Blind Guardian (Andrè Olbrich)

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Il Progetto Blind Guardian Twiglight Orchestra nasce 20 anni fa dall’esigenza di orchestrare la musica del guardiano cieco. Hansi Kursch e Andrè Olbrich hanno impiegato davvero molto tempo a realizzare il loro sogno di un disco che ha molto meno a che fare con l’heavy metal ed è stato presentato per ora troppo in fretta e senza tante informazioni. Per questo motivo abbiamo intercettato il chitarrista e compositore Andrè Olbrich per chiarire quanto ci sia dietro questo misterioso progetto e per far capire ai fan di cosa si stanno occupando solo due dei membri della formazione tedesca. La certezza è che il disco sarà molto criticato per diverse scelte e noi siamo qui per far luce e chiarire le posizioni di chi ha realizzato un proprio desiderio, assopito per 20 anni.

Ciao Andrè e benvenuto sul nostro sito! Prima di tutto vorrei chiarire… Stiamo ancora parlando di Blind Guardian anche se solo due membri sono coinvolti nel progetto?

Ciao! Ci siamo solo io ed Hansi in questo progetto, per questo lo abbiamo chiamato BLIND GUARDIAN TWILIGHT ORCHESTRA. Diciamo che è una sorta di progetto con il suo brand. Non stiamo parlando di heavy metal ma di un album orchestrale con molti cori. Diciamo che è una nostra visione. Un disco nostro. L’orchestra coinvolta (la City of Prague Philarmonic Orchestra nda) è specializzata in colonne sonore e si è prestata perfettamente alla nostra idea. Non hanno un approccio esclusivamente classico per cui hanno delle ottime dinamiche che abbiamo già sperimentato nel disco precedente come una sorta di test su due o tre brani. Si tratta comunque di un gruppo di 90 musicisti e 14 coristi…!

L’idea è spuntata ormai 20 anni fa nel periodo di “Nightfall”, com’ è nato dunque il desiderio di questo disco e come mai ci è voluto così tanto per realizzarlo?

Eravamo esattamente nel mezzo delle registrazioni di “Nightfall” quando abbiamo avuto questa idea. L’idea era quella di un concept basato su Tolkien e sul Signore degli Anelli su un tema fantasy e orchestrale per creare un nuovo sound. Abbiamo capito che sarebbe stata un’idea diversa, nuova e ottima per caratterizzare la voce di Hansi. Abbiamo cercato di fare un intero disco, ma con i Blind Guardian gli impegni ci hanno portato spesso a procrastinare. Abbiamo dunque cercato di pianificare il songwriting collezionando i pezzi e cercando un produttore. Ne abbiamo parlato con Charlie Bauerfeind, il produttore di “A Night At The Opera” e abbiamo cominciato ad attivarci nel 2003 per pensare alle soluzioni e a come trovare la giusta orchestra per fare qualche test. Nel 2005/2006 era chiaro che avremmo lavorato con la City of Prague e così sono state viste le partiture per i musicisti e io ho cominciato a programmare tutto su pc con il sound classic, le armonie e gli arrangiamenti. Abbiamo dovuto trasporre tutto nel modo più dettagliato. Quando ho una linea di melodia, la devo usare per tutti i musicisti per cui ho dovuto lavorare passo a passo con il direttore d’orchestra che ha verificato che le nostre partiture fossero possibili da suonare aggiustando i vari passaggi musicali per fare risultare tutto orecchiabile e perfetto.

Quanto dei Blind Guardian possiamo sentire in questo disco e quanto invece si discosta dal classico vostro sound?

Beh. Penso che il mio modo di comporre e il mio gusto per le melodie sia lo stesso che nei pezzi metal. La differenza è la trasposizione sonora. Lo stile e il trademark li puoi trovare in questa musica, scritta sempre da metallari e per metallari. Non posso pensare diversamente e anche se l’approccio non è il tipico dei Blind Guardian, abbiamo cercato di comunicare in termini metal con l’orchestra. A loro è piaciuta la nostra musica e le nostre composizioni e abbiamo trovato un’amalgama ottimale. Ho visto che più i musicisti suonavano i nostri pezzi, più entravano nel concetto di quello che volevo esprimere. Stavamo realizzando qualcosa di speciale e diverso.

“Legacy Of The Dark Lands” è un concept album? Una storia?

Si tratta di un concept album. Avremmo voluto basarlo su Tolkien, ma poi con l’uscita del film il successo fu così tanto che abbiamo perso l’interesse nell’argomento. La nostra musica sta in piedi da sola senza dover seguire le mode per cui dovevamo cercare un tema diverso, ma sempre fantasy. Dopo qualche anno ci siamo imbattuti nel libro di Markus Heitz, “The Dwarves” (“Le cinque stirpi” nella versione in italiano ndr) e lo abbiamo contattato chiedendogli una collaborazione. Anche lui era un nostro fan e conosceva la nostra musica. Lo abbiamo invitato in studio e gli abbiamo chiesto di scrivere una novella per il disco. Hansi ha lavorato con lui fianco a fianco per avere chiaro tutto quello di cui avrebbe avuto bisogno nella storia per poter scrivere testi e musica. Così Markus ha scritto il libro per questa storia basata sul concept e la timeline dettata dalla creatività di Hansi.

Entriamo nel significato del disco. Puoi dirmi qualcosa di più di copertina, titolo e di cosa essi rappresentino?

