Therapy? (Michael McKeegan)

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Siamo a Mercato Saraceno, un piccolo paese in provincia di Cesena, dove i Therapy? suoneranno come headliner del Big Fish Day.  Ci siamo recati qui di prima mattina per intercettare il bassista, Michael McKeegan, scambiare due chiacchiere e toglierci qualche curiosità sulla band nord irlandese dalle influenze più varie che vanno dal punk al metal al noise all’alternative rock. Buona lettura!

Ciao Michael. Cominciamo a parlare del vostro ultimo disco “Cleave” uscito lo scorso settembre. Come è stato accolto dalla critica e come lo vedi ora che ha qualche mese sulle spalle?

Direi che è stato accolto alla grande. E’ il nostro 15esimo lavoro e cerchiamo sempre di dare il nostro meglio quando componiamo musica nuova. Sono ancora molto felice di quello che abbiamo fatto. L’aspettativa dei fan è stata ampiamente appagata a giudicare dai pezzi suonati dal vivo in UK e in Europa. Ci piace proporre alcuni brani dal vivo dato che hanno un buon seguito e vengono già cantati dal pubblico.

Chris Sheldon è il vostro produttore ed oltre ad aver aiutato gruppi come Biffy Clyro, Garbage e Foo Fighters, ha già lavorato con voi su “Troublegum” e “Semi-detached”. Quanto è stato importante il suo lavoro per il sound finale di “Cleave”?

Avevamo già scritto i pezzi prima di chiamarlo per il mix finale. E’ molto facile relazionarci con lui dato che già lo conosciamo, quindi nessuna stronzata dal primo giorno; abbiamo più o meno la stessa età e lo stesso senso dell’umorismo e questo è molto importante. Lui ascolta veramente la band e cerca di tirare fuori il meglio da ogni elemento, non come altri produttori che cercano di cambiare il tuo modo di suonare. Si focalizza e va direttamente al punto.

Possiamo vedere meglio assieme l’artwork? Abbiamo questa sedia che sta bruciando sul lago, con uno strano elemento che è questa mano con un bicchiere vuoto. Cosa sta a significare?

L’immagine della mano è la vera provocazione dell’artwork perchè è ambigua e potrebbe aver tirato acqua per spegnere il fuoco o benzina per alimentarlo. Abbiamo voluto dare un senso al titolo “Cleave” che ha un doppio significato e vuol dire aderire, ma anche spaccare. E’ uno strano significato ed è una strana copertina così come molte delle nostre cover che sono prive di clichè come teschi, corna… beh forse l’unico clichè potrebbe essere il fuoco se vogliamo essere davvero obiettivi ahah!

Avete un brano chiamato “Kakistocracy”.. un titolo davvero particolare. Puoi dirmi qualcosa di più?

E’ Andy a scrivere i testi, ma naturalmente posso dirti qualcosa. Si parla di un governo sbagliato da persone che sono a capo di molti dei Paesi di questo mondo. Come da noi nel Regno Unito, abbiamo un gran casino e tutto sta peggiorando, ci si sta dividendo e siamo tutto meno felici, tristi e frustrati nel vedere prendere queste decisioni sbagliate. Nel 2016 abbiamo avuto il referendum per la Brexit e molte persone hanno avuto modo di dire cose parecchio strane. C’è stata una grande divisione ed ora ci troviamo un po’ nel mezzo del nulla con grandi problemi come quello dei confini rigidi tra Irlanda e Irlanda del Nord.

Quindici album in studio come stavamo dicendo e trent’anni di carriera. Quanto pensi sia cambiata la band in questi anni e quanto si sia evoluto o meno il sound?

Penso che non siamo una band come Motorhead o Ramones o Ac/Dc, ottime band con un format musicale molto rigido. Sound brillante, senza dubbi, ma penso che noi abbiamo elementi diversi in ogni nostro album. Con “Cleave” abbiamo voluto mischiare il vecchio al nuovo. Certi elementi dei nostri dischi sono sempre rimasti, ma ognuno ha una sua atmosfera ed una propria identità che li rende unici. E’ stato necessario evolverci e cambiare altrimenti sarei rimasto nel mio garage a suonare i pezzi dei Metallica.

Chi è il fan tipico dei Therapy? Il metallaro, il punk, l’alternativo? E che età hanno?

Non penso che abbiano una vera e propria identità. Il nostro fan è chiunque. Ci sono punk, metallari, rocker, gente normale e di tutte le età. Vedo ancora molti giovani ai nostri concerti, genitori con bambini e anche nonni. Un bel mix!

Parliamo ancora di musica e parliamo delle tue influenze. Quali sono i gruppi che ti hanno dato la forza di cominciare a scrivere musica e quali ascolti ancora oggi?

