Whitesnake – 1987 (1987)

Titolo: 1987
Autore: Whitesnake
Genere: Hard Rock
Anno: 1987
Voto: 9

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Dopo tante recensioni di gruppi che si rifanno ai mitici Whitesnake e l’uscita dell’ultimo lavoro a maggio di quest’anno, ho pensato bene di rispolverare dal mio scaffale questo capolavoro dell’hard rock melodico mondiale che è stato una pietra miliare del genere al quale poi moltissime formazioni si sono ispirate nel corso degli anni. “1987’’ degli Whitesnake esce in tutto il mondo con tre titoli diversi e questo la dice lunga sul successo che ha avuto grazie all’ottimo lavoro della famosa casa discografica americana Geffen Records: in America “Whitesnake’’, in Europa “1987’’ e in Giappone “Serpens Albus’’. Credo che le pressioni della major sull’influenza musicale da dare all’album siano state tante, anche perché il gruppo britannico doveva sfondare a tutti i costi soprattutto negli USA dove la concorrenza musicale all’epoca era molto agguerrita.
Il risultato sarà più ampio del previsto a discapito però dell’orientamento blues che la band perde in cambio di un hard rock più veloce, platinato e melodico in alcune canzoni, come per esempio “Crying In The Rain’’che per l’occasione è ripescata da un disco precedente e rinnovata per la circostanza.
La musica è quella tipica degli anni ’80, hard rock melodico e classico allo stesso tempo, con la voce incredibile del carismatico ex Deep Purple e leader David Coverdale, tanto da entrare nella storia come uno dei migliori cantanti dell’heavy metal di tutti i tempi.
Il successo del disco parte dalle fondamenta che sono i magnifici artisti che circondano il talentuoso Dave, come il chitarrista John Sykes (ex Thin Lizzy) che contribuisce alle composizioni, il grande bassista Neil Murray e Aynsley Dunbar alla batteria. Il carattere introverso e dispotico del vocalist porta a cambiare la line-up per il successivo tour mondiale. Dave si circonda di altrettanti artisti d’indubbio valore, come i chitarristi Vandenberg e Campbell e la sezione ritmica con Rudy Sarzo e Tommy Aldridge, ma alla lunga tutte queste variazioni si rilevano purtroppo dei boomerang nella carriera del frontman inglese.
Questo è un album di quasi tutte hit, da “Still Of The Night’’ potente e travolgente allo stesso tempo – con la rauca voce di Coverdale che è semplicemente perfetta e con l’intreccio di violini e chitarre che la rendono unica – per continuare con “Give Me All Your Love’’, che ha un ottimo ritornello e molte reminiscenze di blues che danno al pezzo un valore aggiunto tutto in pieno stile americano, ma è con la successiva “Bad Boy’’ dove si sente maggiormente la svolta musicale e si capisce la direzione intrapresa dal gruppo.
Le chicche neanche a dirlo sono le due ballate: la prima “Is This Love’’ da ascoltare in silenzio rilassati a casa con il proprio partner  ricordando l’amore reciproco, che a volte porta anche a delle incomprensioni, che si superano solo amandosi.  In sostanza stupenda!
La seconda è “Looking For Love’’ che ci dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, la bravura di Coverdale a scrivere pezzi lenti perché fa venire i brividi, soprattutto per l’interpretazione vocale e per il ritornello romantico e accattivante.
Nel disco troviamo pure due canzoni rifatte prelevate dall’album precedente “Saints & Sinners’’, come la già citata “Crying In The Rain’’ e il semi-lento “Here I Go Again 87’’, che con questo lavoro rinascono a nuova vita e danno una carica in più al disco non facendo proprio rimpiangere le versioni  precedenti.
Piace la rockeggiante “Children Of The Night’’ con un’ottima melodia che cattura da subito, ma nel complesso tutti gli altri brani seguono questa scia melodica con momenti più duri e con assoli fantastici eseguiti dall’esperto chitarrista e ahimè sottovalutato John Sykes.
Sembra facile recensire un disco che è stato venduto in milioni di copie e che ha avuto un successo planetario, ma non è così. Non sempre  tutto è brillante e cristallino perché un album musicale a posteriori non va visto solo per le copie vendute, ma per il suo reale contenuto in un’ottica più ampia. Certo il pubblico ne decreta il successo e la musica deve essere la prima cosa da stimare, ma anche se questo è stato, fino ad oggi, il capolavoro dei Whitesnake mi sento di dire che ci sono dei punti deboli : i testi troppo maschilisti anche per quegli anni e poi c’è la sensazione di creare un’immagine musicale e visiva studiata a tavolino seguendo la moda del momento, buttandosi su un aor-glam che in quel periodo impazza e che da li a pochi anni sarà spazzato brutalmente dal grunge.
Questo disco ha comunque fatto scuola nell’hard rock perché  pur non portando nulla di nuovo nel panorama metal di quel momento storico riesce a trasmettere emozioni, voglia di vivere e merita di essere inserito nell’olimpo dei migliori album di tutti i tempi grazie soprattutto alla leggendaria bravura di David Coverdale e a quella del mitico chitarrista Sykes che in questo lavoro si supera confermando la sua brillante tecnica.
A distanza di oltre 30 anni rimane un disco senza tempo, che ha fatto la storia dell’hard rock internazionale, sempicemente da avere per capire la grandezza dei mitici e insuperabili anni ’80.

Tracklist:

1 – Still Of The Night
2 – Give Me All Your Love
3 – Bad Boys
4 – Is This Love
5 – Here I Go Again 87
6 – Straight For The Heart
7 – Looking For Love
8 – Children Of The Night
9 – You’re Gonna Break My Heart Again
10 – Crying In The Rain
11 – Don’t Turn Away

Line-up:

David Coverdale – voce
John Sykes – chitarra
Neil Murray – basso
Aynsley Dunbar – batteria

Sito ufficiale: http://whitesnake.com
FaceBook: https://www.facebook.com/Whitesnake.official
Etichetta Geffen Records – http://www.geffen.com

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