01/06/2019 : Therapy? (Big Fish Day – Mercato Saraceno FC)

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01/06/2019 : Therapy? (Big Fish Day – Mercato Saraceno FC)

Dopo un mese di maggio piuttosto piovoso, pare che sia arrivata una lieve ma decisa tregua e un sole piacevolissimo mi accompagna in solitaria, in direzione Mercato Saraceno, un piccolo paesino in provincia di Cesena, sconvolto 11 anni fa da una tragedia che ha visto l’unico sollievo nell’unire una piccola comunità in uno scopo comune, ricordare un amico scomparso prematuramente in un incidente motociclistico. Mirko Bartolini, detto Pesce, era appassionato di moto, musica e membro attivo dell’associazione umanitaria Emergency. Così, ogni anno, la memoria di “Big Fish” viene celebrata con un giro motociclistico che termina in questa area adibita a concerti, dove il tutto viene autofinanziato dagli amici e compagni di scorribande del centauro e i soldi raccolti dalle donazioni all’ingresso (gratuito), vengono devolute alla già citata associazione, raggiungendo in questi 10 anni l’invidiabile somma di EUR 100.000.
Il “Big Fish Day” non è un semplice concerto, ma la celebrazione della vita, una prova di forza di solidarietà, una gara di altruismo dove l’umiltà regna sovrana. Non avevo mai sentito parlare prima di questo avvenimento, ma ho voluto partecipare attivamente sia come donazione che come aiuto a sponsorizzarlo, perché una serietà e professionalità così ad alti livelli, oggigiorno sono rarissime.
Trovarsi in un piccolo budello di Italia, nel mezzo della natura, ha stupito persino i Therapy? che hanno partecipato con grandissimo entusiasmo alla kermesse cesenate. La passione comune per la stessa musica ha visto i ragazzi del “Big Fish Day” realizzare un sogno e portare nel piccolo paesello un gruppo che metteva tutti d’accordo. Un gruppo che conquistò gli organizzatori e amici di Mirko, oggi poco più che 40enni, fin dai tempi in cui suonarono al Velvet di Rimini nel lontano 1995. Nessuno si sarebbe aspettato un epilogo così triste, nel 2008, quanto consolatorio e meno amaro 11 anni dopo.
Normalmente non mi dilungo in una prefazione così lunga, ma ho ritenuto doveroso presentare il “Big Fish Day” con le giuste e pesate parole. Parole che escono con un nodo alla gola e forse una lacrimuccia per la stima che ho provato per queste persone che mi hanno accolto come se fossi l’unico giornalista sulla faccia della terra. Non sono riuscito ad esprimere abbastanza gratitudine ed ammirazione in uscita dall’area concerti, ma sono tornato a casa soddisfatto con un ghigno sul volto nel pensare che questi ragazzi hanno dimostrato di avere quello che a volte manca a tanti altri addetti ai lavori: la dignità!

La giornata è stata lunga ed impegnativa e dopo l’intervista concessami (un doveroso grazie va a Stefania Babbi nda) da Michael McKeegan, bassista e membro fondatore dei Therapy?, mi fermo a parlare con i ragazzi dell’organizzazione e guardo la location, preparata a regola d’arte, con un grande chiosco per la ristorazione che offrirà piadina, panini, drink e birra a prezzi più che popolari, sempre tenendo conto che l’ingresso, come già abbiamo detto, è gratuito, escluso l’obolo richiesto per Emergency, a discrezione dell’avventore. Nella venue ci sono anche stand di moto e uno spazio dietro il mixer per sedersi e consumare il cibo in tranquillità. Attorno al palco ci sono delle opere eseguite da Alberto Angeli e dai suoi fedeli aiutanti Stefano Bianchi ed Emanuele Bertozzi, anche loro cuore pulsante dell’organizzazione, ragazzi dal cuore d’oro e dall’ingegno acuto che propongono una statua imponente di una mano con le corna, simbolo del rock; un grande punto interrogativo decorato da tutte le copertine dei Therapy? e, per finire, un’installazione della celeberrima copertina di “Troublegum”, nella sua semplicità rappresentata da un bidone, uno sfondo verdognolo e la dicitura del disco in rosso in primo piano. Questa installazione permetteva agli avventori di poter essere il protagonista dello scatto della copertina originale, chinandosi dentro al bidone dove si trovava, dulcis in fundo, l’artwork interno del CD. Insomma un tocco artistico degno dei grandi palchi, a disposizione di tutti.

Dovrò aspettare le 18.00 per l’inizio dei concerti e finalmente le band cominciano ad avvicinarsi ad un pubblico più che variopinto, composto dall’intera comunità di Mercato Saraceno che non può mancare all’occasione e dai tanti avventori accorsi per l’evento motociclistico e musicale. Tante famiglie, anziani, giovani e giovanissimi si avvicinano al luogo dell’evento e la band che aprirà le danze sono gli Hernandez & Sampedro, gruppo rock alternative di Ravenna. La band propone una setlist totalmente propria, che va dal folk a brani acustici e di rock americano. L’impatto è quello giusto e anche se il pubblico non riesce a raccogliersi più di tanto sotto il palco abbiamo un risultato più che discreto, con l’effetto di una musica per tutti ascoltata e apprezzata dai presenti, facendo abituare le orecchie degli avventori al rock, e alle band successive. Tra i brani della formazione romagnola annoveriamo “Rise Up”, “She’s A Woman”, “Rain Doesn’t Fall”, “Turn On The Light”, “Dangerous Road” ed “Hate & Love”.

