Isole – Dystopia (2019)

Titolo: Dystopia
Autore: Isole
Genere: Epic Doom Metal
Anno: 2019
Voto: 8,5

Visualizzazioni post:198

Dopo cinque anni di silenzio tornano gli Isole con “Dystopia”, il settimo album della loro carriera. Il gruppo svedese, attivo sotto questo nome dal 2004, si muove tra le sonorità dell’epic doom come un equipaggio esperto, facendoci navigare in un mare malinconico per poi approdare in sette meravigliosi porti decadenti. “Beyond the Horizon” è il brano d’apertura che nei suoi sette minuti racchiude un po’ tutta la vita artistica degli Isole. La sessione ritmica è robusta e con l’aiuto di riff distorti e di tastiere efficaci e mai invadenti, forma una solida base per chitarre melodiose che si alternano alla voce aulica di Bryntse. Con “Written in the Sand” abbiamo il matrimonio perfetto sia lirico che strumentale, tra l’epicità dei Candlemass, sicuramente l’influenza più marcata in tutto il disco, e la malinconia dei My Dying Bride. Un brano struggente ma nel contempo forte, con un incedere pachidermico che trascinerà i vostri sogni attraverso un deserto apatico. “The Beholder” ha chitarre che suonano riff mesti e la voce che trasmette una sorta di malumore incurabile. La canzone parte lenta sulla falsariga del precedente brano, ma esplode nella parte centrale con una batteria più sostenuta e chitarre più aggressive. Un bel assolo a conclusione di questo guizzo energico ci riporta poi all’andamento iniziale. “Galenskapens Land” è cantata in lingua madre, un valore aggiunto all’atmosfera solenne ed eterea di tutto il brano. Il giro di basso è bellissimo ed unisce efficacemente le chitarre più corpose con quelle più melodiche e dilatate. La batteria con parti ritmiche di diversa intensità sorregge tutto il brano e la voce ci trasporta con enfasi nella terra della follia. Eccezionale. Anche se la durata dei brani è tutta sopra i sei minuti, essi non risultano mai noiosi o hanno cali di intensità, anzi gli Isole sanno bene come intersecare le varie parti, rendendo il disco molto dinamico.  “Forged by Fear” e “You Went Away” sono canzoni tipicamente Doom, cariche di drammaticità con mid tempo e riff cupi e serrati, voci evocative ed affrante. Nei due pezzi vi trovano anche spazio dei growl che aggiungono ulteriore pesantezza ed un pizzico di cattiveria che non guasta mai. In chiusura c’è “Nothingness”, un brano che presenta un arpeggio iniziale che accompagna per più di un minuto la voce melodica di Bryntse. Poi si parte con un riff lento, epico, una batteria cadenzata con una pesante forza trascinante. Qui i growl si fanno più marcati, ci sono anche cori dal sapore clericale a sostenere il cantato solenne ed epico. In conclusione un bellissimo disco. Speriamo solo di non dover attendere altri cinque anni per un nuovo lavoro a meno che agli Isole non serva tutto questo tempo per bissare un disco del calibro di Dystopia.

Tracklist:
01 – Beyond the Horizon
02 – Written in the Sand
03 – The Beholder
04 – You Went Away
05 – Forged by Fear
06 – Galenskapens Land
08 – Nothingness

Line-up:
Daniel Bryntse: voce e chitarra
Crister Olsson: chitarra e voce
Jimmy Mattsson: basso e voce
Victor Parri: batteria

Links:
https://www.facebook.com/Isoleofficial
https://open.spotify.com/
http://www.hammerheart.com/

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