Non posso andare a fondo con la storia. Hansi potrebbe parlarne meglio perché è tutta farina del suo sacco. Tuttavia posso dirti che c’è l’idea di un audio libro e per le parti narrate abbiamo cercato lo stesso ragazzo che abbiamo usato per “Nightfall” ed è risultato perfetto. Abbiamo lavorato con lui in studio a Londra e ci ha riempito tutti gli spazi di cui avevamo bisogno. Penso che la versione di audio libro sarà disponibile con l’edizione speciale che avrà 20 minuti bonus per capire meglio questa storia. Molti dialoghi sono molto intensi e si accompagnano bene ai testi e alla musica, così da avere una visione completa ed essere più visiva.

Come stavamo dicendo quindi ci sono molte parti strumentali e intro così come in “Nightfall”. Questo immagino sia stato necessario per legare le storie alle composizioni. E’ stato lo stesso per “Nightfall”? Quanto hanno in comune i due dischi?

Puoi fare paragone solo sul discorso del concept, ma direi che è qualcosa di completamente diverso dagli arrangiamenti alla struttura vera e propria. E’ costruito su dinamiche diverse e difficili da ripetere. Qui abbiamo avuto molta più libertà e non posso comparare questo disco ad uno con una struttura più metal.

Quanto pensi sia venuto fuori diverso il disco rispetto alle aspettative di 20 anni fa quando stavate pensando su cosa lavorare nel 1999?

Devo dire che l’essenziale dei pezzi, lo spirito e l’impatto delle melodie sono gli stessi previsti fin dall’inizio. C’è sempre stata una sorta di magia nelle composizioni che non valeva la pena di variare. Dai nostri primi demo con i Blind Guardian puoi già sentire il feeling di questo album. C’era qualcosa che sarebbe venuto fuori nel tempo. Capisco che in tanti anni c’era il rischio di perdere qualcosa dalle idee originali, ma per noi è stato facile trasportare per 20 anni queste melodie e queste nostre idee e quindi direi che la qualità non si è persa. I pezzi sono buoni così come sono stati scritti all’epoca e suonano ancora meglio ora che abbiamo concretizzato il valore orchestrale. Abbiamo potuto tramutare tutto in un nuovo sound, costruito per un’orchestra che penso abbia dato un tocco epico alle nostre idee. Non avrei certo potuto pensare a questo risultato quando abbiamo iniziato, perché era qualcosa che avevo nei miei sogni da troppo tempo, ma direi che lo spirito originale è stato mantenuto.

State pensando anche a rappresentare tutto dal vivo in un tour o magari inserirete qualche brano nelle setlist dei Blind Guardian?

Ci stiamo pensando. Non è sicuramente facile portare in tour tutte queste persone per cui la soluzione più facile potrebbe essere fare un grande evento, magari una location per 2 o 3 concerti. Niente di pianificato, ma l’idea poteva essere quella di riesumare il Blind Guardian Festival del 2003. Fu un vero successo e tutti ci stanno richiedendo di ripetere l’evento. Non lo abbiamo più riproposto perché serve praticamente un anno per crearlo e non avevamo tutto quel tempo. Non avevamo intenzione di diventare produttori di festival per cui siamo andati avanti per la nostra strada. La Germania è sicuramente la nostra prima scelta oppure Praga per la logistica orchestrale, ma si vedrà.

Pensi che ci sarà la possibilità di una versione metal dell’intero disco in futuro? A qualche fan potrebbe mancare la parte heavy dei Blind Guardian su questo disco…

Sì, c’è la possibilità di convertire i brani in pezzi metal. Così come abbiamo fatto con “Harvest Of Souls” che abbiamo scritto per l’orchestra, ma dato che non si sposava bene con il resto delle canzoni abbiamo deciso di inserirlo nel disco “At The Edge Of Time”. Ma a questo punto abbiamo riascoltato il pezzo e abbiamo deciso di includerlo nel disco per cui potrete sentirlo in entrambe le versioni e capire il modo diverso di composizione. Potrete sentire che in “Harvest” non si sente la mancanza di metal, perchè è un pezzo pesante che è arrivato dalla mia mente.

Anche il disco dei Demons & Wizards è in arrivo per cui Hansi sarà molto impegnato. Dovremo aspettare molto per un nuovo disco classico dei Blind Guardian?

Sì, Hansi è molto impegnato, ma lavora molto e comunque in questa situazione avrò modo e tempo di scrivere nuovi pezzi per i Blind Guardian. Contiamo di entrare in studio il prossimo anno (nel 2020) per produrre e rilasciare il disco nel 2021, spero. E magari iniziare il tour mondiale nello stesso anno.

Abbiamo parlato del disco, ma non abbiamo detto niente dell’ottimo lavoro di Hansi alla voce…

Sì hai ragione… per Hansi è stata una grandissima esperienza per esplorare nuovi territori nel suo modo di cantare e questo lo puoi sentire anche nell’ultimo disco dei Blind. Con l’orchestra ha avuto modo di poter utilizzare la sua voce ancora meglio, sai in una rock band ci sono le chitarre pesanti che coprono e per certe dinamiche deve cantare sempre più forte. Con l’orchestra invece può essere più profondo, alto o brutale possibile per esprimere al meglio le emozioni. Quindi da una parte si potranno sentire tanti dettagli della sua voce, dall’altra dovrà stare attento a garantire una grande performance e dovrà lavorare molto con la voce per dare il meglio.

Siamo arrivati alla fine. Vuoi concludere tu questa intervista?

Spero che i nostri fan daranno un’opportunità a questo album. So che non è un disco metal, ma potrebbe essere un’apertura ad una nuova dimensione di musica con un’energia diversa e spero che vi piacerà la nostra creatività.

Links:
https://www.facebook.com/blindguardian
http://www.blind-guardian.com/
https://open.spotify.com/artist/7jxJ25p0pPjk0MStloN6o6

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