Patterns-Seeking Animals – Patterns-Seeking Animals (2019)

Titolo: Patterns-Seeking Animals
Autore: Patterns-Seeking Animals
Genere: Prog
Anno: 2019
Voto: 8

Visualizzazioni post:11178

Emblematico il nome scelto per battezzare questo progetto, così come la suggestiva copertina: la ricerca di modelli, schemi e configurazioni con la giustapposizione dei quali, per citare testualmente le parole di John Boegehold, “produrre una musica che rimanga melodica ed immediata pur essendo progressive ed intricata”.
Una pianificazione in tutta regola, un ennesimo esempio di “regressive” semplificato e tirato a lucido dai più esperti artigiani del settore? Forse…ma non solo. Chiaramente il fondamento primario del progressive si scontra e si dissolve di fronte a certe affermazioni. Incanalare uno stile “depositato” in una serie di tracce piacevoli e rispondenti a criteri prestabiliti non ha nulla di prog, ma questo è il consueto, trito dibattito.
Appurato ciò, dobbiamo criticamente riconoscere il valore dell’opera e dei suoi autori, che rappresentano la crema più vellutata di questi pastiche sonori. Leonard, Meros e Keegan sono 3/5 di Spock’s Beard, inevitabili quindi gli accostamenti alla navicella madre. Le rotte però si diversificano, impostandosi su tragitti meno epici e tortuosi, dove gli eleganti ganci melodici di Boegehold (coautore e produttore degli ultimi SB), qui ai synth, divengono i vettori principali.
La voce di Ted Leonard è sempre unica, il cantante degli Enchant è talento puro, espressivo, sensibile, tecnico: un fuoriclasse che si dimostra, finalmente libero, anche superbo chitarrista, fine cesellatore di manufatti retroprog DOC. Keegan è essenziale, quadrato, pulito. Il sodalizio con Meros è ormai inattaccabile, ascoltate “No Land’s Man”.
Ma partiamo con ordine…”No Burdens Left To Carry” è vicina agli Spock’s Beard più lineari, affine al classico prog inglese (Genesis?) per armonia e senso melodico; “The Same Mistakes Again” ha un giro irresistibile, dal gusto Floydiano, evidenziato dal basso corposo di Meros; “Orphans Of The Universe” mi ha condotto sulle pianure dei primi Kansas, soprattutto per le melodie create dai synth di Boegehold.
Arrangiamenti raffinati e fruibilità sono le linee guida scelte dal gruppo, così stringenti da circoscriverne l’operato in maniera totalizzante, rendendo l’album perfettamente omogeneo. “No One Ever Died…” ha un tiro rock ed un ritornello squisitamente pop mentre “Fall Away”, delicata ballata impreziosita da una voce femminile, ricorda i migliori Enchant, privi però delle spigolosità ritmiche del gruppo di San Francisco. “These Are My Things” e “We Write The Ghost Stories” fanno risaltare la facilità di scrittura dei Patterns-Seeking Animals, composizioni brevi ed ariose, cariche di groove e linee melodiche orecchiabili e mai banali.
E così sono le stelle, o meglio le fantasiose costellazioni ritratte in copertina, a guidare il nostro cammino verso il suo naturale epilogo: in “Stars Along The Way” la linea vocale di Ted, doppiata dalla chitarra, brilla per intensità, facendo sfavillare ogni trama imbastita dalla sezione ritmica, sullo sfondo regale creato dalle tastiere di Boegehold…pura magia!
Allora, avete capito, no? Niente di nuovo, solo ottima musica. Non vi basta? Io mi accontento…e godo.

Tracklist:

1 – No Burden Left to Carry
2 – The Same Mistakes Again
3 – Orphans of the Universe
4 – No One Ever Died and Made Me King
5 – Fall Away
6 – These Are My Things
7 – We Write the Ghost Stories
8 – No Land’s Man
9 – Stars Along the Way

Line-up:

John Boegehold (keys)
Ted Leonard (lead vocal & guitar)
Dave Meros (bass)
Jimmy Keegan (drums & vocals)

Sito ufficiale: http://psanimals1.com
Facebook: https://www.facebook.com/psanimals1
Etichetta InsideOut – https://www.insideoutmusic.com

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