Spread Eagle – Subway To The Stars (2019)

Titolo: Subway To The Stars
Autore: Spread Eagle
Genere: Hard Rock
Anno: 2019
Voto: 7+

Visualizzazioni post:621

Se amate le sonorità glam e apprezzate il grunge corrosivo degli anni ’90 fate subito il biglietto e prendete la metropolitana perché in questo lungo tragitto apprezzerete i rockers Spread Eagle che vi faranno fare un giro nella loro meravigliosa New York, ricordandovi i bei tempi in cui lo street metal nasceva in California per diffondersi in tutto il mondo.
Pur provenendo dalla “grande mela”, piuttosto che dal sud degli Stati Uniti, i newyorkesi suonano alla pari dei più famosi gruppi sudisti e, dopo ventisei anni dall’ultimo disco, ritornano in grande spolvero offrendo ai propri fans una gradita sorpresa con l’uscita di questo nuovo album.
Gli americani sono stati alla ribalta sulla scena hard rock dalla fine degli anni ’80 agli inizi degli anni ’90, suonando un buon rock and roll caratteristico anche della loro città di provenienza. Quando Paul Di Bartolo (chitarra), Rob De Luca (basso) e Tommi Gallo (batteria) si trasferirono a New York e incontrarono il cantante Ray West, nacque una East Coast Streetmetal band.
Dopo il debutto omonimo, prodotto da Charlie Gambetta, dove i quattro artisti presentano un suono grintoso e pericoloso, voci lamentose e una chitarra affilata, il gruppo quattro anni dopo pubblica il secondo album, “Open To The Public” (anch’esso prodotto da Gambetta), per poi prendersi una lunga pausa e per realizzare progetti personali. Solo nel 2006 la formazione si ricongiunge sotto la direzione di Ray West e Rob DeLuca (che nel frattempo ha anche lavorato con gli UFO e Sebastian Bach) insieme a due nuovi membri, Ziv Shalev alla chitarra e Rik De Luca alla batteria.
I due musicisti superstiti hanno ancora la voglia e l’adrenalina di un tempo ma sono pure diventati abbastanza esperti da sapere e da capire che non si può rimanere legati al passato se si vuole un futuro migliore.
Il nuovo viaggio sotterraneo del combo, targato 2019, comincia con classe e con la partenza dalla prima fermata negli studi del Music Building di New York , che è esattamente lo stesso luogo in cui sono state provate e scritte le canzoni della loro prima opera del 1990.
Il suono delle rotaie annuncia l’inizio dell’ossessionante e feroce title track, dove un allucinante grido di Ray West apre il pezzo e ci introduce in un lavoro discografico per fortuna non datato nel sound ma fresco e moderno. La metal “Speed Of Sound” è un altro esempio emblematico della svolta artistica, con una melodia orecchiabile e un sound potente. Il basso di Rob De Luca è ben inserito con gli altri strumenti e si ritaglia un suo prezioso spazio contribuendo alla pesantezza della traccia. L’assolo di Ziv Shalev è come un bel vestito di seta nella robusta “Dead Air”, che si presenta con un inizio grandioso per inaugurare l’atmosfera oscura e depressa del grunge tipico degli anni ’90. Segue l’inarrestabile e veloce “Grand Scam” scelto come secondo singolo ufficiale dell’album. Qui la batteria di Rik De Luca tiene il vorticoso ritmo in modo perfetto in un pezzo a tratti dallo stile punk che merita in futuro di essere suonata dal vivo per l’energia che sprigiona.
A questo punto del tragitto, il vagone rallenta in prossimità della lenta “Little Serpentina”, che non è male come traccia perché dà un po’ di respiro all’ascoltatore dopo mezz’ora di corsa ad alta velocità, ma si rifà molto agli anni ’90 dei mitici Pearl Jam e sembra stare fuori posto rispetto al metal proposto all’inizio nel cd. La successiva e roccheggiante “Antisocial Butterfly”, che ricorda un po’ la musica dei mitici Beatles, rimette di nuovo in carreggiata il treno e con il suo ritornello comincia a fare muovere di nuovo i piedi e la testa dei pendolari. La ciliegina sulla torta è il grande assolo contenuto nel pezzo, scritto ed eseguito dal bravissimo Shalev, che è anche il preludio alla prossima fermata chiamata “Gutter Rhymes For Valentine”, dove i musicisti scendono per prendere una nuova direzione artistica legata al classico hard rock degli eighties. L’ultima sosta è il blues acustico di “Solitaire”, fermata meno affollata perché situata in periferia e con un sound tipico delle migliori ballate dei LA Guns. Ray mostra, in questo lento, la sua bella voce dal suono pulito ma in generale in tutto il disco fa sentire che le sue corde vocali hanno resistito alla prova del tempo, a differenza di tanti suoi coetanei dell’età d’oro degli anni ’80. Sentire durante tutta la registrazione l’aggiunta intelligente degli altoparlanti della metropolitana, dove lo speaker avverte dell’apertura e della chiusura delle porte del vagone, è una trovata veramente originale e indovinata.
In conclusione gli Spread Eagle dimostrano che il vero talento non svanisce nel tempo e che non bisogna arrendersi perché alla fine un altro treno passa sempre dalla nostra imprevedibile vita e a volte va preso al volo senza pensarci due volte. Musica onesta, anche se a tratti un po’ ingarbugliata da tante influenze sonore e una buona attitudine giustificano l’acquisto del disco per viaggiare ascoltando il potente sound di questi quattro artisti a stelle e strisce. Ah, dimenticavo, se non potete partire, dato che l’estate è finita e così pure le ferie, non preoccupatevi perché “Subway To The Stars” può essere ascoltato anche a casa, mentre andate a scuola o al lavoro perché riuscirà a trasmettervi quella vitalità giusta per affrontare qualunque cosa.

Tracklist:

1. Subway To The Stars
2. 29Th Of February
3. Sound Of Speed
4. Dead Air
5. Grand Scam
6. More Wolf Than Lamb
7. Cut Through
8. Little Serpentina
9. Antisocial Butterfly
10. Gutter Rhymes For Valentines
11.  Solitaire

Line–up:

Ray West – voce
Rob De Luca – basso e cori
Ziv Shalev – chitarra
Rik De Luca – batteria

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