Opeth – In Cauda Venenum (2019)

Titolo: In Cauda Venenum
Autore: Opeth
Genere: Progressive Rock / Metal
Anno: 2019
Voto: 7,5

Visualizzazioni post:379

In Cauda Venenum è un’espressione latina riferita in origine allo scorpione per indicare che “spesso la fine di un discorso svela il lato polemico prima esulato, o contiene le parole che più direttamente vogliono colpire una persona” ed è il titolo del nuovo album degli Opeth in uscita il 27 settembre per Moderbolaget/Nuclear Blast. Una scelta motivata dal frontman Akerfeldt dall’aspirazione, poi raggiunta, di trovare un titolo in latino che potesse accomunare e collegare le due versioni dell’album che verranno pubblicate, sia in inglese sia in svedese, quest’ultima per questioni linguistiche e concettuali considerata la migliore secondo la band stessa.
L’artwork, affidato all’ormai confermato Travis Smith, rappresenta un casolare in stile “King Diamond”, il quale ospita un unito gruppo di amici metallari, simbolo di famiglia e protezione eppur sorretta dalla lingua di un demone a rimandare l’idea dello scorpione.
Per la prima volta Akerfeldt, nella sua prolissa e costante produzione di liriche accordanti poi con la musica, ha deciso di abbandonare le atmosfere sognanti ed eteree degli album precedenti per concentrarsi sulle problematiche moderne legate in particolare alla sua Svezia e a suo avviso al tema della solitudine dell’uomo moderno nell’era dei social.
Ciò che scaturisce a mio avviso nell’ascolto di “In Cauda Venenum” è una vera e propria resa dei conti per la band svedese: la rivelazione finale, come lo scorpione, della loro vera natura progressive non come negazione del passato ma come sunto di un processo creativo ormai risaputo da molti. Un disco che affronta tematiche attuali attingendo dal passato tutte le influenze musicali della band, dai King Crimson ai Led Zeppelin, Deep Purple e The Beatles, addirittura ho pensato anche a “Superunknown” dei Soundgarden!!
L’apertura goticheggiante “Garden Of Earthly Delights” è un continuo crescendo che si esaurisce su se stesso per lasciare spazio a “Dignity”, brano progressive corale ingigantito da virtuosismi di chitarra e organo alla Uriah Heep e a “Heart In Hand”, primo singolo estratto, che mantiene le sonorità del brano precedente incalzando il ritmo e l’orecchiabilità del ritornello per sfumare con un finale acustico. Quest’ultimo viene ripreso invece in “Next Of Kin” in un continuo alternare appunto tra breve intermezzo acustico, picchi sonori ritmici e orchestrali e pausa melodica diretta, impostazione non nuova per la band ma nella quale, a differenza del passato, sembra mancare quella sorta di lato oscuro. “Lovelorn Crime” è una ballad orchestrale che esalta le doti espressive della band con un equilibrato senso di melanconia e romanticismo. Con “Charlatan” e “Universal Truth” si chiude la parentesi ballad per ritornare a sonorità più progressive/alternative rock: nella prima si distingue un suono granitico del basso ad accattivare l’incipit mentre la seconda intinge più nell’ambient riproponendo il finale acustico. “The Garroter” si distingue dai brani precedenti con un intro spagnoleggiante e l’andamento successivo dall’indole jazz, nuova conquista musicale di Akerfeldt ispirato dai gusti musicali della compagna. “Continuum” mantiene alcune impostazioni ritmiche jazz iniziali per poi esplodere nuovamente nei virtuosismi progressive e mood acustici ricollegabili ai brani centrali per prepararci al finale solenne con “All Things Will Pass”, il cui titolo mi piace pensare funga come un nuovo manifesto della band.
Sui social Akerfeldt ha dichiarato: “Questo sono io. Questi sono gli Opeth. Penso che sin da ora i fans riconosceranno, o meglio lo spero, il mio modo di scrivere, il nostro sound, ciò che siamo come band”. In conclusione quindi se siete pronti a riconoscere l’attuale essenza degli Opeth potrete comprendere e apprezzare “In Cauda Venenum” nella sua complessità, altrimenti attenderete invano i growl di Akerfeldt.

Tracklist:

01. Livet’s Trädgård / Garden Of Earthly Delights (Intro)
02. Svekets Prins / Dignity
03. Hjärtat Vet Vad Handen Gör / Heart In Hand
04. De Närmast Sörjande / Next Of Kin
05. Minnets Yta / Lovelorn Crime
06. Charlatan
07. Ingen Sanning Är Allas / Universal Truth
08. Banemannen / The Garroter
09. Kontinuerlig Drift / Continuum
10. Allting Tar Slut / All Things Will Pass

Line-up:

Mikael Akerfeldt-voce, chitarra
Fredrik Akesson-chitarra
Martin Mendez-basso
Martin Axenrot-batteria
Joakim Svalberg-tastiere

Link:
www.facebook.com/Opeth
www.facebook.com/moderbolagetRecords
www.nuclearblast.com

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