High Fighter – Champain (2019)

Titolo: Champain
Autore: High Fighter
Genere: Sludge / Metal / Stoner
Anno: 2019
Voto: 8

Visualizzazioni post:546

Un enorme agglomerato fangoso, intriso di rabbia, blues e miraggi, malamente avvolto in una lastra di metallo strinata dal sole, ha ostruito l’estuario dell’Elba, alle porte di Amburgo.
Un’incisione sulla lastra, appena leggibile: HIGH FIGHTER.
Nel grande porto tedesco transitavano, durante la seconda guerra mondiale, il petrolio e l’acciaio americani, destinati (diabolica la storia, eh?) al sostegno dell’industria bellica nazista. Già dal secolo precedente però, Amburgo era collegata ai principali porti nordamericani come Hoboken e… New Orleans.
Tranquilli, siete ancora su HMW, ho solamente voluto porre, attraverso un volo pindarico storico, le basi del suono, denso come il prezioso oro nero e duro come l’acciaio, del quintetto teutonico. Formatisi nel 2014 nella grande città-stato, dopo un EP autoprodotto e un bell’album (“Scars & Crosses”) per Svart Records nel 2016, si accasano presso la ligure ARGONAUTA, già casa di Varego, Beneath The Storm e Nudist, per pubblicare questo “Champain”, registrato mixato e masterizzato da Jan Oberg (Earthship) agli Hidden Planet Studios di Berlino.
La vocalità bifronte di Mona Miluski marchia a fuoco il metal slabbrato e pietroso degli amburghesi: melodie vocali magnetiche, spesso limpide come nella coda di “Another Cure”, si alternano ad urla strazianti, grondanti dolore, in una dicotomia (diretta eredità del maestro Dax Riggs) che si ripeterà spesso nello svolgersi del disco.
”Before I Disappear” profuma di cajun e si avvolge in spirali sui bayou del Mississippi nordico, sostenuta dalle trame percussive dell’ottimo Thomas Wildelau (Pyogenesis): un’anima progressiva si affaccia fugacemente, subito annichilita dalla furia cieca di “Shine Equal Dark” e dalla mefitica “Dead Gift”, tracce venefiche nelle quali impazzano le accordature ribassate di Boysen e Pappas, abili costruttori/demolitori di muri sonori edificati con mattoni di fango e sassi.
“Kozel” e “A Shrine” sono gemme grezze di metallo ruvido, dai riflessi cobalto: la lana di vetro che avvolge la laringe di Mona si allenta a tratti, facendo scaturire acide melodie rock. “When We Suffer”, con Anton Lisovoj dei Downfall Of Gaia, è sorretta dalle pulsazioni irregolari del basso di Wüst ed impreziosita da trame melodiche colme di riverbero. “Champain” suggella l’omonimo album, gioiello arcano incastonato nelle grafiche ermetiche di Johnny Doe (The Ocean), con una fuga lisergica, dal finale ossessivo, creando un vortice di tensione ed un effetto di sospensione che invitano al riascolto immediato.
Ininfluenti quindi le differenze di temperatura, umidità e posizione, nemmeno le coordinate geografiche contano quando la melma scorre nelle vene mista al sangue germanico: Amburgo? Louisiana!

Tracklist:

01. Before I Disappear
02. Shine Equal Dark
03. Interlight
04. Dead Gift
05. Another Cure
06. Kozel
07. I Will Not
08. Interdark
09. When We Suffer (feat. Anton Lisovoj of Downfall Of Gaia)
10. A Shrine
11. Champain

Line-up:

Mona Miluski – voce
Christian Pappas – chitarra
Ingwer Boysen – chitarra
Constantin Wüst – basso
Thomas Wildelau – batteria e voce

Links:
https://www.facebook.com/HighFighter
https://www.argonautarecords.com

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