Memoriam – Requiem For Mankind (2019)

Titolo: Requiem For Mankind
Autore: Memoriam
Genere: Death Metal
Anno: 2019
Voto: 8,5

Visualizzazioni post:402

Vogliamo discutere di Death Metal? Io ho l’argomento giusto che metterà tutti d’accordo: “Requiem For Mankind” dei Memoriam. Premetto, per chi non lo sapesse, che questo non è un supergruppo nato per noia o moda, ma per rendere omaggio a Martin Kearns, un batterista vero e sincero che ci ha lasciato prematuramente. Mr Whale e soci hanno fatto la storia del Death Metal inglese (vi ricordate Bolt Thrower e Benediction?) e vogliono ancor’oggi continuare a farla, regalandoci un album di puro Death dalla prima all’ultima nota. Anche nei suoni si respira quel sano olezzo d’oltretomba, infatti il disco, nonostante sia edito dalla Nuclear Blast, non ricade nel calderone delle uscite super prodotte, ultra pompate e tutte uguali alle quali l’etichetta tedesca ed altre colleghe ci stanno abituando da anni.
Veniamo ai pezzi. E’ importante la scelta del brano d’apertura, poiché l’ascoltatore deve capire subito che qui non si scherza e deve essere invogliato ed incuriosito a proseguire. “Shell Shock” fa proprio questo: una canzone diretta ed inamovibile, anche perché sorretta dai tre pezzi successivi (“Austerity Kills” tra tutte), veri e propri pilastri del genere, con le loro strutture semplici, se vogliamo, ma efficaci. Riff compatti e doppia cassa martellante, che lasciano ogni tanto un piccolo spazio a parti più cadenzate, per poi ripiombarti dritti in faccia. Semplicemente DEATH METAL. “In The Midst Of Desolation” è un brano che nel cantato di Willetts esprime tutta l’angoscia che si prova in una terra afflitta. Il crescendo di intensità della batteria, in contrasto con il riffing via via meno serrato contribuisce ad appesantire la tristezza del luogo. Nel finale si è di fronte alla solenne sconfitta della felicità. D’ora in avanti si udirà solo la musica della desolazione. “The Veteran” è un brano lento e pesante che affronta il problema della reintegrazione dei reduci che ogni guerra crea. Qui Willetts la fa da padrone, butta fuori tutta la sua rabbia, le sensazioni e frustrazioni che prova il protagonista, come se le vivesse lui stesso. Ottima prova vocale. Il brano omonimo del disco, che mi ricorda “Cenotaph” con la sua struttura monolitica, diverrà un caposaldo sia del genere che nei concerti del gruppo. Chitarra, basso e batteria tessono alla perfezione la trama ritmica dell’ultimo atto dell’umanità. C’è spazio in chiusura per uno strumentale il cui titolo, “Interment”, dice già tutto.
Il resto del disco è SEMPLICEMENTE DEATH METAL. D’altronde i quattro di Birmingham sanno fare il loro mestiere: suonare DEATH METAL. Non vedo l’ora di avere la copia fisica nella mia collezione. P.S. Non ricordo se ho scritto che i Memoriam suonano Death Metal.

Tracklist:

01 Shell Shock
02 Undefeated
03 Never the Victim
04 Austerity Kills
05 In the Midst of Desolation
06 Refuse to Be Led
07 The Veteran
08 Requiem for Mankind
09 Fixed Bayonets
10 Interment

Line-up:

Frank Healy – basso
Andrew Whale – batteria
Scott Fairfax – chitarra
Karl Willetts – voce

Link:
https://www.facebook.com/Memoriam2016/
http://www.memoriam.uk.com/
http://www.nuclear-blast.de

3 commenti su “Memoriam – Requiem For Mankind (2019)”

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