Hatriot – From Days Unto Darkness (2019)

Titolo: From Days Unto Darkness
Autore: Hatriot
Genere: Thrash Metal
Anno: 2019
Voto: 7

Visualizzazioni post:336

Schiavi della doppia elica. Maledetto DNA…e i condizionamenti ambientali? Pesanti. In tutti i sensi. Essere figli di una leggenda vivente del metal americano può decisamente condizionare il tuo destino, anche se vivi ad un passo da una delle più prestigiose università americane. Ma il tuo sguardo è sempre rivolto lì, verso la Bay Area, le tue orecchie hanno assorbito il migliore, primigenio thrash anche mentre ti cacavi addosso per la prima volta, ciucciandoti il pollice ed assaporando i primi, irripetibili “pleasures of the flesh”… E così, con piena approvazione paterna e grazie ad un affiatamento che è semplicistico definire naturale, arriva presto il battesimo del fuoco: primo album nel 2013, il secondo l’anno dopo, con papà Zetro attaccato all’asta del microfono ed il fido Varvatakis a sfregare ossessivamente la sei corde, omaggiando gli eroi delle origini del thrash californiano a 360°.
Ma Zetro è tornato a casa… perché quindi non sfruttare l’occasione per dimostrare che l’avvenuto distacco può portare finalmente alla maturità, anche artisticamente parlando? Ecco, qui qualcosa si guasta… nulla da dire sulla prova di Kosta, coadiuvato stavolta da Kevin Paterson. Poco da eccepire anche sul compito di Cody e Nick Souza a livello strumentale. Ma sostituire Zetro provando a fare Zetro è come svuotare una bottiglia di Chăteau Cheval Blanc e riempirla con una spremuta di arance rosse.
Eppure all’inizio di “One Less Hell” quasi ci s’inganna! Ma è Zetro? No. Troppa personalità, troppa peculiarità, troppi attributi. L’illusione dura poco, a testimonianza del fatto che non sia sufficiente un’ovvia predisposizione genetica unita ad alcuni condizionamenti ambientali favorevoli. L’unicità non può per definizione essere riprodotta. Cosa succede allora? I brani sono retrothrash al 110%, Exodus + Testament + Forbidden + ilvostrogruppothrashpreferitodellaBayArea: i solos di Varvatakis pregevoli, le variazioni ritmiche sufficientemente variegate, l’introduzione di vocalizzi growl anche accettabili in certi passaggi, più pesanti rispetto al passato, i suoni decisamente al passo con i tempi (finti? Ok).
L’album scorre, si ascolta, la volontà di differenziarsi dal recente passato va elogiata, considerando le intenzioni revivalistiche di progetti come questo. “Daze Into Darkness” è Exodus fino al midollo, “Carnival Of Execution” sembra estratta da “Twisted Into Form”, “Frankestein Must Die” garantisce cervicalgie lampo ad effetto prolungato, “In The Mind Of The Mad” è piacevolmente melodica, nonostante il growl di Cody ed il finale da impatto imminente, mentre “Ethereal Nightmare” è esattamente ciò che il titolo promette.
Ma qualcosa continua a non andare… il vecchio recensore, pur apprezzando e sbattendo (poco) la testa ormai priva di capelli viene all’improvviso colto da un profondo senso di nostalgia, l’amara sensazione che qualcosa sia andato perduto per sempre… si ferma (ha già male al collo), spegne il PC, estrae la chiavetta (sigh) e alza lo sguardo verso la sua collezione di vinili… ne pesca uno, lo posa sul piatto, volume a 11. Sulla copertina campeggia un logo verde acido dai bordi rosso fuoco e cinque loschi individui guardano, attoniti, un vecchio televisore a tubo catodico… vi aiuto ancora un po’?

Zetro ha le mani nei capelli.

Tracklist:

1. One Less Hell
2. Daze Into Darkness
3. Carnival of Execution
4. Organic Remains
5. World, Flesh & Devil
6. Frankenstein Must Be Destroyed
7. In the Mind of the Mad
8. Delete
9. Ethereal Nightmare

Line-up:

Cody Souza – Lead Vocals / Bass
Kosta Varvatakis – Lead Guitars / Vocals
Kevin Paterson – Guitar / Vocals
Nick Souza – Drums

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