Sicuramente i primi Metallica. Quando è uscito “Kill ‘em All” avevo 12 anni ed è stata una bomba. Nessuno suonava così veloce ed era così eccitante quel disco. Sono stato ammaliato da Ac/Dc, Iron Maiden, Thin Lizzy, ascolto molto thrash metal, death metal così come gruppi come Buzzcocks, Ramones. Nel Nord Irlanda tutti i gruppi volevano assomigliare a U2 e Guns ‘n Roses. Noi volevamo un sound diverso. Adoro anche gli Slayer, così come Helmet e Ministry. Ho ascoltato in questi giorni i Darkthrone dato che è uscito l’ultimo disco e mi è piaciuto molto. Adoro anche i Ghost, li trovo geniali e mi piacciono molto i Mastodon. Ho anche ascoltato Venom, Sisters of Mercy, Dead Kennedys, The Smiths, Siouxie and the Banshees…

Torniamo indietro agli anni ’90 e ai tempi di “Troublegum”; puoi affermare che sia il vostro disco di maggior successo?

Sicuramente sì. Abbiamo sempre ricevuto grandi complimenti dai fan e da altre band per quel disco ed è molto bello per noi avere scritto un disco come “Troublegum”. Ancora oggi le persone ci richiedono di suonare quei pezzi; fu una sorpresa anche per noi dato che non avevamo pianificato di scrivere un disco commerciale. Invece poi mediaticamente ha avuto un gran richiamo ed è rimbalzato tra radio e programmi tv facendoci famosi. Siamo molto fieri; non tutte le band possono vantarsi di avere un disco così buono ed è parte della nostra carriera, anche se tuttora il mio preferito rimane “Babyteeth”, il nostro primo lavoro. Sicuramente “Cleave” è un altro disco di cui vado orgoglioso.

Andy Cairns ha affermato che non siete mai stati parte di un trend e non lo sarete neanche quando le mode cambieranno. Sono d’accordo e ti volevo chiedere come ti senti sul palco, quando scrivi musica o quando incontri musicisti e fan che si congratulano per il tuo contributo in questi anni.

Mi sento appagato. Dai tempi in cui suonavo in garage non potevo aspettarmi di essere qui oggi e viaggiare per il mondo, incontrare amici, ammiratori. La musica mi ha dato quello che è il mio lavoro e che adoro ed è strano ed incredibile vedere ancora che sono qui dopo 30 anni e quante cose siano successe.

C’è un messaggio politico nei vostri testi?

Proprio politico non direi. Penso che la vita e la politica non siano proprio bianco o nero. A volte lanciamo dei messaggi, ma non sono propriamente politici, sono nostri pensieri anche su cose molto semplici e ognuno può vederci quello che vuole. Abbiamo diverse idee e ci piace dire in cosa crediamo, i nostri princìpi e cosa pensiamo sia sbagliato. La nostra politica è il bene di tutti e l’opportunità di essere felici.

Avete un’altra data in Italia e avete già suonato nel nostro Paese per 32 date. Che relazione avete con l’Italia e con i fan?

E’ folle tornare qui in Italia. Non pensavo ci fossimo stati così tante volte. Forse la prima fu nel 1992 e per noi è sempre una gran cosa. Abbiamo suonato a Roma, Milano e non ero mai stato nel vostro Paese prima. Non ci ero mai andato in vacanza prima di suonare. Abbiamo sempre avuto ottime esperienze in Italia e gli italiani sono persone così aperte. Sarà scontato, ma ci piace molto il vostro cibo e il bere, così come ci piace parlare con i nostri fan. Siete un pubblico molto caldo, ma questo ve lo avranno già detto.

E dove avete più successo escludendo il Regno Unito?

Non saprei dirti, probabilmente Belgio, Olanda, anche in Germania abbiamo una solida fan base. E quest’anno è la terza volta in Italia quindi direi che anche da voi siamo molto apprezzati. Vogliamo tornare a suonare più spesso.

E cosa mi dici di Sud America e Asia? So che siete stati poche volte da quelle parti.

Sì, in Sud America siamo stati diverso tempo fa e quattro volte in Giappone. Non abbiamo avuto molte occasioni di andare da quelle parti e non so bene il perché. Abbiamo bisogno dell’invito da parte dei promoter e non sempre è facile logisticamente, ma non escludiamo di riprovarci in futuro.

Cosa dobbiamo aspettarci da queste due date italiane?

Beh, siamo a dei Festival quindi direi che avrete un bel mix dei nostri quindici album e un sacco di hits da “Troublegum”, alcuni pezzi da “Cleave”.. una sorta di celebrazione della nostra carriera. Uno spettacolo energico e divertente, funziona sempre.

Bene. Ti lascio al sound check ma non prima di aver concluso con parole tue questa intervista.

Beh.. quello che vedete di noi è quello che siamo. Nessuna doppia faccia, nessuna stronzata. Se vi piace il sound melodico, noisy, punk, metal allora fate un affare. Vorrei ringraziare i fan italiani per tutto il supporto. E’ sempre bello tornare dalle vostre parti e contiamo di poter tornare per altri concerti.

Ivan Gaudenzi e Michael Mckeegan

Facebook: www.facebook.com/therapyofficial
Sito ufficiale: www.therapyquestionmark.co.uk
www.marshall.com
https://beginnerguitarhq.com/best-marshall-amplifiers/
https://marshall.com/marshall-records?languageCode=it

 

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