Blood Red Throne – Fit To Kill (2019)

Titolo: Fit To Kill
Autore: Blood Red Throne
Genere: Death Metal
Anno: 2019
Voto: 6,5

Visualizzazioni post:351

Scolpire un monumento di death metal è sin dall’inizio l’obiettivo dichiarato della creatura concepita da Tchort e Død alla fine degli anni ’90, autrice di almeno due nuovi classici di death old school del nuovo millennio. Il gusto per il sangue dei norvegesi, autorevoli affiliati alla sofferenza, ha però subìto un’evoluzione alterata: le defezioni di musicisti carismatici come Erlend Caspersen e dello stesso Tchort hanno gradualmente condotto ad un mutamento. Quando sembrava fosse giunta la fine, le anime dannate guidate da Død hanno trovato nuovi corpi, nuove menti, risolute ad imporre un regime totalitario brutale e a riconquistare il trono rosso sangue del death metal vecchia scuola.
La forma scelta è quella di una perfetta unione di carne e macchina, a discapito forse della personalità: perdute ormai definitivamente le influenze più glaciali che, soprattutto a livello chitarristico, permeavano i primi lavori, le strutture del trono poggiano solidamente “solo” su fondamenta di death americano d’annata. Primi Cannibal, Suffocation, primi Gorguts, Malevolent Creation e i soliti, fondamentali Death, colpevoli, a partire da “Spiritual Healing”, della razionalizzazione delle strutture più selvagge del death primigenio.
Ritmi sostenuti quindi, ma mai eccessivi: al bando i virtuosismi ultratecnici, andamento da rompighiaccio nucleare, potenza al quadrato e digressioni simmetriche cariche di groove come unica concessione ad una rappresentazione più moderna di death metal, oltre alla scelta dei suoni.
Non mancano momenti di furia devastante (“Skygemannen”, “Instructed Insanity”), ma è la compattezza brutale a predominare (“Bloodity”, “Deal It Or Die”), con la batteria di Fred Bolsø quasi sempre protagonista in positivo.
Professionalità ed esperienza innegabili non garantiscono però un risultato eccellente: il growl di Bolt è monocorde, gli assoli di Død e Gujic telecomandati dalla Florida e i brani si susseguono sì ben eseguiti e costruiti ma monocromatici, debilitati da prevedibilità e manierismi. Insomma, la classica proposta ben realizzata e così equilibrata nelle sue parti da non suscitare più tanto interesse, potendone pronosticare ogni sviluppo con imbarazzante anticipo.
Chi voglia comunque concedersi 50 minuti di compendio death in edizione rilegata, troverà buon materiale di studio per un corso di recupero estivo… Per il raggiungimento di un master universitario invece si consiglia l’uso dei classici.

PS Gioco detmetàl da ombrellone: nella recensione sono nascosti, tradotti in italiano, i titoli di tutti gli album dei Blood Red Throne… Buona caccia!

Tracklist:

1. Requiem Mass
2. Bloodity
3. Killing Machine pt.2
4. WhoreZone
5. Skyggemannen
6. InStructed InSanity
7. Movement of the Parasites
8. Deal it or Die
9. End

Line-up:

Daniel “Død” Olaisen – chitarra
Ivan “Meathook” Gujic – chitarra
Yngve “Bolt” Christiansen – voce
Stian «Gunner» Gundersen – basso
Freddy Bolsø – batteria

Links:
www.facebook.com/BloodRedThroneOfficial/
https://www.bloodredthrone.com/
http://mightymusic.dk/

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