modo i nostri fan laggiù hanno un album con tutte le tracce come qui in Europa ma la bonus track è nella loro lingua. E’ venuta fuori molto bene, spontanea, non ti dà la sensazione di qualcosa di artefatto, di fatto apposta. E’ venuta in maniera “vera”. Siamo stati aiutati da una ragazza giapponese nella traduzione e nell’adattamento del testo e non vediamo l’ora di suonarla dal vivo.

Alex, dopo tanti anni alla guida dei Rhapsody senti ancora la grande passione degli esordi o la routine “disco in studio, promozione e tour” ha tolto un po’ di quelle sensazioni dei primi anni? Anche se in questo caso è prima tour poi release!

Sì, ti dico una cosa, può sembrare strano ma la scelta di andare in tour con il disco in uscita (come detto non ancora uscito nelle prime date) è stata nostra, è stata una scelta ponderata, per alcuni potrà sembrare azzardata, rischiosa, ma l’abbiamo fatta perché crediamo tantissimo nel nuovo album. Tornando alla domanda direi di no, non la vivo come una routine, ogni album è diverso e ogni esperienza è diversa, per questo in particolare ho moltissimo entusiasmo, l’ho sempre avuto per la musica, ma mai così forte. C’è stata una grande volontà nel creare un disco come “The Eighth Mountain” in chiave maggiore, molto positivo, io sento la differenza con “Dark Wings Of Steel” ed “Into The Legend”, altri grandi album secondo me ma questo si discosta. Alcuni scrivono “sembra che siano tornati al passato” ma in verità nel passato i brani erano tutti allegri, raramente c’era qualcosa di sulfureo, anche se con “Dawn Of Victory” e “Power Of The Dragonflame” c’erano stati episodi con musica più intensa. All’inizio la band era allegra, con barocchismi, orchestrazioni, virtuosismi ma con atteggiamento allegro, sorridente. Con “The Frozen Tears Of Angel” e “Chaos From Eternity” ancora orchestrazioni, tecnicismi ma il momento era diverso, in quei tempi ho voluto un po’ staccarmi dagli inizi. Il nuovo disco è un totale passaggio a qualcosa di più solare. Per rispondere alla tua domanda, quindi, la routine non c’è, se ci fosse non sarei qui ora!

Giacomo Voli ha partecipato in qualche modo alla realizzazione del disco? E tu da dove prendi le ispirazioni per le tue saghe? Ti lasci influenzare più dai film e serie tv o dai libri?

Musicalmente parlando direi film, colonne sonore, musica classica e anche dalla natura, che per me è vita. Lo stimolo per scrivere musica lo trovo facilmente, è più difficile per me scrivere testi. Avevo dichiarato di non voler scrivere altre saghe, con i precedenti album avevo scritto storie a sé stanti, poi parlandone con Robi sono venute fuori delle cose interessanti. Ho seguito anche il lavoro di Giacomo ai testi perché per me l’uso delle parole è molto importante, ci sono parole che non mi piacciono, che non vibrano, che non suonano, non le voglio sentire. Sono molto critico per certe cose. In passato lasciavo fare a Luca Turilli perché lui aveva un suo perché, aveva un suo sviluppo narrativo però non sempre ero d’accordo sull’utilizzo di certe parole o combinazioni.

Ma a livello semantico o di suono delle parole?

Diciamo a livello fonetico, di suono. Ma anche di significato. Non voglio parole che esprimono negatività. Poi il messaggio della canzone può anche esserlo, ma con le parole più adatte.

Curiosità: in una passata intervista mi avevi detto di essere un grande appassionato di wrestling. E’ ancora così?

No no, non ho più tempo di guardarlo, non ho più neanche la tv, ahah! Sono un po’ vittima di Netflix, quello sì, il wrestling mi è capitato di vederlo ieri in hotel, ma negli ultimi due anni non ho avuto tempo di fare nulla!

Tante volte, nelle interviste passate, tu e Luca Turilli mi avete parlato del vostro atteggiamento positivo e rispettoso verso il nostro pianeta e verso le altre persone. Il mondo odierno è devastato dalle guerre, pensi che anche noi, pur essendo tante piccole pedine, potremmo fare qualcosa di concreto?

Sì, ogni persona può fare qualcosa di concreto a livello energetico. Qualsiasi mossa tu fai crea movimento come un sasso nell’acqua che crea le onde. Non devi pensare che sia difficile creare qualcosa di positivo, lo fai e basta. E quando lo fai, pensa che non sei l’unica persona che in quel momento lo sta facendo. Forse puoi avere una tua percezione di essere da solo in quel momento a farla, ma non lo sei. Purtroppo spesso ci autoconvinciamo che il mondo è una porcheria e non può andare da nessuna parte però è vero che una buona azione genera buone azioni, un gesto positivo genera positività come del resto un gesto negativo genera negatività.

In passato avevi in cantiere la preparazione di un disco solista, scritto assieme a Midnight dei Crimson Glory, morto purtroppo nel 2009. Nelle scorse interviste ci avevi detto che avevi pensato, assieme a tuo fratello Manuel, di pubblicare comunque quelle canzoni. E’ un progetto che possiamo definire tramontato o ci sarà modo di ascoltarle in futuro?

Diciamo che nella vita non c’è niente di tramontato a livello musicale. Per il momento io e mio fratello stiamo pensando ad altro, altri progetti che però verranno fuori a tempo debito!

Negli anni i metodi per comporre e registrare sono cambiati molto, mi ha colpito prima sentirti dire che tu giri con uno studio ridottissimo. Come è evoluto il tuo modo di comporre negli anni e qual è il processo o la tecnologia che più ti ha aiutato o colpito?

Senza dubbio il computer. Nei primi anni utilizzavo le tastiere e i sequencer che sono una cosa davvero primitiva. Il modo di comporre non è cambiato, è cambiato l’approccio. Ora con pochi strumenti (di qualità, ovviamente) ti fai le registrazioni, i cori e le orchestrazioni potendo scegliere tra librerie di suoni infinite. Poi chiaramente per le finezze ti serve lo studio vero e proprio. Nei primi anni c’era il produttore in studio, ora posso permettermi di entrare in studio con tanto lavoro già fatto e fatto bene, come è successo per “The Eighth Mountain”, dove siamo arrivati con dei demo a livelli già molto avanzati. E’ chiaro che questo è già un grosso stimolo per fare le cose per bene.

L’intervista è finita, a voi l’ultima parola per salutare i lettori della nostra webzine e per chiudere il tour!

Grazie! Ci ha fatto piacere, un saluto a tutti, seguiteci nelle nostre prossime mosse e ascoltateci!

Sito ufficiale: http://www.rhapsodyoffire.com
Facebook: https://www.facebook.com/rhapsodyoffire
Etichetta AFM Records – http://www.afm-records.de

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