Abbath – Outstrider (2019)

Titolo: Outstrander
Autore: Abbath
Genere: Black Metal
Anno: 2019
Voto: 8

Visualizzazioni post:354

Giunti al secondo capitolo dopo l’esordio del 2016, gli Abbath non perdono neanche un grammo del loro furore, anzi, rincarano la dose con maggiore freddezza ed impeto. Questo disco dimostra che è stato più difficile per i fans che per Abbath scindere lui stesso dagli Immortal.
Con la nuova ed eccellente formazione, che vede al basso la nostra connazionale Mia Wallace, il disco risulta, a mio avviso, molto più dinamico del precedente. I brani sono accattivanti e la voce inconfondibile di Abbath si amalgama alla perfezione con essi.
Si parte con “Calm In Ire (Of Hurricane)” che racchiude in 4:32 minuti un po’ tutto il disco. Infatti vi troviamo chitarre acustiche, assoli dal sapore ottantiano, blast beat e tempi medi che, come un vero uragano, si abbattono sull’ascoltatore. “The Artifex” è una bomba che esplode subito in tutto il suo sentore thrash, ma che lascia spazio anche ad una parte più cadenzata, racchiusa tra due assoli, con la voce di Abbath che viene fuori prepotentemente. “Harvest Pyre” , dalla quale è tratto un video, è un ottimo biglietto da visita, anche dal vivo: un mid-tempo intenso che vi farà scuotere la testa per tutta la sua durata. Il brano che dà il titolo all’album ha, a mio avviso, una certa epicità che ricorda i Bathory del disco “Blood Fire Death” (da cui i norvegesi propongono una cover in chiusura del lavoro). Dopo un intro proveniente dall’abisso più profondo, “Hecate” vi si scaglierà addosso con tutta la sua furia black metal. Sulle note di una breve, passatemi il termine, marcia trionfale sarete sopraffatti dall’oscura potenza della dea, che si siederà compiaciuta sui vostri resti.
Troviamo anche pezzi più canonici e, se vogliamo, diretti come quelli a cui ci avevano abituati in precedenza, su tutti “Bridge Of Spasms” e “Scythewinder”. La novità dell’album è una attenta cura verso la melodia, ben inteso dove serve. Non mancano, anzi abbondano, assoli ben fatti e brevi: il black metal non ha bisogno di tanti fronzoli.
In conclusione il lavoro è onesto, maturo ed attuale e mantiene quella autentica vena “vecchio stile” che solo chi ha vissuto gli albori del genere può avere. Ascolto caldamente consigliato.

Tracklist:

01 Calm in Ire (Of Hurricane)
02 Bridge of Spasms
03 The Artifex
04 Harvest Pyre
05 Land of Khem
06 Outstrider
07 Scythewinder
08 Hecate
09 Pace till Death (BATHORY cover)

Line-up:

Abbath – voce e chitarra
Ole Andre Farstad – chitarre & zither
Ukri Suviletho – batteria
Mia Wallace – Basso

Sito ufficiale: www.abbath.net
Facebook: www.facebook.com/abbathband
Etichetta Season Of Mist – http://www.season-of-mist.com

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.