Proseguiamo dunque con i Numa Pompilio, trio cesenate dal sound rock & blues contaminato da punk e new wave. La band è capitanata da Francesco Brasini al basso, seguito da Luca “Zan” Torri alla batteria e da Fremby The Phantom alla voce e chitarra, quest’ultimo proveniente dall’ambiente rockabilly e punk blues. Le diverse contaminazioni della band uniscono il genere ad una giornata che propone le tante sfaccettature del rock. E noi ce li gustiamo in una tracklist di svariati brani che vanno da “Who Killed The Blues” a “Lady Lady”, “Fight”, “I Want You”, passando per “I Got The Power”, “Beautiful Day” e la conclusiva “Honey Hush”.

Già noti nell’ambiente locale, è la seconda occasione al Big Fish Day per i cesenaticensi Out Of Order. La formazione romagnola festeggia 30 anni di carriera e non si lascerà intimidire dalla folla ormai accorsa copiosa sotto al palco. Reduci di spalla a gruppi del calibro di Foo Fighters, Motorpsycho e tante altre band in Riviera, il combo guidato da Mirco Lucchi alla voce, mette a fuoco e fiamme la piccola comunità di Mercato Saraceno, accorsa sì per i Therapy?, ma sicuramente incuriosita dai suoi supporters. L’eclettico frontman della band è sicuramente il trascinatore principale del quartetto che si completa con Graziano Savoia e la new entry Claudio Garattoni alle chitarre, Claudio “Chiodo” Gozzoli alla batteria e Alfredo “Epi” Gentili al basso. Il post grunge degli Out Of Order non fa prigionieri e impartisce una lezione di duro rock ai presenti, con i brani più potenti della loro carriera trentennale. “Infection”, “Sex Crime”, “Junky Road” e “Ride The Snake” sono alcuni dei titoli a solido impatto presenti nella scaletta di questa serata. Si fanno vicine le 23.00 e prima di lasciare il palco alla formazione nordirlandese abbiamo spazio ancora per qualche mina vagante, ovvero “Makodo Tanaka” e “Condombrain”. Il nome Out Of Order spiega molto di questo gruppo che purtroppo noi non conoscevamo, ma diciamo pure che si è fatto notare.

Siamo dunque arrivati al momento tanto atteso: una folla gremita si è radunata sotto al palco in attesa della band di Larne. Il trio parte con “Wreck It Like Beckett” dall’ultimo lavoro “Cleave” e senza sosta prosegue sulle note di “Die Laughing” del masterpiece “Troublegum”.
L’energia sprigionata dal combo nordirlandese è palpabile e il delirio della folla comincia a scatenare un forsennato pogo sotto al palco. Per fortuna prendiamo un po’ di respiro con un altro fortunatissimo singolo tratto dal disco più recente, la melodica “Callow”. C’è spazio per tutta la discografia dei Therapy? e quindi prima di tornare a “Cleave” con “Kakystocracy” ci godiamo “Nausea”, “Unbeliever” e “Misery”.
Andy Cairns, Michael McKeegan e Neil Cooper sembrano estasiati dalla risposta del pubblico e ci deliziano con un’altra delle loro glorie, questa volta parliamo della cover dei Joy Division “Isolation”, sempre dallo storico “Troublegum”. C’è un po’ di calca ed aggressività tra le prime file, si forma una voragine di gente che comincia a pogare violentemente, ma il tutto resta sempre sotto controllo, al massimo se ne uscirà con qualche livido. “Turn”, “I Stand Alone” e “Stories” sono le prossime tracce che danno battaglia al pubblico tutt’altro che stanco. Ma arriva anche il momento della pausa con la struggente cover degli Husker Du, “Diane”, un brano intenso anche per le parole crude e non censurate che parlano del rapimento, stupro e omicidio della giovane Diane Edwards da parte di Joseph Ture, nel 1980. La canzone ripete tre volte il nome scandendo la prima sillaba tramutandosi dal nome Diane a Die Anne; un brano che ha sempre fatto venire i brividi. Personalmente l’avrei preferito in acustico, accompagnato da un violino elettrico come faceva Martin McCarrick dei Siouxie and The Banshees in passato, invece che con l’ausilio della base musicale, ma non si può avere tutto.
Abbiamo ancora diversi brani prima di arrivare alla fine per cui ci godiamo sempre sotto al palco “Still Hurts”, “Teethgrinder” e “Potato Junkie” prima di arrivare al combo conclusivo con “Stop It You’re Killing Me” e “Screamager”, sicuramente tra i brani più famosi della formazione britannica.
Un’uscita di scena del trio è prevedibile, ma manca almeno un pezzo imprescindibile di Cairns e soci, per cui è inevitabile un ritorno per chiudere con “Nowhere”; verranno inoltre proposte assieme all’energico brano anche “Meat Abstract”, “Knives” e “Success? Success Is Survival” che chiuderà definitivamente la serata.
Un epilogo ancora colorato da fuochi artificiali che illumineranno il nostro cammino verso la macchina ed il ritorno! Cosa dire che già non sia stato detto nella prefazione!? Supportate eventi, gruppi e persone come questi perché tengono viva la vera filosofia del rock che dovrebbe vedere tutti felici e soddisfatti, privi di rammarichi.

Foto di Franco Bertozzi- Marco Boschetti- Big Fish Day – Ivan Gaudenzi

Hernandez & Sanpedro:

Numa Pompilio:

Out Of Order:

Therapy?:

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